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Attualità

Attualità, 10/2020

Italia - Dopo il COVID-19: la Chiesa di dopo

Gianfranco Brunelli

Quanto manca di questa notte oscura del mondo? Sentinelle ignare. Non lo sappiamo. Né conosciamo il mondo che sarà. I condizionamenti e le conseguenze di quello che è accaduto e accade. Tutto è stato rimesso radicalmente in discussione dalla pandemia e dalla sua incognita quotidiana: la morte e la vita, Dio e il dolore, la tecnica e la scienza, il significato della storia, lo sviluppo economico e l’etica sociale, il valore e la validità delle democrazie. Una sincope storica.

 

Stati Uniti - Chiesa cattolica: pandemia e libertà religiosa

Massimo Faggioli

La questione della libertà religiosa al tempo della pandemia assume una dimensione particolare negli Stati Uniti: non solo a causa di un paesaggio religioso molto plurale e polarizzato anche all’interno di una stessa tradizione religiosa, ma alla luce della crisi politica e costituzionale del paese, da cui le Chiese e il cattolicesimo non sono esenti.

 

Liturgia - Dopo il COVID-19: etsi Deus non daretur

Cristianesimo e fine della cristianità

Piero Stefani

In questi ultimi mesi la Rete è divenuta egemone. È diventata, in se stessa, la forma di comunicazione più ricca anche per coloro che, un tempo, la guardavano sospettosi. Lasciando da parte la questione che ciò avviene grazie all’apporto di risorse tecniche rese accessibili da grandi gruppi monopolistici, c’è da valutare la presenza di una componente antropologica.

 

Diritto canonico - Dopo il COVID-19: per responsabilità

Emergenza coronavirus, autorità ecclesiastica e bene comune

Maria D’Arienzo

La sospensione delle «cerimonie civili e religiose, comprese quelle funebri», stabilita dal DPCM 9.3.2020 e prorogata successivamente, ha rappresentato una tra le misure più significative e discusse fra quelle adottate dal Governo italiano per contenere la diffusione dell’epidemia da COVID-19.

 

Liturgia - Dopo il COVID-19: tesoro domestico

Interrogativi a partire dal Triduo pasquale celebrato in famiglia

Andrea Ciucci

Davanti all’impossibilità di celebrare il Triduo pasquale nella consueta forma comunitaria e al confinamento domestico cui tutti siamo stati obbligati sin dagli inizi della Quaresima, la Chiesa italiana si è trovata a dover immaginare, sostenere e riscoprire una forma familiare con cui vivere questi giorni santi. La famiglia, sin dal Vaticano II proclamata «Chiesa domestica»1 e «primo luogo della trasmissione della fede e dei valori»2 è diventata luogo decisivo, talvolta esclusivo, per fare Pasqua. Come? Con che esiti? Con quali provocazioni per il futuro?

 

Vaticano - Finanze: servire e governare

A quanto ammontano le entrate del «Vaticano»? Comprendere oltre gli scandali

Mimmo Muolo

Una recentissima intervista del prefetto della Segreteria per l’economia, padre Juan Antonio Guerrero Alves, ha riportato sotto i riflettori il tema delle finanze vaticane, fornendo elementi certi di valutazione, dopo mesi di voci di corridoio. Il «ministro dell’economia» d’Oltretevere ha confermato che il Vaticano non corre il rischio del default, ma necessita di una spending review anche strutturale, per fronteggiare la crisi del coronavirus che ha abbattuto le entrate (tra il 25% e il 45%, secondo le prime stime), a fronte di costi non facilmente comprimibili, come ad esempio gli stipendi dei quasi 5.000 dipendenti.

 

Dibattito - Scuola: declinare la prossimità

Intervista a Mariapia Veladiano

Sarah Numico

Coronavirus in Italia, Fase due. Il ritorno a una presunta normalità, che tale non è, ricade ancora più pesantemente su 8 milioni di studenti e sulle loro famiglie. La task force nominata dal governo è al lavoro, quando si troverà una soluzione? La didattica a distanza, pur con tutta la buona volontà degli insegnanti, rivela tutti i suoi limiti, soprattutto in termini di disuguaglianze. «Bisogna pensare qualcosa di assolutamente nuovo. È un problema sociale, non della scuola e basta» – afferma Mariapia Veladiano –.

 

Dibattito - Scuola e università: anche a distanza

Ragionare di didattica a partire dalla sperimentazione di questi mesi

Stefano Camasta

Azionata come un paracadute d’emergenza, la didattica a distanza (DaD) nel sistema italiano dell’istruzione può essere considerata anche come una radiografia e un crivello. La radiografia ci mostra il bicchiere mezzo pieno (o mezzo vuoto) della nostra scuola e della nostra università. Sgombrato il campo da trionfalismi e bocciature, è un fatto che senza piattaforme digitali e dispositivi elettronici in questa emergenza non sarebbe stato possibile nessun tipo di contatto tra docenti e studenti, e va dato atto al nostro sistema dell’istruzione di essersi messo al passo con i tempi in questi ultimi anni, sia pure in modo non omogeneo. 

Italia - Dopo il COVID-19: anziani a perdere

Per un ripensamento del modello «casa di riposo». Anticamera della morte

Piergiorgio Cattani

L’epidemia di COVID-19 ci ha fatti piombare tutti in una situazione drammatica. Una tragedia nella tragedia si è consumata – e si sta consumando – nelle residenze socioassistenziali per anziani (RSA), cioè, per intenderci, nelle «case di riposo». Molti elementi hanno concorso a determinare la morte di un numero elevatissimo di ospiti, quasi tutti contagiati dal virus, benché le cifre dei decessi direttamente causati dal morbo siano oggetto di controversie molto dolorose e laceranti. Allo scoppio dell’epidemia e nelle prime settimane d’emergenza la questione del virus nelle case di riposo era considerata marginale. Quando la situazione è leggermente migliorata ecco che, piano piano, emergeva l’entità del dramma in corso.

 

Volontariato - Dopo il COVID-19: eroi oggi e poi?

La fase post emergenza e il ripensamento di un ruolo essenziale

Luca Gori, Emanuele Rossi

In un’intervista rilasciata a Vatican News (5 maggio, https://bit.ly/3bkWUzu) il direttore della Caritas di Palermo spiegava come si era organizzato per far fronte all’emergenza COVID-19. «La prima azione è stata la ricerca dei volontari, perché ci mancavano quelli che non potevano più uscire. Abbiamo fatto un comunicato stampa e sono arrivate circa 200 adesioni di nuovi volontari». Così, si sono moltiplicate le iniziative tese ad aiutare le persone più vulnerabili. Numerosi sono stati poi i professionisti che, volontariamente, si sono messi a disposizione delle strutture sanitarie (ad esempio, Infermieri per COVID).

Psichiatria - Dopo il COVID-19: la parola, primo antidoto

Intervista a Sergio Astori

Paolo Tomassone

Fin dai primi giorni dell’emergenza sanitaria è stato adottato, da parte di chi opera nella comunicazione ma anche dai rappresentanti delle istituzioni, un linguaggio bellico: si parla di «trincea» negli ospedali, del «fronte» del virus, di «economia di guerra»; la Protezione civile ogni giorno dirama un «bollettino» con il numero dei morti e dei contagiati: la metafora è quella di un paese, anzi ormai del mondo intero, in «conflitto» contro il virus. Ne abbiamo parlato con Sergio Astori, psichiatra e psicoterapeuta, docente presso la Facoltà di psicologia dell’Università cattolica di Milano.

 

Germania - 75° fine della Seconda guerra: fedeltà sbagliata

La presa d’atto degli errori di un episcopato

Ulrich Ruh

Ai primi di marzo di quest’anno, la Conferenza episcopale tedesca ha eletto Georg Bätzing, vescovo di Limburg, come suo nuovo presidente, succedendo al card. Reinhard Marx. Alla fine di aprile la Conferenza episcopale ha pubblicato il primo documento sotto la sua nuova guida, la Riflessione sulla fine della Seconda guerra mondiale 75 anni fa.

 

L’eclisse e la presenza

Freud, Lacan e Agostino leggono la religione

Massimo Recalcati

La potenza sovrastante della natura significa per l’umano l’incontro con l’inermità, con la propria impotenza, con il dramma della malattia, della propria morte, dell’angoscia della propria finitezza. Di fronte all’angoscia della finitezza viene evocata la religione come riparo, come rimedio, come analgesico, come costruzione ausiliaria. Questa è la tesi (…) con un’avvertenza: quando Freud usa il termine «illusione» lo usa (…) in termini analitici (…): definiamo «illusione» lo statuto infantile del desiderio. L’illusione sarebbe la forma che assume il desiderio nell’infanzia. In questo senso dunque la religione indicherebbe un movimento regressivo dell’umano agli stadi primari della vita, dunque del bambino che si nutre dell’illusione (…)

 

Schede - Maggio

Valeria Roncarati (a cura di)

Per la redazione delle Schede di questo numero hanno collaborato: Giancarlo Azzano, Maria Elisabetta Gandolfi, Flavia Giacoboni, Valeria Roncarati, Daniela Sala, Domenico Segna, Paolo Tomassone

L. Caffo, Dopo il COVID-19; Collettivo Malgrado tutto, Piccolo manifesto in tempi di pandemia; L. Molinari, Le case che saremo

Maria Elisabetta Gandolfi

Nasce la collana «Semi» per gettare ai lettori qualche idea germinale sul dopo pandemia (sulla scuola cf. in questo numero a p. 268) mentre tutti siamo chiusi nelle nostre case. Partiamo di qui, da questi contenitori: come sono? A quale visione sociale corrisponde la loro costruzione? Il «micromonodo in cui siamo obbligati a stare e di cui ci stiamo prendendo cura come mai era accaduto» oggi ci fa sentire al sicuro e temere la socialità della vita cittadina. Eppure della socialità ci nutriamo e fa parte del nostro essere molto più della vita quasi-monastica cui siamo sottoposti. 

D. Fabiano, Senza paradiso

Miti e credenze sull’aldilà greco

Piergiorgio Cattani

Oggi l’immaginario collettivo sull’aldilà presenta un sincretismo di visioni che però mantengono la loro provenienza cristiana e, prima ancora, greca antica. Le due prospettive religioso-culturali conservano però grandi differenze che, a un attento studio, emergono chiaramente. È su questo versante che il saggio di Doralice Fabiano è davvero utile. Il concetto di «paradiso» rimanda direttamente a quello di retribuzione ultraterrena e quindi di ristabilimento della giustizia. Per i greci non esiste un giudizio nell’oltretomba perché, soprattutto per la mentalità arcaica, non esiste una divinità che premia il bene e punisce il male.

B. Palumbo, Piegare i santi

Inchini rituali e pratiche mafiose

Berardino Palumbo

Al termine di questa riflessione sui rapporti tra pratiche rituali e sentimenti devozionali diffusi nel nostro Mezzogiorno,1 da un lato, e presenze della criminalità organizzata in momenti centrali di quegli eventi religiosi, dall’altro, possiamo tornare su alcune domande (…) Quello degli inchini ci è apparso un aspetto di una più ampia e stratificata religiosità, diffusa in molte aree del Mezzogiorno che, a sua volta è espressione, e nello stesso tempo elemento perno, di una configurazione giurisdizionale di parti importanti dello spazio pubblico.

 

W. Benjamin, G. Scholem, Archivio e camera oscura

Vito Punzi

Pubblicato una prima volta nel 1980, vivente ancora Gershom Scholem (1897-1982), questo carteggio tra lo studioso di Qabbalah e mistica ebraica e l’ebreo berlinese Walter Benjamin (1892-1940) esce ora in una nuova edizione italiana, integrata di quei passi allora censurati dal curatore (lo stesso Scholem) perché riguardanti persone ancora in vita.

 

I. Beretta, Quello che le donne non dicono alla Chiesa

Storie vere di una relazione complicata

Giancarlo Azzano

Nella storia della Chiesa la donna è stata relegata a ruoli subalterni, «soldati semplici» insomma. Tale condizione è legata a consolidate concezioni teologiche e culturali che sono diventate  anche un alibi per non ascoltarle, ostacolando così la necessaria ridefinizione della sinodalità. Nonostante  il desiderio espresso da molti fedeli, e dallo stesso papa Francesco, di una progressiva e dovuta apertura a questo tema, una parte maggioritaria del mondo cattolico mostra invece un’imbarazzante chiusura a ogni rinnovamento.

 

F. Garelli, Gente di poca fede

Il sentimento religioso nell’Italia incerta di Dio

Giannino Piana

La religiosità degli italiani è stata monitorata a cadenze piuttosto regolari negli ultimi decenni grazie a una serie di indagini come La religiosità degli italiani, Mondadori, Milano 1995 e Religione all’italiana, Il Mulino, Bologna 2011: esse hanno consentito non solo di fare di volta in volta il punto in maniera aggiornata sulla situazione, ma anche di mettere in evidenza gli sviluppi che si sono succeduti nel corso del tempo. Inserendosi in questo itinerario, Franco Garelli analizza la condizione del cattolicesimo italiano e del sentimento religioso.

T. Morton, Iperoggetti

Filosofia ed ecologia dopo la fine del mondo

Antonello Colimberti

Gli iperoggetti sono direttamente responsabili della «fine del mondo», espressione che per l’autore non ha niente di apocalittico (negazionismo ecologico e ambientalismo apocalittico sono per lui egualmente obsoleti), perché la fine del mondo è già avvenuta in due date canoniche: aprile del 1784, quando James Watt brevetta la macchina a vapore, dando inizio al deposito di carbone sulla crosta terrestre) e 1945, quando a Trinity, nel New Mexico, fu testata la prima bomba atomica e in seguito due bombe nucleari furono lanciate su Hiroshima e Nagasaki.

 

Piccoli maestri (d’umanità)

"I piccoli maestri" di Luigi Meneghello

Mariapia Veladiano
Si può non saperlo proprio fare, di essere eroi. Si può non avere nemmeno il coraggio, prima, si può appartenere alla classe sociale che ha dovuto conquistare con affanno il diritto di esistere o a quella che da generazioni nasce accomodata nei suoi privilegi. Si può essere iperconsapevoli, analizzare i dati, i fatti, la storia e le conseguenze, oppure semplicemente si può...

Germania - 75° fine della Seconda guerra: mai da soli

Maria Elisabetta Gandolfi

«Senza memoria perdiamo il nostro futuro». Lo ha affermato l’8 maggio 2020 il presidente della Repubblica federale tedesca, Frank-Walter Steinmeier, commemorando a Berlino il 75° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale. Pochi giorni prima, il 29 aprile, la conferenza episcopale aveva pubblicato un documento sul ruolo della Chiesa cattolica nella guerra mondiale, in cui i vescovi riconoscevano le colpe dei loro predecessori nel conflitto (cf. in questo numero a p. 281; la traduzione italiana sul prossimo Il Regno – Documenti).

 

Polonia - Chiesa cattolica: un lungo bivio

Una religiosità d’appartenenza che privilegia i riti rispetto alla dottrina

Michał Kotnarowski, Agata Rejowska

La società polacca è considerata come una delle più religiose in Europa. Molti dati sembrano confermarlo. La stragrande maggioranza (92%) di polacchi si dichiara cattolico e ogni 4 nuovi preti ordinati in Europa 1 è polacco. D’altra parte, secondo una recente ricerca del Pew Forum, la Polonia è caratterizzata dal più grande divario nella religiosità tra giovani e anziani. Pertanto qual è l’immagine della religiosità polacca contemporanea e la posizione della Chiesa cattolica polacca nella società?

 

Cechia e Slovacchia: le ragioni della storia

Storia dello scisma di Farský e della «Chiesa cecoslovacca hussita»

Alessandro Milani

L’8 gennaio di quest’anno si è celebrato il 100o anniversario della creazione della «Chiesa cecoslovacca», a cui venne aggiunto l’aggettivo «hussita» nel 1971. Della nuova entità ecclesiale Karel Farský fu primo patriarca dal 1920 fino alla morte che lo colse nel 1927. Il contesto in cui maturò lo scisma era quello della Boemia a cavallo tra la seconda metà del XIX e gli inizi del XX secolo. Erano gli ultimi decenni dell’Impero austro-ungarico.

 

KEK-COMECE – Messaggio ecumenico per Pasqua. Chiese in Italia – Messaggio ecumenico per Pasqua. Patriarcato Ecumenico – Dottrina sociale Gerusalemme – Preghiera ecumenica. Francesco – Dono alla Romania. KEK – Libertà religiosa. Chiesa ortodossa russa – Disastro COVID.

Daniela Sala
APRILE KEK-COMECE – Messaggio ecumenico per Pasqua. La Commissione degli episcopati dell’Unione Europea (COMECE) e la Conferenza delle Chiese europee (KEK) in un messaggio congiunto per la Pasqua, pubblicato l’8 aprile, invitano alla speranza i cristiani europei alle prese con la crisi del coronavirus. «Oggi più che mai, gli eventi attuali ci ricordano quanto la speranza...

Settimana santa in quarantena. Cardinale Pell prosciolto. Diaconato delle donne. Pensare a un salario universale. Commissione per la pandemia. Non viralizzare la Chiesa. Al Santuario della Divina misericordia. Lettera per il mese di maggio. COVID-19: obbedire alle disposizioni.

Luigi Accattoli
APRILE Settimana santa in quarantena. Il 5 aprile, domenica delle Palme, inizia una Settimana santa con le liturgie papali senza popolo. Tale «modo insolito» di celebrare la Pasqua era stato segnalato «con sofferenza» dal papa il 3 aprile con un videomessaggio «in segno di vicinanza alle famiglie italiane e del mondo in questo tempo di pandemia», trasmesso in anteprima...

Il Dio che traspare

Pregare oggi

Andrés Torres Queiruga

A «fronte della terribile situazione che l’umanità sta vivendo» a causa del coronavirus, abbiamo compiuto «una quantità di atti e di celebrazioni» liturgiche che non sempre «appaiono liberi da un miracolismo anacronistico né riescono sempre a sottrarsi al pericolo di offrire una caricatura della vera fede».

È lapidaria l’affermazione del teologo Andrés Torres Queiruga ma altrettanto appassionata è l’ampia riflessione che ha svolto in due puntate su Religión digital. «La crisi del coronavirus» è «un’autentica epifania» per comprendere che c’è una doppia «urgenza che bussa alle porte delle teologia»: formulare nuove preghiere che non siano «pietose insolenze» (K. Barth) contro Dio; e superare una teodicea che vagheggia una vita terrena senza la presenza del male, ovvero un dio impotente, lasciando che il male diventi la «roccia dell’ateismo». La croce di Cristo è la «fortuna impagabile» per l’uomo, «perché, grazie al fatto che egli fu capace di vivere nell’affidamento quella situazione estrema nella quale tutto sembrava che parlasse di abbandono da parte di Dio, noi possiamo essere sicuri che non esiste situazione umana che possa essere tradotta in abbandono da parte di Dio e che, pertanto, possa mettere in dubbio la possibilità di un affidamento totale».

Tre volte pazienza

E il tempo della promessa

Piero Stefani
Prendiamola in considerazione nella sua espressione più radicale. Per giungervi il lettore dovrà avere, a propria volta, un po’ di pazienza. Si legge nel Corano (7,180): «Dio (Allah) possiede i nomi più belli e voi invocatelo con quei nomi».1 Questo versetto costituisce il cardine su cui ruota la recita musulmana dei novantanove più bei nomi di Allah (effettuata...

Il papa da remoto

E la Chiesa in pandemia

Luigi Accattoli
Come cristiano chiuso in casa vado seguendo, nei giorni, gli atti del papa in pandemia. Il mese scorso trattavo, in questa rubrica, della scuola di preghiera che Francesco veniva realizzando dall’avvio della Fase 1. Ora allargo lo sguardo dalla preghiera all’insieme dell’attività papale. Parto da una battuta di Francesco nell’intervista ad Austen Ivereigh, giornalista...