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Attualità
Attualità, 4/2019, 15/02/2019, pag. 82

Italia – Violenze sui minori: cosa fanno le diocesi

Paolo Tomassone

Contribuire a diffondere nelle comunità ecclesiali una cultura della tutela dei minori, per rafforzare la sicurezza dei luoghi ecclesiali, formando gli operatori pastorali e prevenendo ogni forma di violenza e abuso. Con queste finalità stanno nascendo in Italia Servizi regionali e inter-diocesani che dovranno lavorare in sinergia con il Servizio nazionale per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili della CEI, presieduto dal vescovo di Ravenna, mons. Lorenzo Ghizzoni.

Contribuire a diffondere nelle comunità ecclesiali una cultura della tutela dei minori, per rafforzare la sicurezza dei luoghi ecclesiali, formando gli operatori pastorali e prevenendo ogni forma di violenza e abuso. Con queste finalità stanno nascendo in Italia Servizi regionali e inter-diocesani che dovranno lavorare in sinergia con il Servizio nazionale per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili della CEI, presieduto dal vescovo di Ravenna, mons. Lorenzo Ghizzoni. Il regolamento di questo servizio – che lavorerà collaborando con la Pontificia commissione per la tutela dei minori –– è stato approvato nel corso dell’ultimo Consiglio permanente della CEI (14-16.1.2019; Regno-doc. 3,2019,118). Alcune diocesi hanno attivato organismi di tutela o diffuso linee guida e – per lo più – promosso convegni e incontri di formazione, in sinergia con istituzioni e associazioni locali. In alcune regioni pastorali sono stati predisposti percorsi di formazione che permetteranno di avere in ogni diocesi alcuni referenti (generalmente laici) per la formazione, la prevenzione e la tutela dei minori. Mancano all’appello diocesi importanti. Anche di questo probabilmente si parlerà al prossimo vertice in Vaticano.

Bolzano-Bressanone è stata la prima diocesi a reagire. Dopo aver istituito nel 2010 uno sportello e designato un incaricato per raccogliere le testimonianze e le denunce da parte delle vittime di abusi e violenze, la diocesi ha istituito un tavolo di esperti – psicologi, psicoterapeuti, avvocati, pedagogisti, psichiatri e operatori pastorali – per verificare i casi denunciati e, in particolare, per offrire un sostegno a chi aveva scelto di rompere il silenzio sulle molestie subite.

«Alle 12 persone che si sono rivolte inizialmente a questo sportello è stata offerta la disponibilità a raccogliere una denuncia formale per i fatti avvenuti in passato. Il più delle volte le vittime hanno mostrato solamente il bisogno di raccontare, di essere ascoltate e prese sul serio. La diocesi ha contribuito a rompere il silenzio su questo tema e i media ci hanno sostenuto in modo positivo sin dall’inizio: tutto questo ha permesso di creare un clima di apertura», ci ha detto don Gottfried Ugolini, sacerdote e psicologo, responsabile del Servizio specialistico per la prevenzione e la tutela dei minori da abusi sessuali e da altre forme di violenza.

Bergamo. Il Servizio diocesano tutela minori (SDTM), recentemente attivato in diocesi, ha tra i suoi compiti – oltre alla recezione di eventuali segnalazioni, alla prevenzione e alla formazione degli operatori pastorali – quello di studiare e approfondire gli aspetti attinenti alla sicurezza del minore relativi ai vari settori della pastorale e di svolgere consulenza in singoli casi. «Il servizio – ci spiegano dalla diocesi – vuole presentarsi non come strumento inquisitorio, ma come alleato e sostenitore degli sforzi delle parrocchie e degli enti ecclesiali per delineare, per esempio, buone prassi che mettono più in sicurezza l’ambiente parrocchiale e diventare un punto di supporto affidabile nella gestione e nell’accompagnamento di situazioni critiche». Il SDTM affianca anche gli educatori in seminario e chi si occupa della formazione dei sacerdoti, soprattutto di quelli entro i primi 10 anni di ordinazione.

Bergamo ha poi redatto il vademecum Buone prassi di prevenzione e tutela dei minori in parrocchia (pubblicato in Regno-doc. 3,2019,118), che contiene indicazioni sulla scelta dei collaboratori parrocchiali, sulla formazione e informazione dei volontari e dei catechisti, sulla cura degli ambienti e gli spazi parrocchiali e sull’utilizzo degli strumenti tecnologici.

Milano. La diocesi più grande del mondo ha avviato dal settembre 2018 una Commissione diocesana per la tutela dei minori – ci ha detto il vicario generale mons. Franco Agnesi che la presiede – che proprio in questi giorni l’arcivescovo ha ufficializzato. Compito della commissione – che ha tra i componenti donne e uomini con competenze teologiche, psicologiche, pedagogiche, giuridiche e pastorali – è suggerire «quanto è necessario od opportuno introdurre in diocesi per la più efficace prevenzione (mediante iniziative formative e di sensibilizzazione, protocolli di comportamento e tutto quanto risulterà utile ai fini preventivi) di abusi sui minori o sugli adulti che hanno un uso imperfetto della ragione e che possono essere compiuti dagli adulti con compiti educativi nelle realtà diocesane (in primo luogo in parrocchie, oratori, associazioni cattoliche e scuole cattoliche o di ispirazione cristiana): ministri ordinati, consacrati, consacrate, laici e laiche con compiti di responsabilità nell’educazione».

Altre diocesi. Altre diocesi. Sulle orme del cammino intrapreso da Bolzano-Bressanone, anche a Trento è in cantiere – e verrà tra qualche tempo presentato ufficialmente – un Servizio di tutela per i minori.

La Conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna ha recentemente promosso un corso di formazione per prevenire le violenze sessuali sui minori, al quale hanno partecipato da tutte le diocesi della regione 24 persone con differenti professionalità, già impegnati nei consultori familiari.

A Natale è stato inaugurato a Noto (SR) l’Ufficio pastorale per le fragilità, diretto da don Fortunato di Noto, da anni impegnato nella lotta contro la pedofilia e la tutela dell’infanzia e fondatore dell’associazione METER. L’ufficio «si occuperà dell’ascolto e dell’accoglienza per coloro che si trovano in situazioni di sofferenza legate a abusi sessuali, fisici, maltrattamento, nuove dipendenze e problemi nelle relazioni familiari», e fornirà assistenza spirituale e professionale oltre ad orientare gli utenti verso competenze e strutture appropriate – afferma un comunicato ufficiale –.

Infine due iniziative in Sardegna. La diocesi di Tempio Ampurias (OT) ha realizzato una struttura per accogliere minori vittime di molestie; mentre a Cagliari è attivo dal 2015 uno sportello per l’ascolto di minori vittime di violenze.

 

Paolo Tomassone

Tipo Articolo
Tema Minori Pastorale - Liturgia - Catechesi
Area EUROPA
Nazioni

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