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Attualità
Attualità, 14/2017, 15/07/2017, pag. 407

Europa - Elezioni: giovani e populismi

Il voto di Francia e Inghilterra indica che offerta politica ed elettorato giovanile sono la chiave interpretativa

Paolo Segatti

L’esito del referendum sulla Brexit e la vittoria di Donald Trump, il primo presidente statunitense senza alcun tipo di background politico, hanno letteralmente sconvolto l’opinione pubblica europea e mondiale. Sono stati universalmente interpretati come la prova che una ondata populista stesse sommergendo le democrazie per come le conosciamo.

 

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Contenuto il fronte anti-europeo, un’Italia in controtendenza

Paolo Segatti

Le elezioni per il Parlamento europeo del 26 maggio scorso hanno rappresentato una sorpresa. In passato a ogni elezione la partecipazione elettorale è sempre stata non solo minore di quella delle elezioni per il Parlamento nazionale, ma anche in costante calo. Stavolta invece è risalita rispetto a quella delle elezioni del 2014 in 20 paesi su 28 dell’Unione. In alcuni è risalita di molto; tra questi sono numerosi i paesi dell’Europa dell’Est.

 

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Serbia e Kosovo: ritorno ai confini etnici

Intervista a Florian Bieber

Paolo Segatti

A colloquio con Florian Bieber, politologo e storico, esperto di relazioni interetniche, conflitti etnici e nazionalismo e insegnante di Storia e politica dell’Europa sudorientale presso l’Università di Graz. Gli abbiamo posto alcune domande a partire dalle notizie che dall’agosto scorso sono circolate circa una ridefinizione dei confini tra Serbia e Kosovo e uno scambio di territori.

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Rapporto sull’accoglienza degli italiani: fattore sfiducia

Una ricerca Caritas italiana - Il Regno

Paolo Segatti; Federico Vegetti

La fiducia dei migranti, la sfiducia degli italiani. Potremmo anche dire così. A fronte della vitalità, oltre che della necessità, che spinge donne, uomini, intere famiglie all’immigrazione, un crescente sentimento degli italiani di paura e di sfiducia. Paura degli altri o sfiducia in noi stessi? La sfiducia in noi stessi attiene agli elementi di fondo, culturali, economici, istituzionali. In particolare la sfiducia nelle istituzioni, che caratterizza da sempre gli italiani, fa percepire, pure considerando analoghe difficoltà di altre nazioni europee, il fenomeno migratorio come minaccia per noi ingovernabile. Anche a fronte di atteggiamenti di tipo razzistico che si presentano nel nostro paese, lo studio che qui presentiamo mette in luce che l’alternativa è tra nuovi modelli di integrazione da un lato e rifiuto, chiusura totale dall’altro. Nel primo caso l’immigrazione è trasformabile in risorsa, nel secondo rimane un problema. La scelta riguarda l’idea di futuro che il nostro paese immagina per sé e, attraverso di sé, per l’Europa. L’indagine che segue, curata dai proff. Paolo Segatti e Federico Vegetti dell’Università Statale di Milano, e voluta dalla Caritas Italiana e dalla rivista Il Regno, intende porre la questione su basi di conoscenza, al di fuori di ogni strumentalità.