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Attualità
Attualità, 2/2019, 15/01/2019, pag. 2

cf. Regno

Dalle elezioni politiche del 4 marzo 2018, le analisi politiche apparse sulla rivista a firma del direttore sono le seguenti.

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Leggi anche

Documenti, 2019-13

La preghiera che ci rende fratelli

Francesco; patriarca Daniel di Romania

«Oggi vogliamo elevare insieme, gli uni accanto agli altri, “gettare insieme”, dal cuore del paese, la comune preghiera del Padre nostro. In essa è racchiusa la nostra identità di figli e, oggi in modo particolare, di fratelli che pregano l’uno accanto all’altro» (Francesco). Il Padre nostro non è stato recitato insieme ma separatamente, prima dai cattolici e poi dagli ortodossi, perché in entrambe le confessioni sono presenti delle resistenze all’idea di pregare insieme, e all’ecumenismo più in generale. Tuttavia l’incontro di preghiera nella nuova «cattedrale nazionale» di Bucarest è stato uno dei momenti più intensi del viaggio apostolico di papa Francesco in Romania, dal 31 maggio al 2 giugno. Il discorso di saluto rivoltogli da Daniel, patriarca della Chiesa ortodossa romena, ha evidenziato come la Chiesa di Bucarest e quella di Roma siano vicine in termini di stima e affetto concreto.

Un altro dei momenti più significativi è stato l’incontro del papa con la comunità rom di Blaj, nel quale Francesco ha dichiarato: «Nel cuore porto… un peso. È il peso delle discriminazioni, delle segregazioni e dei maltrattamenti subiti dalle vostre comunità. La storia ci dice che anche i cristiani, anche i cattolici non sono estranei a tanto male. Vorrei chiedere perdono per questo… in nome della Chiesa al Signore e a voi».

Documenti, 2019-13

Communis vita

Lettera apostolica motu proprio con la quale vengono mutate alcune norme del Codice di diritto canonico

Francesco

Con il motu proprio Communis vita, pubblicato il 26 marzo, il papa ha compiuto un altro passo della riforma della vita religiosa che sta realizzando nel suo pontificato (cf. qui a p. 390). Questa volta si tratta di normare quei casi in cui un religioso risulti assente in modo prolungato e illegittimo dal suo istituto di vita consacrata, e risulti irreperibile al suo superiore. Con la modifica al Codice di diritto canonico, introdotta dal presente motu proprio, il superiore trascorsi 12 mesi dalla dichiarazione di irreperibilità, ottenuta la conferma dalla Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica o dal vescovo diocesano secondo i casi, può decretare la dimissione del religioso dall’istituto, a partire dal principio fondamentale che «la vita in comunità è un elemento essenziale della vita religiosa». La modifica – secondo quanto affermato dal segretario della Congregazione mons. José Rodriguez Carballo (Vatican News 10.4.2019), risponde all’esigenza di mettere ordine in questo ambito, «perché un religioso assente illegittimamente continua a essere religioso, e per anni, quindi qualora arrivasse a commettere qualche crimine, per esempio un abuso sessuale, tutto ricadrebbe sull’istituto».

Documenti, 2019-13

«Maschio e femmina li creò»

Congregazione per l’educazione cattolica

Un «approccio ideologizzato alle delicate questioni del genere, pur dichiarando il rispetto delle diversità, rischia di considerare le differenze stesse in modo statico, lasciandole isolate e impermeabili l’una dall’altra». È invece «la via del dialogo… il percorso più efficace per una trasformazione positiva delle inquietudini e delle incomprensioni in una risorsa per lo sviluppo di un ambiente relazionale più aperto e umano» (n. 52). Guidata da questo criterio, la Congregazione per l’educazione cattolica ha composto nel documento «Maschio e femmina li creò». Per una via di dialogo sulla questione del gender nell’educazione (datato 2 febbraio 2019 ma diffuso a partire dal 10 giugno scorso) il magistero recente, soprattutto quello degli ultimi tre papi, in tema di educazione affettivo-sessuale. L’educatore cattolico, al quale il testo è principalmente destinato, troverà dunque in queste pagine, organizzate secondo la metodologia dell’«ascoltare», «ragionare» e «proporre», gli strumenti per «trasformare positivamente le sfide attuali» poste a tutti i soggetti coinvolti nell’educazione, avendo cura di distinguere le «diverse ricerche sul gender portate avanti dalle scienze umane» da una «ideologia del gender» che cerca «di imporsi come un pensiero unico che determini anche l’educazione dei bambini» (n. 6, che cita Amoris laetitia, n. 56).