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Attualità
Attualità, 14/2007, 15/07/2007, pag. 446

Santa Sede - "Subsistit in", le reazioni ecumeniche: onestamente divisi

D. S.

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Leggi anche

Documenti, 2019-11

Due secoli di concordati

Card. Pietro Parolin, segretario di stato vaticano

Il 28 febbraio e il 1° marzo si è svolto, alla Pontificia università gregoriana, un congresso internazionale sul tema «Gli accordi della Santa Sede con gli stati (XIX-XXI secolo). Modelli e mutazioni: dallo stato confessionale alla libertà religiosa». I lavori sono stati aperti dalla Prolusione del cardinale segretario di stato Pietro Parolin, il quale nel suo discorso intitolato Concordia e concordati ha offerto un contributo per una «comprensione il più possibile ampia e approfondita degli accordi di diritto internazionale che sono stati firmati tra la Santa Sede e gli stati sulla posizione e sullo statuto giuridico della Chiesa in un determinato paese e che hanno spesso assunto la forma di concordati e convenzioni similari. Essi vengono presi in esame non solo alla luce delle pratiche diplomatiche, ma anche per quanto riguarda le dinamiche politico-religiose globali dal XIX al XXI secolo».

Dopo aver inquadrato la libertà religiosa come fondamento e limite dei concordati, e aver rilevato l’importanza che ricopre l’episcopato locale nell’elaborazione e stipula degli accordi, il capo della diplomazia vaticana si è interrogato sull’esistenza di un presunto «modello concordatario» e sulla necessità, per la Santa Sede, di raggiungere concordati con gli altri stati, chiudendo la sua riflessione con un accenno agli accordi multilaterali di cui è parte la Sede apostolica.

Documenti, 2019-7

Manifesto interreligioso sulla fine vita

Rappresentanti di confessioni, religioni, strutture e aziende sanitarie, associazioni di volontariato

Il 5 febbraio è stato firmato a Roma un Manifesto interreligioso dei diritti nei percorsi di fine vita, promosso dal Tavolo interreligioso di Roma insieme all’Azienda sanitaria locale Roma 1 e al Gemelli Medical Center – Università cattolica del Sacro Cuore. Il documento definisce nove diritti fondamentali e garantisce, oltre alle cure, il rispetto della dignità e il supporto religioso e spirituale per chi si trova nella fase finale della vita in strutture sanitarie. I diritti riconosciuti sono: diritto di disporre del tempo residuo; al rispetto della propria religione; a servizi orientati al rispetto della sfera religiosa, spirituale e culturale; alla presenza del referente religioso o assistente spirituale; all’assistenza di un mediatore interculturale; a ricevere assistenza spirituale anche da parte di referenti di altre fedi; diritto al sostegno spirituale e al supporto relazionale per sé e per i propri familiari; al rispetto delle pratiche pre- e post-mortem; al rispetto reciproco.

È stato inoltre costituito un Tavolo interreligioso per rendere operativo il Manifesto ed elaborare delle linee guida applicative su alimentazione, cura spirituale, trattamento del corpo nella malattia e nei riti pre- e post-mortem.

Documenti, 2018-15

Libro bianco sulle religioni in Cina

Ufficio d’informazione del Consiglio di stato della Repubblica popolare cinese

«La religione è parte integrante della civiltà umana. Tutelare la libertà di credo religioso, gestire in maniera adeguata le relazioni religiose e adattarle ai nostri tempi e limitare e frenare l’estremismo religioso sono compiti comuni a tutti i paesi del mondo». Tuttavia «le religioni in Cina devono essere cinesi nell’orientamento» e si devono «adattare alla società socialista» sotto la guida del Partito comunista cinese. Sono i principi ispiratori del Libro bianco su Politiche e pratiche della Cina sulla protezione della libertà di credo religioso, presentato il 4 aprile 2018 dall’Ufficio d’informazione del Consiglio di stato della Repubblica popolare cinese, a 20 anni dal precedente Libro bianco sulle religioni, che era del 1997 (cf. Regno-doc. 3,1998,131). In sostanza il nuovo Libro bianco conferma le politiche del presidente Xi Jinping nei confronti delle religioni presenti in Cina, cercando al tempo stesso di mitigare le preoccupazioni della comunità internazionale sul trattamento delle questioni religiose da parte del governo, in particolare in vista di un possibile accordo con la Santa Sede sulla nomina dei vescovi.