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Attualità
Attualità, 2/2019, 15/01/2019, pag. 21

Italia - Migranti: in casa col vescovo

Dormitori, case d’accoglienza, mense, locali con docce, distribuzione di abbigliamento pulito, servizi di prima necessità e d’assistenza sanitaria. La Chiesa ha risposto così all’invito rivolto più volte da Francesco di aprire le porte delle parrocchie, dei conventi, degli oratori e delle canoniche, per accogliere chi vive per strada e non ha famiglia. Ma ci sono anche diversi vescovi in prima linea nell’accoglienza, avendo destinato una parte dei palazzi della curia all’ospitalità di poveri, italiani e stranieri.

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Documenti, 2019-7

Ricostruire comunità in Europa

Commissione degli episcopati dell’Unione Europea (COMECE)

«Invitiamo i nostri concittadini europei a non cadere nella tentazione di guardare indietro, ma a esercitare i loro diritti nella costruzione dell’Europa. Facendo sentire la loro opinione le persone hanno il potere di orientare l’Unione nella direzione che auspicano». Il 12 febbraio i vescovi della Commissione degli episcopati dell’Unione Europea hanno pubblicato una Dichiarazione in vista delle elezioni europee del 2019 intitolata Ricostruire comunità in Europa.

Il senso della drammaticità del momento per il progetto europeo, con l’avanzare dovunque di proposte politiche nazionaliste o sovraniste e l’incombente uscita da esso del Regno Unito, non è in primo piano anche perché i diversi episcopati europei non sono tutti sulla stessa linea in proposito. Ribadendo il loro appoggio al progetto europeo, i vescovi richiamano il bisogno che l’Unione Europea ha di «riscoprire la sua identità comune e di rafforzare la sua solidarietà per rinnovare i legami sociali che esistono nei nostri paesi e popoli, e tra di essi»; esortano i cittadini europei ad assumersi «la responsabilità di dare un senso concreto a “unità nella diversità”»; e invocano politiche a sostegno dei più vulnerabili (tra cui gli immigrati), della famiglia e della dignità umana.

Documenti, 2019-7

Rowan Williams: Brexit, lo stallo democratico

Rowan Williams

l 20 marzo, mentre nel Regno Unito la confusione sulle modalità di uscita del paese dall’Unione Europea era totale, è intervenuto nel dibattito con una riflessione sulla situazione della democrazia il teologo Rowan Williams, già arcivescovo di Canterbury e oggi decano del Magdalene College all’Università di Cambridge (www.newstatesman. com; nostra traduzione dall’inglese). L’articolo era intitolato: «La Brexit mostra che la Gran Bretagna non è più capace di immaginare un “bene comune”».

Documenti, 2019-7

Sovranità in un mondo globalizzato

Mario Draghi

«In un sistema economico integrato a livello mondiale e regionale, i paesi europei devono cooperare per poter esercitare la propria sovranità. Ma su come organizzare questa cooperazione, le opinioni sono diverse». Nel suo intervento in occasione del conferimento della laurea ad honorem in Giurisprudenza dell’Università degli studi di Bologna, il 22 febbraio 2019, il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha svolto il tema de «La sovranità in un mondo globalizzato». In esso ha rovesciato l’assunto oggi diffuso, secondo cui «per riappropriarsi della sovranità nazionale sarebbe necessario indebolire le strutture politiche dell’Unione Europea», dimostrando sulla base di dati che «in realtà in molte aree l’Unione Europea restituisce ai suoi paesi la sovranità nazionale che avrebbero oggi altrimenti perso».

Tuttavia la lunga crisi economica mondiale, movimenti migratori senza precedenti, le disuguaglianze accentuate dalle grandi accumulazioni di ricchezze prodotte dal progresso tecnologico rendono necessario un ulteriore cambiamento, poiché «le sfide esterne all’esistenza dell’Unione Europea si fanno sempre più minacciose»: le istituzioni europee dovranno affrontare un profondo adattamento.