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Attualità
Attualità, 2/1984, 15/01/1984, pag. 13

Tre "falsi vescovi"

R. P.

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Documenti, 2019-3

Ritorno dall’esilio

Visita del segretario di stato vaticano in Iraq per le celebrazioni natalizie

Card. Pietro Parolin

«Voi siete esperti di perdono. È commovente sapere che molti hanno perdonato quelli che hanno fatto loro del male… Anche per voi inizia il ritorno dall’esilio… Tuttavia, l’impresa più ardua non è la riedificazione materiale, bensì la ricostruzione della fiducia, la ricomposizione del tessuto sociale lacerato dai tradimenti, dal rancore, dall’odio. Qui sta la vostra vocazione e la vostra missione: è in gioco la fedeltà alle vostre radici e la costruzione di un futuro migliore per i vostri figli». Dal 24 al 28 dicembre il segretario di stato della Santa Sede, il card. Pietro Parolin, ha visitato l’Iraq, appena uscito da tre anni di guerra (2014-2017) e di invasione del sedicente Stato islamico (ISIS).

In un contesto segnato per i cristiani dalla gioia del ritorno e dalla speranza di un nuovo inizio, ma anche dall’insicurezza e dalla crisi economica, davanti a comunità cristiane estenuate dall’emigrazione, il card. Parolin ha portato la benedizione del papa e ha parlato di pace e riconciliazione a cristiani e musulmani ancora alle prese con un equilibrio politico e religioso instabile per le profonde divisioni tra sciiti e sunniti. Il giorno precedente al suo arrivo, il Consiglio dei ministri del Governo iracheno aveva votato un emendamento alla legge sui giorni festivi nazionali per rendere festivo nel paese il 25 dicembre, giorno di Natale.

Documenti, 2018-13

Oeconomicae et pecuniariae quaestiones

Congregazione per la dottrina della fede – Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale

S’intitola Oeconomicae et pecuniariae quaestiones. Considerazioni per un discernimento etico circa alcuni aspetti dell’attuale sistema economico-finanziario il documento firmato congiuntamente dalla Congregazione per la dottrina della fede e dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, e reso pubblico il 17 maggio. Articolato in quattro paragrafi, il testo affronta alcune questioni in materia di economia e finanza. Nello specifico, viene presa in considerazione la crisi economico-finanziaria del 2008 come «l’occasione per sviluppare una nuova economia più attenta ai principi etici e per una nuova regolamentazione dell’attività finanziaria, neutralizzandone gli aspetti predatori e speculativi e valorizzandone il servizio all’economia reale»; tuttavia, prosegue il documento, «non c’è stata… una reazione che abbia portato a ripensare quei criteri obsoleti che continuano a governare il mondo». Partendo da questo presupposto, l’analisi dei due organismi intende offrire «una riflessione etica circa taluni aspetti dell’intermediazione finanziaria, il cui funzionamento, quando è stato slegato da adeguati fondamenti antropologici e morali, non solo ha prodotto palesi abusi e ingiustizie, ma si è anche rivelato capace di creare crisi sistemiche e di portata mondiale».

Documenti, 2017-21

Ripensare l'Europa

Commissione degli episcopati della comunità europea (COMECE) in collaborazione con la Segreteria di stato

Card. Pietro Parolin; card. Reinhard Marx; papa Francesco

Sul tema «(Re)Thinking Europe. Un contributo cristiano al futuro del progetto europeo», in occasione del 60° anniversario dei Trattati di Roma, la Commissione degli episcopati della Comunità europea (COMECE) in collaborazione con la Santa Sede ha organizzato in Vaticano un dialogo tra 350 rappresentanti della politica, delle Chiese e della società dei 28 stati dell’Unione Europea. Sia dai discorsi introduttivi, tra cui pubblichiamo quelli del segretario di stato vaticano, il card. Pietro Parolin, e del presidente della COMECE, il card. Reinhard Marx (arcivescovo di Monaco di Baviera), sia dal confronto in aula a porte chiuse sono emerse le criticità di fronte alle quali si trova il progetto europeo e le profonde differenze di visione tra l’Est e l’Ovest del continente. A chiusura del dialogo è intervenuto il papa, nel quinto dei suoi discorsi sull’Europa (dopo quelli del 2014 al Parlamento e al Consiglio d’Europa, quello del 2016 per il conferimento del Premio Carlo Magno e quello dello scorso marzo per il 60° dei Trattati di Roma), rimarcando che «il primo, e forse più grande, contributo che i cristiani possono portare all’Europa di oggi è ricordarle che essa non è una raccolta di numeri o di istituzioni, ma è fatta di persone», e che i cristiani «sono chiamati a ridare anima all’Europa e ridestarne la coscienza».