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Documenti, 19/1987, 01/10/1987, pag. 631

Direttive per il sacramento della penitenza e la riconciliazione

Conferenza episcopale

Leggi anche

Documenti, 2020-15

Dopo la pandemia: ripartire dall’annuncio

Presidenza della Conferenza episcopale italiana (CEI)

«Il tempo presente, con le sue difficoltà e le sue opportunità, ci chiede di non restringere gli orizzonti del nostro discernimento e del nostro impegno semplicemente ai protocolli o alle soluzioni pratiche. Siamo all’interno di una situazione storica che invoca un nuovo incontro con il Vangelo, in particolare con l’annuncio del kerygma, cuore dell’esperienza credente». La Presidenza della Conferenza episcopale italiana (CEI) il 23 luglio ha inviato una lettera a tutti i vescovi italiani, in cui si indicano alcuni punti intorno ai quali organizzare la progettualità pastorale delle Chiese locali nelle ancora incerte circostanze dovute alla pandemia di COVID-19.

Frutto della riflessione maturata nell’ultima riunione della Presidenza, la lettera si sofferma sul ritorno alla celebrazione dell’eucaristia con il popolo, «segnato anche da un certo smarrimento (in particolare, una diffusa assenza dei bambini e dei ragazzi), che richiede di essere ascoltato».

Il necessario «saggio discernimento per cogliere ciò che è veramente essenziale» proseguirà nella prossima riunione del Consiglio episcopale permanente (21-23 settembre) e, quindi, in Assemblea generale (16-19 novembre).

Documenti, 2020-13

«È risorto il terzo giorno»

Lettura biblico-spirituale dell'epidemia di coronavirus

Conferenza episcopale italiana – Commissione per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi

«Il virus ha assestato un colpo fatale al delirio di onnipotenza, allo scientismo autosufficiente, alla tendenza prometeica dell’uomo contemporaneo. Ha creato una profonda inquietudine, quasi un trauma planetario, specialmente nelle zone ricche e industrializzate della terra: uno smarrimento speculare rispetto al senso di sicurezza che diventava facilmente spavalderia. Improvvisamente, anche questa parte di umanità ha dovuto fare i conti con il limite, con la propria consegna nelle mani di altro da sé, con una grossa pietra all’ingresso del sepolcro». Colmando il rischio di un vuoto, la Commissione episcopale per la dottrina, l’annuncio e la catechesi della CEI presieduta dal vescovo mons. Erio Castellucci ha pubblicato il 23 giugno 2020 una traccia di riflessione dal titolo «È risorto il terzo giorno». Una lettura biblico-spirituale della pandemia.

Nel documento, col quale la Conferenza episcopale italiana riprende e affronta in chiave biblico-spirituale il dramma della pandemia, si fa tesoro «innanzitutto delle pagine della Bibbia, che raccontano le ultime ore dell’esperienza terrena di Gesù: in quelle pagine è riservato uno spazio aperto, in cui i credenti possono incontrare nuovamente il Signore, mentre i non credenti possono sentire accolte e custodite le loro domande».

Documenti, 2020-13

Per una normalità spiritualmente rinnovata

Dopo la crisi del coronavirus

Conferenza episcopale austriaca

Pubblicata il 27 maggio in vista della solennità di Pentecoste, che nelle Chiese germanofone è molto sentita, la lettera pastorale dei vescovi austriaci Per una normalità spiritualmente rinnovata affronta il tema della ripresa della vita «normale» dopo la crisi del coronavirus (è stata la prima conferenza episcopale a farlo).

«In questa fase critica auspichiamo una riflessione obiettiva sul passato e una convivenza costruttiva, cosa che è possibile in una democrazia viva. Il criterio decisivo deve essere il bene comune, senza per questo trascurare i diritti alla libertà dell’individuo. Per questa ponderazione, delicata ma necessaria, abbiamo veramente bisogno di uno Spirito nuovo! Il miracolo di intesa e cambiamento della prima Pentecoste è possibile, e necessario, anche oggi».

I doni dello Spirito sono quindi attualizzati nella fase di ricostruzione della società che i paesi colpiti dalla pandemia si trovano ad affrontare, con l’auspicio di un «patto nazionale di solidarietà per permettere un buon futuro a tutte le persone che vivono in Austria».