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Attualità
Attualità, 10/1999, 15/05/1999, pag. 335

M. Cè: Venite e vedrete

A. D.

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Leggi anche

Documenti, 2019-7

«No» al Decreto sicurezza

Mons. Douglas Regattieri e i direttori delle 15 Caritas diocesane dell’Emilia-Romagna

Un documento per ribadire «la ferma decisione di metterci dalla parte degli ultimi e dei più svantaggiati che bussano alle nostre porte»: a firmarlo è il vescovo della diocesi di Cesena-Sarsina Douglas Regattieri, delegato della Conferenza episcopale regionale per il Servizio della carità, insieme ai direttori delle 15 Caritas diocesane della regione, ed è stato reso pubblico il 12 febbraio. Un testo che, in maniera esplicita, giudica negativamente il cosiddetto «Decreto sicurezza», cioè le Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale, immigrazione, sicurezza pubblica, fortemente volute dal ministro dell’Interno Matteo Salvini e approvate definitivamente il 28 novembre 2018.

Il Decreto sicurezza secondo i vescovi emiliano-romagnoli porta a «un atteggiamento vessatorio nei confronti di persone a cui si imputa il torto di essere straniere e povere, le quali saranno condannate a maggiore precarietà e marginalità, a danno di tutta la cittadinanza». I firmatari sostengono l’iniziativa dei sindaci e dei presidenti regionali che hanno promosso il ricorso alla Corte costituzionale, ma invitano anche a non rimanere inerti e mettere in atto una sorta di «obiezione di coscienza» a un decreto che non tutela la vita delle persone. L’auspicio è che si intraprendano altri percorsi, come lo «studio di strumenti giuridici e amministrativi che permettano l’accompagnamento alla legalità delle persone che incontriamo».

Documenti, 2019-5

La fratellanza umana per la pace

Papa Francesco; Ahmad Al-Tayyib, grande imam di Al-Azhar

Nel corso del viaggio apostolico negli Emirati Arabi Uniti dal 3 al 5 febbraio – la prima visita di un papa nella Penisola araba –, Francesco ha firmato insieme al grande imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyib, al termine della Conferenza globale sulla fraternità umana che negli stessi giorni riuniva 700 capi religiosi di tutto il mondo, un Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune. In esso vengono affrontati molti punti controversi per il dialogo interreligioso e per la convivenza pacifica tra cristiani e musulmani, come la libertà di credo, la protezione dei luoghi di culto, la condanna del terrorismo, il concetto di «piena cittadinanza», la rinuncia all’uso discriminatorio del termine minoranze, i diritti delle donne, dei bambini e dei più vulnerabili.

Le due autorità religiose, il vescovo di Roma e una delle figure più prestigiose del mondo islamico sunnita, trovano un terreno comune nell’affermazione che «tra le più importanti cause della crisi del mondo moderno vi siano una coscienza umana anestetizzata e l’allontanamento dai valori religiosi, nonché il predominio dell’individualismo e delle filosofie materialistiche che divinizzano l’uomo e mettono i valori mondani e materiali al posto dei principi supremi e trascendenti».

Documenti, 2018-7

Le Chiese del Gruppo di Visegrad

Rappresentanti dei vescovi della Repubblica Ceca, della Croazia, della Polonia, della Slovacchia e dell'Ungheria

Nello scorso ottobre, il 18 e 19, si sono incontrati i rappresentanti delle Conferenze episcopali della Repubblica Ceca, della Croazia, della Polonia, della Slovacchia e dell’Ungheria, cioè dei paesi che – Croazia esclusa – costituiscono il Gruppo di Visegrad, rappresentante dell’asse più identitario e sovranista all’interno dell’Unione Europea. Al termine dell’incontro hanno pubblicato il Comunicato che segue (uj.katolikus.hu; nostra traduzione dall’ungherese).