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Attualità
Attualità, 2/2017, pag. 58

Paolo Prodi (1932-2016) - Laicità come storia

E l’itinerario rigoroso di un maestro

Daniele Menozzi

Nel volumetto dedicato nel 2016 a ricostruire, sulla base delle sue carte d’archivio, il percorso delle «officine bolognesi» in cui aveva svolto tante attività, Paolo Prodi collocava tra il 1953 e il 1954, mentre frequentava il quarto anno della Facoltà di scienze politiche all’Università cattolica del sacro Cuore, la decisione di «dedicarsi allo studio della storia come condizione preliminare per comprendere il presente e agire per trasformare la realtà».

 

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La prospettiva di Francesco: populismo e popolo

Daniele Menozzi

Il richiamo al «popolo» come elemento centrale del discorso pubblico di papa Francesco non è sufficiente a giustificare la qualifica di «populista» attribuita alla sua linea di governo. Il percorso descritto dai suoi interventi e da quelli degli organi della Santa Sede, lungo i sei anni di pontificato, evidenzia dapprima l’influenza esercitata sulla sua visione dalla «teologia del popolo»; mostra poi la consapevolezza del diverso significato che il termine di «populismo» riveste nel contesto latinoamericano e in quello europeo; infine sottolinea la messa a fuoco del populismo come «l’orientamento di governi che, approfittando di una situazione di difficoltà sociale, enfatizzano strumentalmente i caratteri identitari di un popolo, per sostituire al dialogo fra le persone e gli stati fratture, divisioni, guerre». Si tratta dunque di un itinerario complesso, il cui approdo è tuttavia chiaro: il populismo rappresenta un «elemento disgregatore dei valori cristiani della convivenza civile».

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Altro che nonviolenti!

I cattolici e la retorica sull’«inutile strage» nel Primo conflitto mondiale

Daniele Menozzi

Il quinquennio 2014-2018 è stato scandito dalla celebrazione del centenario dei più salienti eventi verificatisi nella Grande guerra. Sul piano religioso quelle celebrazioni sono spesso state l’occasione per diffondere una presentazione complessiva del primo conflitto mondiale come «inutile strage». Ne è stato vettore il fatto che papa Francesco ha più volte fatto ricorso a questa espressione per caratterizzare ogni scontro bellico. Probabilmente intendeva in tal modo rafforzare la svolta da lui impressa alla trattazione teologica del tema: il Vangelo esige che verso i conflitti armati i credenti adottino il metodo della non-violenza (che non vuol ovviamente dire passiva acquiescenza alla violenza bellica).

 

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Arte sacra - Modernità: segni della trascendenza

L’itinerario di Arcabas (1927-2018)

Daniele Menozzi

Il 24 agosto dello scorso anno Avvenire titolava che il giorno precedente, all’età di 91 anni, era scomparso Arcabas, «un maestro dell’arte sacra» contemporanea. L’artista si chiamava in realtà Jean-Marie Pirot. Aveva cominciato a firmare i suoi lavori con il nuovo nome solo dal 1971, allorché, docente all’Università di Ottawa, aveva preparato la scenografia per la rappresentazione de La storia del soldato di Igor Stravinskji e Charles Ramuz.