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Attualità
Attualità, 2/2017, pag. 49

Dio dopo Auschwitz. Un inedito di Paolo De Benedetti: chi è come te tra i muti?

Piero Stefani

Pubblicare a ridosso della Giornata della memoria questo inedito di Paolo De Benedetti, scomparso l’11 dicembre scorso alla vigilia del suo ottantanovesimo compleanno, è un omaggio grato non solo in suo ricordo, ma a quanto della sua fertile riflessione su Dio e sul male, in particolare, è stato disseminato in incontri, dialoghi, trasmissioni, libri… «Dio sulle labbra dell’uomo», scrive presentandolo Piero Stefani – che ha avuto una lunga familiarità con la persona e il pensiero di De Benedetti –, è l’espressione che forse ben definisce «PdB». Il suo è il commentare midrashico alla riscoperta «dei sensi inediti eppur fedeli presenti nella Scrittura» che avviene attraverso il parlarsi «tra frammenti», consapevole di «far proseguire il dialogo ininterrotto di una rivelazione a un tempo conclusa e ancora parlante». Uno stile «marrano», dove c’è «compresenza» di «fedeltà ebraiche e convinzioni cristiane». Uno stile anti-metafisico, «scompigliato» dal silenzio di Dio su Auschwitz, interrogativo cui non c’è risposta e che portò PdB a suggerire al card. Martini la Cattedra dei non credenti del 1992 su «Chi è come te tra i muti?».

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