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Preparate la via del Signore

II domenica di Avvento

Is 40,1-5.9-11; Sal 85 (84); 2Pt 3,8-14; Mc 1,1-8

 

«Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Come è scritto nel profeta Isaia: Ecco, dinnanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri» (Mc 1,1-2). Marco all’inizio del suo Vangelo afferma di citare Isaia (40,3), in realtà comincia riferendosi anche a Malachia (3,1), è da quest’ultimo profeta che deriva infatti il riferimento al «messaggero», ora identificato con Giovanni. Nel riportare il verso profetico Marco introduce una variante, breve ma decisiva: inserisce l’aggettivo possessivo «tua» riferita a via. Analogo discorso riguarda la citazione di Isaia, dove viene aggiunto un «suoi»: «suoi sentieri». Sembrano minuzie; in verità non lo sono. Esse attestano infatti la centralità assunta dal «Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio» (Mc 1,1). Quella preparata da Giovanni è la via su cui camminerà Gesù. Di che via si tratta? Quali sono i sentieri da raddrizzare?

Nella Bibbia «la via del Signore» non costituisce mai l’itinerario che conduce l’uomo verso Dio. Al contrario essa indica il cammino che il Signore stesso percorre per accompagnare le proprie creature sul sentiero della vita: «Il mio volto camminerà con voi» (Es 33,14); si tratta di una via che gli esseri umani sono chiamati a loro volta a percorrere al fine di seguire i sentieri di Dio: «Ora, o Israele, che cosa chiede a te il Signore tuo Dio se non che (...) tu cammini per tutte le sue vie, che tu lo ami, che tu serva il Signore Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima?» (Dt 10,12); «Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri» (Sal 25,4).

Ma se le cose stanno così, se cioè il Signore ha già percorso la strada su cui noi stessi dobbiamo inoltrarci, perché la voce profetica grida di preparargli ancora la via, di raddrizzargli i sentieri? La risposta è una sola: su quelle vie e su quei sentieri dovrà ancora passare colui che annuncia la buona novella del Regno, cioè il Vangelo di Gesù (in questo caso inteso come genitivo soggettivo). Preparare vie, raddrizzare sentieri significa predisporre il terreno del proprio cuore in modo tale che Dio possa imprimervi una nuova impronta attraverso la venuta del Figlio suo. Appunto a ciò porta la confessione dei peccati compiuta da chi presta ascolto alla predicazione di Giovanni.

Per gli ascoltatori dell’uomo vestito, al pari di Elia (cf. 2Re 1,8), di peli di cammello e con la cintura di pelle attorno ai fianchi (cf. Mc 1,6), l’atto di preparare la via del Signore si identifica con la penitente confessione dei propri peccati, vale a dire con un atteggiamento capace di trasformare il proprio smarrito sviamento in via su cui può inoltrarsi il Signore. Le vie di Dio sono contrassegnate dal perdono, in ciò esse sono sue, non nostre. Per camminare sulle vie del Signore dobbiamo convertirci, vale a dire abbandonare le nostre vie e i nostri pensieri: «L’empio abbandoni la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona. Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le mie vie non sono le vostre vie» (Is 55,7-8). Confessare le proprie colpe comporta uscire dai propri pensieri e dalle proprie vie per entrare in quelli del Signore, al fine di accogliere il Vangelo di Gesù Cristo Figlio di Dio.

 

 

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