A
Attualità
Attualità, 22/2019, 15/12/2019, pag. 677

E. Loewenthal, Nessuno ritorna a Baghdad

Giancarlo Azzano

Il romanzo si può leggere attraverso la lente della simbologia biblica. La trama del racconto è la diaspora dei componenti d’una famiglia ebraica, che si svolge in un ambiente internazionale: New York, Londra, Madrid, Milano, Tel Aviv...: «Siamo tutti uomini e donne d’aria, capaci di volare in giro per il mondo senza rimpianti, senza mai guardarsi indietro (…) Quello che conta è vivere, non ricordare. Perché i ricordi più sono dolci più male fanno all’anima e al corpo» (112).

 

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.

Leggi anche

Attualità, 2020-20

A. Metalli, Quarantena – Cuarentena

Diario dalla «peste» in una bidonville argentina – Diario desde la «peste» en una villa miseria argentina

Giancarlo Azzano

Riflessioni e racconti sono intrecciati, dando allo scritto un carattere rapsodico e nello stesso tempo incisivo, senza indulgere in facili sentimentalismi, conservando così la drammaticità della vita in questo ambiente fatto d’ingiustizia sociale, di esistenze rassegnate, e tuttavia desiderose di vita. Il testo, il cui ricavato andrà alla casa per anzioni della villa, nella seconda parte è scritto anche in spagnolo.

 

Attualità, 2020-12

Insieme sulla stessa barca (a cura di), Dalle finestre di casa

Sguardi sapienziali in tempo di pandemia

Giancarlo Azzano

I testi presentano diagnosi e  prospettive che toccano questioni riguardanti la sfera psicologica, il ruolo dello stato, le forme di comunicazione, la sospensione di alcuni diritti civili, i rischi d’impoverimento delle fasce sociali più fragili, questioni tutte che impongono in modo urgente una ridefinizione del nostro rapporto con la natura e fra le comunità e gli individui.

 

Attualità, 2020-10

I. Beretta, Quello che le donne non dicono alla Chiesa

Storie vere di una relazione complicata

Giancarlo Azzano

Nella storia della Chiesa la donna è stata relegata a ruoli subalterni, «soldati semplici» insomma. Tale condizione è legata a consolidate concezioni teologiche e culturali che sono diventate  anche un alibi per non ascoltarle, ostacolando così la necessaria ridefinizione della sinodalità. Nonostante  il desiderio espresso da molti fedeli, e dallo stesso papa Francesco, di una progressiva e dovuta apertura a questo tema, una parte maggioritaria del mondo cattolico mostra invece un’imbarazzante chiusura a ogni rinnovamento.