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Attualità
Attualità, 2/2007, 15/01/2007, pag. 11

USA - Episcopaliani: divisione anglicana

D. S.

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Leggi anche

Documenti, 2019-7

Manifesto interreligioso sulla fine vita

Rappresentanti di confessioni, religioni, strutture e aziende sanitarie, associazioni di volontariato

Il 5 febbraio è stato firmato a Roma un Manifesto interreligioso dei diritti nei percorsi di fine vita, promosso dal Tavolo interreligioso di Roma insieme all’Azienda sanitaria locale Roma 1 e al Gemelli Medical Center – Università cattolica del Sacro Cuore. Il documento definisce nove diritti fondamentali e garantisce, oltre alle cure, il rispetto della dignità e il supporto religioso e spirituale per chi si trova nella fase finale della vita in strutture sanitarie. I diritti riconosciuti sono: diritto di disporre del tempo residuo; al rispetto della propria religione; a servizi orientati al rispetto della sfera religiosa, spirituale e culturale; alla presenza del referente religioso o assistente spirituale; all’assistenza di un mediatore interculturale; a ricevere assistenza spirituale anche da parte di referenti di altre fedi; diritto al sostegno spirituale e al supporto relazionale per sé e per i propri familiari; al rispetto delle pratiche pre- e post-mortem; al rispetto reciproco.

È stato inoltre costituito un Tavolo interreligioso per rendere operativo il Manifesto ed elaborare delle linee guida applicative su alimentazione, cura spirituale, trattamento del corpo nella malattia e nei riti pre- e post-mortem.

Documenti, 2018-15

Libro bianco sulle religioni in Cina

Ufficio d’informazione del Consiglio di stato della Repubblica popolare cinese

«La religione è parte integrante della civiltà umana. Tutelare la libertà di credo religioso, gestire in maniera adeguata le relazioni religiose e adattarle ai nostri tempi e limitare e frenare l’estremismo religioso sono compiti comuni a tutti i paesi del mondo». Tuttavia «le religioni in Cina devono essere cinesi nell’orientamento» e si devono «adattare alla società socialista» sotto la guida del Partito comunista cinese. Sono i principi ispiratori del Libro bianco su Politiche e pratiche della Cina sulla protezione della libertà di credo religioso, presentato il 4 aprile 2018 dall’Ufficio d’informazione del Consiglio di stato della Repubblica popolare cinese, a 20 anni dal precedente Libro bianco sulle religioni, che era del 1997 (cf. Regno-doc. 3,1998,131). In sostanza il nuovo Libro bianco conferma le politiche del presidente Xi Jinping nei confronti delle religioni presenti in Cina, cercando al tempo stesso di mitigare le preoccupazioni della comunità internazionale sul trattamento delle questioni religiose da parte del governo, in particolare in vista di un possibile accordo con la Santa Sede sulla nomina dei vescovi.

Documenti, 2018-11

Convertitevi!

Lettera a 25 anni dall’appello di san Giovanni Paolo II

Vescovi di Sicilia

S’intitola Convertitevi! la lettera pubblicata il 9 maggio dai vescovi siciliani, in occasione dei 25 anni dall’appello lanciato da Giovanni Paolo II nella Valle dei templi ad Agrigento (9.5.1993; cf. Regno-doc. 11,1993,332). In quell’occasione il papa polacco, al termine dell’eucaristia celebrata all’ombra del tempio della Concordia, lanciava un vigoroso appello nei confronti degli esponenti mafiosi, invitandoli con forza alla conversione: «Mi rivolgo ai responsabili: Convertitevi! Un giorno, verrà il giudizio di Dio» (Regno-doc. 11,1993,332). In questa stessa prospettiva si collocano i presuli siciliani con questo documento, che non si presenta come un saggio di teologia morale o di diritto canonico, ma come un discorso pastorale che assume il magistero agrigentino di papa Wojtyla come paradigma da sviluppare ulteriormente. La lettera si articola in cinque capitoli, con un primo in cui viene rievocato quel «grido» sgorgato dal cuore di Giovanni Paolo II; un secondo, in cui viene sottolineato il timbro profetico di quella denuncia; un terzo, in cui s’illustra il peculiare discorso ecclesiale sulla mafia sviluppatosi a partire da quel grido; un quarto, in cui esso viene riproposto alle vittime di mafia, ma anche ai criminali che con il loro peccato si escludono dalla comunità credente; e un quinto, infine, che racchiude una preghiera innalzata a Dio perché conceda a tutti il perdono.