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Dialogo tra scienze ed etica. Un seminario ATISM

«Dai dati delle scienze empiriche (…) possiamo [trarre] indicazioni che istruiscono la riflessione antropologica, anche in teologia, come del resto è sempre avvenuto nella sua storia. Sarebbe infatti decisamente contrario alla nostra più genuina tradizione fissarsi su un apparato concettuale anacronistico, incapace d’interloquire adeguatamente con le trasformazioni del concetto di natura e di artificio, di condizionamento e di libertà, di mezzi e di fini, indotte dalla nuova cultura dell’agire, propria dell’era tecnologica».

Così si rivolgeva papa Francesco all’Assemblea plenaria della Pontificia accademia per la vita, il 25 febbraio 2019. È tale orizzonte lo sfondo dell’importante seminario di studio promosso dall’Associazione teologica italiana per lo studio della morale (ATISM) a Perugia (1-4 luglio 2019), il cui programma è accessibile qui.

Tra prospettive scientifiche e teologia morale

Il seminario – cui sono invitati i soci dell’Associazione dei teologi morali italiani, ma anche gli studenti e tutti gli interessati – rifletterà con metodologia interattiva su «Humanum: specie e specificità. Dialogo tra prospettive scientifiche e teologia morale».

Epistemologia delle scienze, biologia evoluzionista, scienze cognitive, neurolinguistica: questi i saperi oggetti di un dialogo che vedrà la presenza di eminenti studiosi italiani, quali Alessandro Giuliani, Alessandro Minelli, Andrea Lavazza e Andrea Moro.

Se il confronto con essi coinvolgerà tutti i partecipanti, a introdurlo saranno alcuni ricercatori nel campo dell'etica teologica, che già si sono misurati con tali questioni: Carlo Casalone, Simone Morandini, Salvino Leone, René Micallef.

Lo specifico umano

Lo «specifico» umano ha rappresentato un elemento imprescindibile per l’elaborazione dell’etica cristiana. La coincidenza della compiuta umanità con l’atto divino che introduce al conoscere e all’operare (atto creativo) e ne offre il compimento cristologico (atto escatologico) ha propiziato una ricca riflessione su tale origine e compimento, ma ha pure introdotto la questione di ciò che caratterizza la «specie» umana.

Attorno alla categoria di «legge naturale» si è costituito il paradigma tramite il quale si è storicamente presidiata la «specificità» umana, tracciando al contempo il quadro normativo di riferimento per la regolazione dell’agire.

Lo sviluppo del pensiero scientifico non ha mutato, in un primo momento, tale orizzonte nelle discipline teologiche: il sapere della fede, esteso all’ambito cosmologico e antropologico, postulava la certezza delle regole morali (ricondotte, al di là della presunta intrinseca razionalità, all’autorità divina).

Il pensiero scientifico, in questa fase, viene compreso dal cristianesimo come tale da disgregare la compattezza dell’umano e l’incontrovertibilità delle regole morali elaborate. Esso ha quindi rappresentato per la teologia dell’epoca moderna (secoli XVII-XVIII) un riferente problematico, da decostruire in chiave apologetica.

La più recente evoluzione delle scienze umane e delle scienze biologiche, fisiche e sociali nei secoli XIX e XX, accanto a tale linea polemica, ha però registrato una progressiva introduzione, tra i cultori dell’etica cristiana, di un approccio meno pregiudiziale nei confronti del sapere scientifico.

Esso è, anzi, ormai ritenuto imprescindibile per una chiarificazione meno ingenua della possibilità di parlare di una «specificità» umana, declinata anche in riferimento alla qualità morale delle azioni personali, intersoggettive e sociali (cf. Gaudium et spes, n. 44).

Il seminario approccerà, dunque, alcuni percorsi di frontiera della scienza contemporanea che sono di sicuro interesse da parte del teologo (o il filosofo) morale. Essi permettono, infatti, una migliore comprensione del soggetto e della sua libertà, alla luce delle condizioni «pre-umane» e «post-umane» delle intenzioni e dei comportamenti studiate dai recenti saperi.

É così possibile anche una teoria della normatività più critica rispetto a quanto espresso nella letteratura di settore, sui rischi del «post» e «trans-umanesimo». Le iscrizioni al seminario sono prorogate sino al 10 giugno con le modalità indicate nel pieghevole.

 

 

Pier Davide Guenzi* è presidente dell’ATISM e insegna Teologia morale ed Etica sociale alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale.

 

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