A
Attualità
Attualità, 2/2019, 15/01/2019, pag. 45

Medio Oriente - Yemen: pace e petrolio

Laura Silvia Battaglia

Si sono conclusi con un primo accordo formale di non belligeranza nella città portuale di Hodeida i colloqui di pace inter-yemeniti avvenuti lo scorso dicembre nella città di Rimbo, a 50 chilometri a Nord di Stoccolma, in Svezia. È il primo successo da tre anni a questa parte (cf. Regno-att. 4,2018,106), visto che tutti i precedenti colloqui di pace erano finiti in un nulla di fatto; tuttavia, anche in questo caso, si è proceduto per prima cosa a definire solo uno scambio di prigionieri tra le parti (2.000 soldati lealisti in cambio di 1.500 ribelli houthi).

 

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.

Leggi anche

Attualità, 2018-12

Iraq: le elezioni più lunghe

La sorprendente vittoria di Al-Sadr, l’incendio e il dubbio sul prossimo governo

Laura Silvia Battaglia

Non è ancora giunta a una conclusione istituzionale la crisi post-elettorale in Iraq. E anche le prove provate dei risultati, in parte inaspettati, in parte sorprendenti, delle politiche dello scorso 12 maggio sono andate in fumo. Letteralmente. La notizia di un incendio, scoppiato lo scorso 10 giugno nel magazzino del quartiere di Rusafa della capitale, dove si custodivano 1 milione e 100.000 schede elettorali su 1 milione e 800.000 della circoscrizione di Baghdad, pronte per essere riconteggiate manualmente dai giudici della Corte federale, per verificare se ci fossero stati brogli elettorali, la dice lunga sul focolaio di tensioni su cui poggia l’apparente tenuta del paese.

Attualità, 2018-4

Yemen: senza soluzioni

Il cambio degli equilibri di potere nel Golfo e il destino di un sanguinoso conflitto

Laura Silvia Battaglia

Nel Golfo non è più tempo di mezze stagioni. Non solo per la crisi yemenita, ormai arrivata a una svolta ulteriore, a causa dell’estrema frammentazione del conflitto e alla morte dell’ex presidente Ali Abdullah Saleh – avvenuta il 4 dicembre scorso –, ma anche per gli equilibri interni ai paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, dall’Arabia Saudita agli Emirati, dal Qatar al Kuwait, passando per un paio di vicini scomodi come l’Iran e il Libano.

 

Attualità, 2016-22

Medio Oriente - Yemen: dimenticati

Laura Silvia Battaglia

La granata è detonata in classe tra le mani di Abdallah. Di lui non è rimasto più nulla. Degli altri 14 sono rimasti solo i pezzi di arti amputati dall’esplosione, nella prima cerchia di compagni più vicini, tutti morti. Solo pochi altri tra tutti i compagni sono rimasti feriti ma le loro condizioni sono terribilmente critiche. Quanto è accaduto nella scuola elementare Attuhaif della capitale dello Yemen, Sanaa, non ha nulla di eccezionale: è solo uno tra i tanti, terribili e disastrosi effetti della guerra più tragica che ha colpito il paese dalla sua unificazione e che oggi è unanimemente definita «la guerra dimenticata», proprio per la sua virulenza inversamente proporzionale alla sua mediatizzazione (cf. anche Regno-att. 2,2016,22; 4,2016,106).