A
Attualità
Attualità, 2/2009, 15/01/2009, pag. 15

Chiesa d'Inghilterra - Donne vescovo: Il dire e il fare

G. Mocellin
Prosegue il cammino della Chiesa d'Inghilterra, la Chiesa-madre dell'anglicanesimo, verso ciò che i documenti ufficiali definiscono la parità tra uomini e donne nel triplice ministero, e che nella sostanza si tradurrà nell'apertura alle donne dell'episcopato. La decisione «politica» risale ormai a quattro anni fa (cf. Regno-att. 8,2005,267); un'altra decisione importante, soprattutto per chi dissente da tale apertura, era stata assunta dal Sinodo generale lo scorso luglio: si emaneranno dei provvedimenti di legge veri e propri per consentire l'ordinazione episcopale delle donne, ma ci si limiterà a produrre un Codice di comportamento (Code of practice) non vincolante per tutelare chi non intende riconoscere il ministero episcopale di una donna (cf. Regno-att. 14,2008,452).

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.

Leggi anche

Attualità, 2014-20

Santa Sede - Nomine: sale Sarah, scende Burke

G. Mocellin
Nelle settimane successive al Sinodo straordinario sulla famiglia, papa Francesco ha proseguito il prudente e graduale rinnovo – secondo lo stile dei suoi predecessori – dei vertici dei dicasteri della curia romana intrapreso già a partire dal 2013, in parallelo alla maturazione, all'interno del Consiglio dei cardinali da lui appositamente istituito poco più di un anno fa, del progetto di riforma complessiva della curia stessa.
Attualità, 2014-18

Sinodo - Media: una bella febbre

G. Mocellin
Su matrimonio e famiglia la Chiesa cattolica ha la febbre, ma averlo saputo e anzi averla misurata con tanta precisione è in sé un valore più che un problema.
Attualità, 2014-16

Una forma del Vangelo: minore

G. Mocellin
La chiave del saggio di Grado Giovanni Merlo "Frate Francesco" (Il Mulino, Bologna 2013, pp. 184, € 15,00) si trova già nell’Introduzione, quando l’autore, che insegna Storia del cristianesimo all’Università di Milano ed è tra le figure più autorevoli nell’ambito degli studi francescani, sottolinea la distinzione tra frate Francesco e san Francesco, e l’intento di «presentare la figura e l’esperienza umana » del primo piuttosto che aggiungere altro al «persino troppo» che sappiamo sul secondo.