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Restò Gesù solo

II domenica di Quaresima Gen 15,5-12.17-18; Sal 27 (26); Fil 3,17-4,1; Lc 9,28-36 Quando Gesù si fece battezzare al Giordano si udì una voce: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento» (Lc 3,22). «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!» fu la voce udita all’interno della nube che avvolse Gesù, Mosè, Elia, Pietro, Giovanni e Giacomo al termine della Trasfigurazione (Lc 9, 35). Sono frasi simili che scandiscono due inizi. Il primo è quello nel quale Gesù predica, guarisce,...

Fino al momento fissato

I domenica di Quaresima Dt 26,4-10; Sal 91 (90); Rm 10,8-13; Lc 4,1-13   Luca (a differenza di Matteo 1,1-17) inserisce la genealogia di Gesù tra il battesimo al Giordano e le tentazioni nel deserto (cf. Lc 3,23-38). In lui il succedersi delle generazioni è ascendente: s’inizia con Gesù figlio di Giuseppe e si termina con «Adamo, figlio di Dio». In questa lunga catena quanto davvero importa sono i due anelli posti agli estremi, entrambi contraddistinti dalla figliolanza divina. Quando Gesù, ricevuto il battesimo, stava in preghiera, venne una...

Siate misericordiosi

VII domenica del tempo ordinario 1Sam 26,2.7-9.12-13.22-23; Sal 103 (102); 1Cor 15,45-49; Lc 6,27-38   «Siate misericordiosi (oiktirmones), come è misericordioso (oiktirmon) il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati, perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata in grembo» (Lc 6,36-38). L’espressione imitatio Dei rischia di essere considerata troppo ardita (se non empia) per chi ritiene Dio il «totalmente Altro»....

Alzàti gli occhi verso i suoi discepoli

VI domenica del tempo ordinario Ger 17,5-8; Sal 1; 1Cor 15,12.16-20; Lc 6,17.20-26 È tipico di Luca presentare gli atti prima delle parole che ne svelano il senso. La comprensione di quanto è avvenuto ha luogo in un secondo momento (cf. Lc 24,19; At 1,1; 10,39). Le beatitudini poste da Matteo all’inizio dell’attività pubblica di Gesù, in Luca coronano una lunga serie di atti già compiuti dal Maestro. Gesù aveva predicato nella sinagoga di Nazaret, era stato rifiutato dai suoi compaesani (cf. Lc 4,16-30), aveva guarito un indemoniato a Cafarnao...

Pescatori di uomini

V domenica del tempo ordinario Is 6,1-2.3-8; Sal 138 (137); 1Cor 15,1-11; Lc 5,1-11 Luca, rispetto agli altri due Sinottici, ritarda la chiamata dei primi quattro discepoli. Per lui non è un atto iniziale come lo fu per Marco (cf. 1,16-20) e per Matteo (cf. 4,18-22). Con un’anticipazione poco persuasiva parla, per esempio, della guarigione della suocera di Simone ancora prima della chiamata del discepolo (cf. Lc 4,38-5,11; cf. per contro Mc 1,16-31). La scelta, propria di chi è stato preceduto da altri (cf. Lc 1,1-4), comporta un mutamento nell’impianto narrativo. Per...

Da Nazaret a Cafarnao

  IV domenica del tempo ordinario Ger 1,4-5.17-19; Sal 71 (70); 1Cor 12,31-13,13; Lc 4,21-30   Il IV capitolo del Vangelo di Luca è contraddistinto dalla presenza di due note contrastanti. La prima è la lunga «nota tenuta», costituita dal riferimento al settimo giorno. Di sabato Gesù entra nella sinagoga di Nazaret (cf. Lc 4,16), insegna a Cafarnao (cf. 4,31), scaccia il demonio con la sola forza della parola (cf. Lc 4,31) senza infrangere il precetto sabbatico (attende la fine del settimo giorno per guarire i malati imponendo loro le mani, Lc 4,40)....

Oggi, se ascoltaste la sua voce

  III domenica del tempo ordinario Ne 8,2-4.5-6.8-10; Sal 19 (18); 1Cor 12,12-30; Lc 1,1-4; 4,14-21 La liturgia di questa domenica, in virtù di un salto di tre capitoli, ci pone di fronte a un doppio inizio: il primo è il Vangelo di Luca inteso come libro (cf. Lc 1,1-4), il secondo è l’evangelo compreso come «buon annuncio» (Lc 4,14-21). Le prime righe dichiarano apertamente l’esistenza di una distanza temporale; esse espongono quanto altri hanno già raccontato e dichiarano che, ancor prima, ci furono testimoni oculari; per Teofilo, e...

I giorni e l’ora

  II domenica del tempo ordinario Is 62,1-5; Sal 96 (95); 1Cor 12,4-11; Gv 2,1-11 La versione liturgica del Vangelo di questa domenica inizia con «In quel tempo». Si tratta di un’espressione non certo ignota al lessico evangelico (cf. per esempio Mt 11,25; 12,1; 14,1). Essa non ha nulla da spartire con il detto latino «in illo tempore», inteso come un’allusione a una realtà temporale imprecisata e remota. L’operare di Gesù non è consegnato all’indefinita vaghezza di un «c’era una volta». Con tutto ciò,...

Battesimo del Signore

Is 40,1-5.9-11; Sal 104 (103); Tt 2,11-14; 3,4-7; Lc 3,15-16.21-22 Gesù stava in preghiera «Ed ecco tutto il popolo veniva battezzato» (Lc 3,21); espressione enfatica, se presa alla lettera, ma qualificante se volta ad affermare una solidarietà, dentro la quale si manifestò la peculiarità di una missione: «E Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera» (Lc 3,21). L’apertura del cielo, la discesa dello Spirito Santo in forma di colomba, la voce che proclama una figliolanza unica hanno come presupposto da un lato la...

Il dono di senso

Epifania del Signore Is 60,1-6; Sal 72 (71); Ef 3,2-3.5-6; Mt 2,1-12 La narrazione dell’infanzia propostaci da Matteo è guidata da due principali convinzioni: la prima è che Gesù è «figlio di Davide», la seconda è che in lui si adempiono una serie di profezie contenute nella Bibbia ebraica. La sezione nel suo complesso è costruita attorno a cinque profezie (cf. Mt 1,23; 2,6.15.18.23), che trovano il loro compimento, verbo pleroō, in Gesù. Tuttavia il verbo torna solo quattro volte. Dove manca? Nell’episodio dei Magi. Non...