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Documenti
Documenti, 21/1989, 01/11/1989, pag. 675

"Res novae" e solidarietà

CEI

Leggi anche

Documenti, 2019-9

Come attuare la sinodalità

Sessione primaverile (1-3 aprile 2019)

CEI - Consiglio permanente; card. Gualtiero Bassetti

Rispondendo all’invito fatto dal pontefice in occasione del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze del 2015, d’avviare un approfondimento sinodale nella Chiesa italiana, il Consiglio permanente della CEI ha preso in considerazione «la proposta avanzata da alcuni vescovi di un Sinodo della Chiesa italiana». Essa va intesa «come occasione per legare la riflessione alla concretezza, a partire da un’esperienza che aiuti innanzitutto a riconciliarsi, superando contrapposizioni sterili e a ritrovarsi in una corresponsabilità ecclesiale e sociale» – afferma il comunicato finale –. Sulla sinodalità si era ampiamente espresso anche il presidente, card. G. Bassetti, nella prolusione in apertura dei lavori: essa è uno stile che parla d’«unità» e di «concordia» non priva di fatiche e tensioni; che «nasce dal basso» e «dall’ascolto»; che si fa «sguardo sull’uomo» e che in quanto tale può essere «proposta» per una «società slabbrata come la nostra». La prossima Assemblea generale di maggio (20-23) sarà dedicata a «Modalità e strumenti per una nuova presenza missionaria», ispirata ai criteri di Evangelii gaudium, e gli orientamenti pastorali (di 5 anni e non più di 10) avranno come oggetto l’annuncio del Vangelo in stile sinodale.

Documenti, 2018-19

Il dono della liturgia

Comunicato finale, sessione autunnale (24-26 settembre 2018)

CEI - Consiglio episcopale permanente

Sono stati vari i temi toccati dalla sessione autunnale del Consiglio episcopale permanente, riunita a Roma da lunedì 24 a mercoledì 26 settembre 2018 sotto la guida del presidente card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve. Innanzitutto l’Assemblea generale straordinaria del prossimo novembre, che avrà al suo centro la liturgia e l’approvazione della terza edizione del Messale romano; poi la cultura, con la convinzione di dover ereditare il lascito del Progetto culturale della Chiesa italiana e coniugarlo contemporaneamente con i nuovi orientamenti impressi dal magistero di papa Francesco, consapevoli che «la questione antropologica oggi richieda di procedere a partire – più che dalla dottrina – dalla vita e dall’esperienza»; ancora l’educazione, con la necessità di tornare a promuovere un’alleanza educativa con il mondo della scuola, togliendolo da un isolamento nocivo per tutti; e infine il paese, affrontando la drammatica situazione dei giovani senza lavoro, ma anche la preoccupazione per le condizioni delle zone terremotate del Centro Italia e la difficile questione migratoria, ribadendo come «la solidarietà – fatta di accoglienza e integrazione – rimanga la via principale per affrontare la complessità del fenomeno». Subito dopo la riunione del Consiglio permanente, il 28 settembre, papa Francesco ha nominato mons. Stefano Russo, vescovo di Fabriano-Matelica, nuovo segretario generale della CEI.

Documenti, 2018-7

C’è un paese da ricucire

CEI - Consiglio permanente, sessione primaverile (19-21 marzo 2018)

«C’è una società da pacificare. C’è una speranza da ricostruire. C’è un paese da ricucire. Chi è disponibile a misurarsi su questi orizzonti ci troverà a camminare al suo fianco». Il Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana tenutosi a Roma dal 19 al 21 marzo è stato il primo con la nuova modalità approvata in gennaio (cf. Regno-doc. 5,2018,167), cioè un’introduzione del presidente card. Gualtiero Bassetti a porte chiuse, in luogo della prolusione, la discussione tra i vescovi, una conclusione del presidente aperta ai media (che pubblichiamo), conferenza stampa e Comunicato finale (qui a p. 224).

Il confronto tra i vescovi si è concentrato anche sulle recenti elezioni politiche del 4 marzo, che prendono la maggior parte delle Conclusioni. Da un lato «per ripartire dobbiamo ritrovare una visione ampia, grande, condivisa; un progetto-paese che, dalla risposta al bisogno immediato, consenta di elevarsi al piano di una cultura solidale»; dall’altro la Chiesa italiana offre la propria disponibilità nel profondo lavoro da compiere, rilanciando «con forza» l’invito al dialogo sociale: «Ci riconosciamo nella tradizione democratica del nostro paese e sentiamo la responsabilità di contribuire a mantenerlo unito. Ci impegniamo ad ascoltare questa stagione, a ragionare insieme e in maniera organizzata sul cambiamento d’epoca in atto e a portare avanti con concretezza un lavoro educativo e formativo appassionato».