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Documenti, 9/1995, 01/05/1995, pag. 287

Incontro a Palermo (La Caritas in preparazione al Convegno ecclesiale)

Caritas

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Leggi anche

Documenti, 2019-7

«No» al Decreto sicurezza

Mons. Douglas Regattieri e i direttori delle 15 Caritas diocesane dell’Emilia-Romagna

Un documento per ribadire «la ferma decisione di metterci dalla parte degli ultimi e dei più svantaggiati che bussano alle nostre porte»: a firmarlo è il vescovo della diocesi di Cesena-Sarsina Douglas Regattieri, delegato della Conferenza episcopale regionale per il Servizio della carità, insieme ai direttori delle 15 Caritas diocesane della regione, ed è stato reso pubblico il 12 febbraio. Un testo che, in maniera esplicita, giudica negativamente il cosiddetto «Decreto sicurezza», cioè le Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale, immigrazione, sicurezza pubblica, fortemente volute dal ministro dell’Interno Matteo Salvini e approvate definitivamente il 28 novembre 2018.

Il Decreto sicurezza secondo i vescovi emiliano-romagnoli porta a «un atteggiamento vessatorio nei confronti di persone a cui si imputa il torto di essere straniere e povere, le quali saranno condannate a maggiore precarietà e marginalità, a danno di tutta la cittadinanza». I firmatari sostengono l’iniziativa dei sindaci e dei presidenti regionali che hanno promosso il ricorso alla Corte costituzionale, ma invitano anche a non rimanere inerti e mettere in atto una sorta di «obiezione di coscienza» a un decreto che non tutela la vita delle persone. L’auspicio è che si intraprendano altri percorsi, come lo «studio di strumenti giuridici e amministrativi che permettano l’accompagnamento alla legalità delle persone che incontriamo».

Documenti, 2015-38

La situazione sociale dell'Europa

Commissione "Caritas in veritate" del CCEE
«È in atto un indebolimento della coesione europea, sia a livello di incontro tra popoli che tra stati. Nascono forme di reazione particolaristica (...) che, anche se manifestate in forme inadeguate, denunciano una incomprensione diffusa». La Commissione «Caritas in veritate» del Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa ha pubblicato nel giorno di san Martino, 11 novembre, all’inizio delle celebrazioni dei 1700 anni della sua nascita, una riflessione Sull’attuale situazione dell’Europa, il cui il progetto era stato presentato alla Plenaria del CCEE dello scorso settembre. Dal testo emerge anzitutto la preoccupazione per il regresso del processo di integrazione: «I popoli temono di essere ingabbiati in un contesto che ne snaturi le caratteristiche storiche e culturali. Vanno quindi rassicurati con reali garanzie». La gestione del fenomeno migratorio, l’emergenza ecologica, il lavoro, la pace, il dialogo tra le religioni e in particolare con l’islam, vengono segnalate come questioni aperte sulle quali l’Europa – si legge – è chiamata a non chiudersi e battere in ritirata, ma a «mostrare il volto di un continente che ha conosciuto nella sua storia delle verità sugli uomini e sulla loro convivenza ed è disposto a spendere questa sua ricchezza con responsabilità».
Documenti, 2015-27

Dipendenze: nuove sfide e nuovi sguardi

In vista del Convegno ecclesiale di Firenze

Caritas italiana e comunità di recupero di ispirazione cristiana
Giovedì 25 giugno, promosso da Caritas italiana e da alcune associazioni di ispirazione cristiana che si occupano dell’accoglienza di persone con dipendenze (Papa Giovanni XXIII, Casa dei giovani, Comunità Emmanuel, Coordinamento nazionale comunità di accoglienza, Federazione italiana comunità terapeutiche, Federazione SCS/CNOS-Salesiani per il sociale e Fondazione Exodus), si è tenuto a Roma un seminario nazionale, dal titolo «Dipendenze, nuove sfide e nuovi sguardi», al quale ha partecipato mons. Galantino, segretario generale della CEI. Il seminario – organizzato in vista dell’ormai prossimo convegno ecclesiale nazionale di Firenze (9-13.11.2015) – è stato il «primo momento pubblico di un percorso più ampio di riflessione e proposte». L’idea è quella di costruire «un luogo di confronto permanente» tra la CEI e le organizzazioni coinvolte, le quali «intendono condividere con tutta la Chiesa italiana le loro esperienze di accoglienza della fragilità umana», nella consapevolezza che esse sono state «preziosi laboratori di nuova umanità» e di annuncio del Vangelo della carità e della resurrezione «nelle periferie esistenziali del nostro tempo». Dal seminario sono usciti un comunicato e un Manifesto che pubblichiamo.