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Documenti
Documenti, 9/2003, 01/05/2003, pag. 309

Condividere senza impedimenti vita e fede

Vescovi tedeschi
«Ogni essere umano è un dono di Dio. Ciò vale sia per i disabili che per i non disabili. Possiedono tutti una dignità assolutamente identica, incancellabile». Così si esprime la Conferenza episcopale tedesca in un documento del 12 marzo 2003, che nell’anno europeo dei disabili riflette sul valore della vita umana di fronte a ciò che comunemente è sentito solo come fonte di «dolori, sofferenze e disgrazie». Anche la giurisprudenza, nonostante significativi passi avanti, sembra talvolta orientata a definire la nascita – o l’esistenza – di una persona disabile come un danno, cui fare fronte con un risarcimento. I cristiani devono invece promuovere una «cultura dell’attenzione» fondata sul messaggio di speranza di Gesù e contrapposta al «sogno dell’uomo perfetto» che distrugge gli essenziali vincoli della solidarietà umana. All’impegno per la realizzazione di una società che rispetti pienamente i diritti dei disabili, va affiancato il netto rifiuto di interventi mirati alla selezione dei nascituri o alla soppressione della vita umana in ognuna delle sue fasi (cf. Regno-doc. 7,2001,229-232).

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Documenti, 2019-13

Essere Chiesa insieme

Sul rinnovamento della pastorale

Vescovi tedeschi

Da alcuni anni la Chiesa cattolica tedesca si è impegnata in un processo per il rinnovamento della pastorale, con l’obiettivo in particolare di promuovere una maggior partecipazione delle donne nei ruoli direttivi, ripensando e approfondendo dal punto di vista teologico e pastorale la questione della leadership nella Chiesa (cf. Regno-doc. 5,2013,168).

Nel 2015 quindi la Conferenza episcopale tedesca ha pubblicato la lettera pastorale Essere Chiesa insieme. Riflessione dei vescovi tedeschi sul rinnovamento della pastorale, datata 1° agosto e pubblicata il 23 settembre, che «vuole accompagnare il cammino che le persone nelle diverse diocesi del nostro paese stanno compiendo: il cammino da una Chiesa popolare a una Chiesa del popolo di Dio». Il processo qui raccomandato e avviato di sperimentazione nelle diocesi è in corso di raccolta ed elaborazione, e reperibile nel suo sviluppo sul sito gemeinsam-kirche-sein.de (cf. qui a p. 429).

Documenti, 2018-15

Camminare con Cristo sulle orme dell’unità

Linee guida pastorali sui matrimoni interconfessionali e la comune partecipazione all’eucaristia

Vescovi tedeschi

«Tutti coloro che in un matrimonio interconfessionale, dopo una verifica matura attraverso un dialogo spirituale con un sacerdote o con una persona incaricata dell’accompagnamento pastorale, sono giunti a discernere in coscienza di condividere la fede della Chiesa cattolica, di dover porre termine a una grave sofferenza spirituale e di dover soddisfare il desiderio dell’eucaristia, potranno accostarsi alla mensa del Signore per ricevere la comunione». È stato pubblicato il 27 giugno sul sito della Conferenza episcopale tedesca il documento Camminare con Cristo – Sulle orme dell’unità. Matrimoni interconfessionali e partecipazione comune all’eucaristia. Linee guida pastorali, che porta la data del 20 febbraio 2018 ed è stato approvato dall’Assemblea plenaria dei vescovi tedeschi il 22 febbraio. Dopo essere stato contestato da 7 vescovi dissidenti, che hanno fatto ricorso alla Santa Sede per delle chiarificazioni dottrinali (per l’intera vicenda cf. Regno-att. 14,2018,388), il documento è infine stato pubblicato non come «documento della Conferenza episcopale» ma come linee guida pastorali (Orientierunsghilfe) nella responsabilità dei singoli vescovi.

Documenti, 2017-5

La gioia dell’amore

Sulla pastorale matrimoniale e familiare rinnovata alla luce dell’Amoris laetitia

I vescovi tedeschi

La gioia dell’amore che si vive nelle famiglie è anche la gioia della Chiesa. Invito a una pastorale matrimoniale e familiare rinnovata: è il titolo del documento approvato dal Consiglio permanente della Conferenza episcopale tedesca il 23 gennaio e pubblicato il 1° febbraio, per offrire indicazioni sulle «fragilità» del matrimonio secondo la linea dell’esortazione apostolica Amoris laetitia: accompagnare, discernere, integrare. Se «l’indissolubilità del matrimonio è parte essenziale della fede della Chiesa», d’altra parte «l’Amoris laetitia non lascia dubbi sulla necessità di differenziare lo sguardo sulle singole situazioni di vita delle persone». Dev’essere chiaro che i divorziati risposati «appartengono alla Chiesa, che Dio non li priva del suo amore e che sono chiamati a vivere l’amore di Dio e del prossimo e ad essere testimoni autentici di Gesù Cristo». «Non tutti i credenti il cui matrimonio si è spezzato e che sono civilmente divorziati e risposati possono ricevere i sacramenti, senza distinzione». Ma dopo un processo decisionale accompagnato da una guida pastorale, «la decisione individuale, se nelle singole circostanze si è o meno in condizione di ricevere i sacramenti, merita rispetto e attenzione».