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Attualità
Attualità, 6/2018, 15/03/2018, pag. 166

K. Appel, Tempo e Dio

Aperture contemporanee a partire da Hegel e Schelling

Vincenzo Rosito

Il saggio di Appel evidenzia opportunamente come l’ermeneutica teologica del tempo sia un compito essenziale e ineludibile per l’ermeneutica della stessa fede cristiana. Secondo questa prospettiva una delle questioni più spinose e problematiche è proprio l’opposizione tra tempo ed eternità, ovvero l’eccessiva insistenza dottrinale su una concezione dell’eterno che non dialoga o interagisce con la vita dei credenti.

 

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Sono trascorsi 15 anni dalla pubblicazione di La perte des sens e 10 dalla traduzione italiana per mano di Giannozzo Pucci. Questo volume è un compendio indispensabile non solo per tornare a parlare di Illich, ma per continuare e frequentare il suo stile di lettura del mondo, della Chiesa e della storia. I saggi che lo compongono sono i movimenti di una «fenomenologia dell’incarnazione».

 

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Vincenzo Rosito

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Vincenzo Rosito

Albarello offre con questo volume un aiuto prezioso e indispensabile nell’affrontare il compito appena delineato. Ispirazione e orientamento del libro è un passaggio a suo avviso cruciale dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium, quello in cui si afferma che «la grazia suppone la cultura, e il dono di Dio si incarna nella cultura di chi lo riceve» (n. 115; EV 29/2221).