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Documenti, 19/1992, 01/10/1992, pag. 585

Catechismo e inculturazione (Card. Joseph Ratzinger)

Joseph Ratzinger

Leggi anche

Documenti, 2019-9

La Chiesa e lo scandalo degli abusi sessuali

Joseph Ratzinger / Benedetto XVI

Joseph Ratzinger / Benedetto XVI

Nel pieno della crisi del 2018-2019 legata alle violenze sessuali commesse da chierici e religiosi su minori, mentre papa Francesco ideava e convocava il vertice con i presidenti di tutte le conferenze episcopali (21-24.2.2019; Regno-doc. 5,2019,133; Regno-att. 6,2019,131), anche il card. Joseph Ratzinger ha «messo insieme degli appunti con i quali fornire qualche indicazione che potesse essere di aiuto in questo momento difficile». Questi «appunti», originariamente stesi per la rivista del clero bavarese Klerusblatt, sono stati pubblicati l’11 aprile in diverse lingue (in italiano dal Corriere della sera e dall’agenzia Acistampa) con il titolo La Chiesa e lo scandalo degli abusi sessuali.

Il testo è composto di tre parti: nella prima il papa emerito, come afferma egli stesso nell’introduzione, tenta «molto brevemente di delineare in generale il contesto sociale della questione»; poi esamina le «conseguenze di questa situazione nella formazione e nella vita dei sacerdoti»; e infine sviluppa «alcune prospettive per una giusta risposta da parte della Chiesa». La radice del problema degli abusi, individuata da papa Francesco nel clericalismo radicato nella Chiesa, è invece additata dal card. Ratzinger nella liberazione sessuale nata dalla rivoluzione del 1968.

Documenti, 2005-9

L'Europa nella crisi delle culture

Card. Joseph Ratzinger
«La vera contrapposizione che caratterizza il mondo di oggi non è quella tra diverse culture religiose, ma quella tra la radicale emancipazione dell’uomo da Dio, dalle radici della vita, da una parte, e le grandi culture religiose dall’altra… Il relativismo, che costituisce il punto di partenza di tutto questo, diventa così un dogmatismo che si crede in possesso della definitiva conoscenza della ragione». Il card. Joseph Ratzinger ha sottoposto a una serrata critica la cultura illuministico-razionalista che plasma oggi l’Europa, nella conferenza su «L’Europa nella crisi delle culture» tenuta il 1° aprile 2005 a Subiaco, presso il monastero di Santa Scolastica, ricevendo il «Premio san Benedetto per la promozione della famiglia in Europa» in quella culla benedettina che ha contribuito a ispirare il suo nome come nuovo papa. «Il tentativo, portato all’estremo, di plasmare le cose umane facendo completamente a meno di Dio ci conduce sempre di più sull’orlo dell’abisso, verso l’accantonamento totale dell’uomo». Di qui una «proposta ai laici»: «Anche chi non riesce a trovare la via dell’accettazione di Dio dovrebbe comunque cercare di vivere e indirizzare la sua vita veluti si Deus daretur, come se Dio ci fosse… è il consiglio che vorremmo dare anche oggi ai nostri amici che non credono».
Documenti, 2005-9

Il vicario di Cristo

Card. Joseph Ratzinger
«Collegialità e primato sono strettamente connessi l’una all’altro... Non si sciolgono però l’uno nell’altra (e viceversa) in modo tale da dissolvere, in ultima analisi, la responsabilità personale a favore di organi anonimi. Proprio grazie alla loro inscindibilità rappresentano un servizio a quell’unità che potranno tanto più favorire quanto più resteranno fedeli alla configurazione impressa loro dalla teologia della croce». Data all’ottobre 1977, cioè pochi mesi dopo l’elezione del prof. Joseph Ratzinger, ordinario di teologia dogmatica a Ratisbona, ad arcivescovo di Monaco e Frisinga e successivamente cardinale, questa riflessione teologica sul tema del papato, pronunciata in un simposio scientifico organizzato a Roma dalla Katholische Akademie della Baviera (11-14.10.1977). Un forte accento è posto sul fondamento del primato petrino nel principio della responsabilità personale, strutturalmente intrinseco alla rivelazione cristiana, e sulla teologia del martirio e della croce che rappresentano la dimensione del vicariato di Cristo. Perciò «il papa continua a essere in termini personali il punto di riferimento d’una responsabilità sostenuta ed espressa di fronte al mondo in nome della parola della fede… in gioco è la ricerca d’una maggiore fedeltà a questa Parola. Egli rappresenta la sfida a lottare per l’unità e a farsi responsabilmente carico della mancanza d’unità».