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Documenti, 3/2001, 01/02/2001, pag. 91

Il dono della guarigione

Congregazione per la dottrina della fede
La preghiera che implora il riacquisto della salute è un’esperienza presente in ogni epoca della Chiesa. Nuovo è invece il moltiplicarsi di riunioni di preghiera e persino celebrazioni liturgiche, con lo scopo di ottenere da Dio la guarigione. "In diversi casi, non del tutto sporadici, vi si proclama l'esistenza di avvenute guarigioni, destando in questo modo delle attese dello stesso fenomeno in altre simili riunioni. In questo contesto si fa appello, alle volte, a un preteso carisma di guarigione". Per consentire ai vescovi diocesani di meglio "guidare i fedeli in questa materia, favorendo ciò che vi sia di buono e correggendo ciò che sia da evitare", la Congregazione per la dottrina della fede ha emanato e diffuso il 23 novembre 2000 un’Istruzione circa le preghiere per ottenere da Dio la guarigione; a un’ampia parte sulle fondazioni dottrinali della cura pastorale della Chiesa verso i malati seguono dieci articoli di disposizioni disciplinari. Al vescovo è riconosciuto il diritto di emanare norme proprie, di impedire alcune celebrazioni per giusta causa, di vigilare sull’eco mediatica di tali manifestazioni. Cf. Regno-att. 22,2000,733. L’Osservatore romano 24.11.2000. 7.

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Documenti, 2018-17

Modifica al Catechismo: la pena di morte è «inammissibile»

Congregazione per la dottrina della fede

Per «raccogliere meglio lo sviluppo della dottrina avvenuto su questo punto negli ultimi tempi», papa Francesco aveva chiesto che fosse riformulato l’insegnamento sulla pena di morte (cf. Regno-doc. 19,2017,577). Così la Congregazione per la dottrina della fede, con il Rescriptum ex audientia ss.mi del 2 agosto sulla nuova redazione del n. 2267 del Catechismo della Chiesa cattolica sulla pena di morte – accompagnato da una Lettera ai vescovi circa la nuova redazione del n. 2267 del Catechismo della Chiesa cattolica sulla pena di morte – ha modificato il testo del Catechismo. Laddove prima si affermava che «l’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani», ora nel testo che compendia l’insegnamento della Chiesa cattolica si leggerà che «la Chiesa insegna, alla luce del Vangelo, che “la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona”, e s’impegna con determinazione per la sua abolizione in tutto il mondo».

Documenti, 2018-13

Oeconomicae et pecuniariae quaestiones

Congregazione per la dottrina della fede – Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale

S’intitola Oeconomicae et pecuniariae quaestiones. Considerazioni per un discernimento etico circa alcuni aspetti dell’attuale sistema economico-finanziario il documento firmato congiuntamente dalla Congregazione per la dottrina della fede e dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, e reso pubblico il 17 maggio. Articolato in quattro paragrafi, il testo affronta alcune questioni in materia di economia e finanza. Nello specifico, viene presa in considerazione la crisi economico-finanziaria del 2008 come «l’occasione per sviluppare una nuova economia più attenta ai principi etici e per una nuova regolamentazione dell’attività finanziaria, neutralizzandone gli aspetti predatori e speculativi e valorizzandone il servizio all’economia reale»; tuttavia, prosegue il documento, «non c’è stata… una reazione che abbia portato a ripensare quei criteri obsoleti che continuano a governare il mondo». Partendo da questo presupposto, l’analisi dei due organismi intende offrire «una riflessione etica circa taluni aspetti dell’intermediazione finanziaria, il cui funzionamento, quando è stato slegato da adeguati fondamenti antropologici e morali, non solo ha prodotto palesi abusi e ingiustizie, ma si è anche rivelato capace di creare crisi sistemiche e di portata mondiale».

Documenti, 2018-13

Ordinazione delle donne: il no è definitivo

Luis Ladaria, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede

Il no della Chiesa cattolica all’ordinazione sacerdotale delle donne è definitivo. Lo ha ribadito il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, l’arcivescovo Luis Ladaria, in un articolo pubblicato su L’Osservatore romano. L’intervento è stato provocato dalla «preoccupazione» per il «veder sorgere ancora in alcuni paesi delle voci che mettono in dubbio la definitività di questa dottrina». Poiché «seminando questi dubbi si crea grave confusione tra i fedeli, non solo sul sacramento dell’ordine come parte della costituzione divina della Chiesa, ma anche sul magistero ordinario che può insegnare in modo infallibile la dottrina cattolica», si riafferma la definitività dell’insegnamento della lettera apostolica Ordinatio sacerdotalis di Giovanni Paolo II (1995), come una verità appartenente al deposito della fede. Anche se, precisa mons. Ladaria, «la differenza di funzioni tra l’uomo e la donna non porta con sé nessuna subordinazione, ma un arricchimento mutuo». Anzi, questo insegnamento può gettare «una luce sulla nostra cultura, che fa fatica a comprendere il significato e la bontà della differenza tra l’uomo e la donna, la quale tocca anche la loro missione complementare nella società».