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Attualità
Attualità, 20/2018, 15/11/2018, pag. 612

E. Hillesum, Il gelsomino e la pozzanghera

Domenico Segna

Curato da Beatrice Iacopini, che da anni frequenta le stanze della Hillesum, il volume ha, senza mai scadere nel didascalico, una finalità pedagogica nel voler condurre il lettore tra le pagine scelte della perseguitata ebrea, tutta racchiusa nel poetico titolo che accosta, mettendoli in tensione fra loro, un fiore, il gelsomino, con la pozzanghera, rappresentazione plastica dell’odio, della violenza che proprio quel particolare fiore, assurto a simbolo della vita colto nella sua intrinseca bellezza, vuole annientare. Dietro quel titolo, dunque, c’è la Shoah ma, al contempo, anche l’amore così naturale da sembrare innaturale se si pensa al filo spinato che cinse un campo di concentramento.

 

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S. Nadler, La via alla felicità. L’etica di Spinoza nella cultura del Seicento

Domenico Segna

Nadler, forte della propria pluridecennale frequentazione della filosofia di Spinoza, conduce il lettore in un vero e proprio tour, ordinato e sistematico, delle tesi e delle geometriche argomentazioni del filosofo olandese lasciandosi guidare dalle proposizioni che formano, nel loro insieme, l’Etica. Si resta catturati dal progredire speculativo spinoziano, la cui navigazione muove dalla metafisica di Dio per approdare alle rive conclusive della felicità umana.

Attualità, 2019-10

G. Filoramo, Il grande racconto delle religioni

Domenico Segna

Orizzonte ultimo che fa da tessuto connettivo all’intero volume è la ricerca di un filo d’Arianna atto a esplorare, senza mai perdersi, l’intricato dedalo delle visioni religiose, molteplici e variabili come le culture e le lingue di cui sono diretta e legittima espressione. Tale filo viene identificato, a seconda delle situazioni, con un orizzonte immanente o trascendente, cosmico o metacosmico ferma restando la coupure che storicamente si ebbe tra l’VIII e il III secolo a.C. grazie alla quale gradualmente affiorò una concezione indiscutibilmente soprasensibile del divino.

 

Attualità, 2019-8

T. Pinkard, Hegel; V. Mancuso, Hegel teologo e l’imperdonabile assenza del “principe di questo mondo”

Domenico Segna

Chi era Hegel? Le due opere di Terry Pinkard e di Vito Mancuso rileggono il pensiero del filosofo tedesco, l'uno alla luce del contesto socio-politico della Germania di fine Settecento e d’inizio Ottocentonel lo sottrae all’accusa di essere all’origine degli abissi morali del Novecento; l'altro ne indaga le mancanze, tramite l'accostamento tra fenomenologia dello spirito e fenomenologia del mondo per riscontrare che i conti non sono né in pareggio, né tantomeno in attivo, anzi.