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Documenti, 9/1993, 01/05/1993, pag. 287

Il sangue del fratello. 1. Nota del consiglio permanente

Consiglio permanente

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Leggi anche

Documenti, 2018-7

C’è un paese da ricucire

CEI - Consiglio permanente, sessione primaverile (19-21 marzo 2018)

«C’è una società da pacificare. C’è una speranza da ricostruire. C’è un paese da ricucire. Chi è disponibile a misurarsi su questi orizzonti ci troverà a camminare al suo fianco». Il Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana tenutosi a Roma dal 19 al 21 marzo è stato il primo con la nuova modalità approvata in gennaio (cf. Regno-doc. 5,2018,167), cioè un’introduzione del presidente card. Gualtiero Bassetti a porte chiuse, in luogo della prolusione, la discussione tra i vescovi, una conclusione del presidente aperta ai media (che pubblichiamo), conferenza stampa e Comunicato finale (qui a p. 224).

Il confronto tra i vescovi si è concentrato anche sulle recenti elezioni politiche del 4 marzo, che prendono la maggior parte delle Conclusioni. Da un lato «per ripartire dobbiamo ritrovare una visione ampia, grande, condivisa; un progetto-paese che, dalla risposta al bisogno immediato, consenta di elevarsi al piano di una cultura solidale»; dall’altro la Chiesa italiana offre la propria disponibilità nel profondo lavoro da compiere, rilanciando «con forza» l’invito al dialogo sociale: «Ci riconosciamo nella tradizione democratica del nostro paese e sentiamo la responsabilità di contribuire a mantenerlo unito. Ci impegniamo ad ascoltare questa stagione, a ragionare insieme e in maniera organizzata sul cambiamento d’epoca in atto e a portare avanti con concretezza un lavoro educativo e formativo appassionato».

Documenti, 2017-3

Giovani: un’Assemblea e un Sinodo

Comunicato finale del Consiglio permanente della CEI

Consiglio permanente della CEI

L’aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto, la crescente povertà nelle famiglie italiane – con una richiesta pressante allo stato per «politiche familiari che possano trovare attuazione senza ulteriori dilazioni di tempo e di misure che aiutino la ripresa dell’occupazione: sono condizioni di futuro» –; e sul versante ecclesiale la pastorale giovanile, che sarà il tema principale dell’Assemblea generale di maggio, anche in vista del Sinodo indetto da papa Francesco per il 2018, e la formazione dei preti, su cui uscirà presto un sussidio a conclusione del lavoro compiuto dai vescovi nell’ultimo biennio sul rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente. Sono stati questi i contenuti principali del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana, riunitosi a Roma dal 23 al 25 gennaio. Il Consiglio episcopale permanente, che è composto dal presidente della CEI card. Angelo Bagnasco, dal segretario mons. Nunzio Galantino, dai tre vicepresidenti e dai 27 presidenti delle conferenze episcopali regionali e delle commissioni episcopali, si riunirà nuovamente in marzo.

Documenti, 2017-1

Ritrovare il senso del politico

Consiglio permanente della Conferenza episcopale francese

«Non possiamo lasciare che il nostro paese veda i propri fondamenti affrontare il rischio di colare a picco, con tutte le conseguenze che si rovescerebbero su di una società divisa. Occorre dedicarsi insieme a un lavoro di rifondazione». Il prossimo 23 aprile i francesi sono chiamati alle urne per il primo turno delle elezioni presidenziali, e i vescovi cattolici prendono la parola – in vista dell’importante appuntamento politico – con la lunga riflessione intitolata In un mondo che cambia, ritrovare il senso del politico, pubblicata il 14 ottobre 2016. Già il 20 giugno erano usciti con una dichiarazione del Consiglio permanente su 2017, annata elettorale. Qualche elemento di riflessione, ma qui analizzano in profondità la situazione del paese, chiedendo di aprire un dibattito pubblico per ridare senso alla politica e rifondare il patto sociale. I vescovi si dichiarano al tempo stesso preoccupati (l’analisi dei vari aspetti della crisi è preponderante nel testo), ma anche convinti che la Francia abbia un dinamismo e un’energia che attendono di essere liberate e poste al servizio dell’interesse generale. «Ognuno, al proprio livello, è responsabile della vita e dell’avvenire della nostra società. Questo richiederà sempre coraggio e audacia. Qualità che mai sono mancate nel cuore del nostro paese».