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Documenti, 1/2004, 01/01/2004, pag. 56

Una Chiesa di tutti e per tutti

Consiglio ecumenico delle Chiese
«Storicamente l’invalidità è stata interpretata come perdita, come qualcosa che rappresenta la tragedia umana», ma «non potrebbe essere un dono di Dio, piuttosto che una condizione limitante con la quale una persona deve vivere?». Fra questi due poli si sviluppa la riflessione teologica di questo documento, elaborato dal Consiglio ecumenico delle Chiese con la partecipazione della Commissione Fede e costituzione e approvato dal Comitato centrale del 26 agosto-2 settembre 2003. Pubblicato nell’anno dedicato dall’Unione Europea alle persone disabili e scritto da persone disabili, genitori e altre figure che sperimentano in vari modi la vita accanto a loro, esso è una tappa nel corso del viaggio che sta portando alcune Chiese «alla consapevolezza crescente del fatto che le persone disabili invitano la Chiesa a esplorare nuovamente la comprensione del Vangelo e la propria natura». Nel dibattito su un argomento così delicato e controverso, segnato da precomprensioni storiche difficili da intaccare, il testo offre spunti e prospettive sui maggiori temi teologici, nella speranza di rendere «capaci le Chiese di interagire con il discorso sulle disabilità» e aiutarle «a sollevare i temi dell’inclusione, dell’attiva partecipazione e del pieno coinvolgimento nella vita spirituale e sociale della Chiesa in particolare e nella società in generale». Originale: stampa (20.10.2003) da sito Internet: www.cec-coe.org. Nostra traduzione dall’inglese.

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Documenti, 2019-19

La pace in un mondo multireligioso

Consiglio ecumenico delle Chiese – Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso

«Un aspetto peculiare che contraddistingue la maggior parte dei conflitti attuali consiste nell’evidente e a volte drammatica associazione tra violenza e religione». Eppure «l’obiettivo essenziale della vera religione è quello di promuovere la pace: la religione autentica, quindi, non è parte del problema, bensì parte della soluzione». Consapevoli di questa realtà e della «responsabilità morale dei cristiani» e dei seguaci delle altre religioni in questo dilemma, il 21 maggio il Consiglio ecumenico delle Chiese e il Pontificio consiglio per il dialogo religioso hanno pubblicato un documento congiunto dal titolo Educazione alla pace in un mondo multireligioso. Una prospettiva cristiana.

Attraverso questo sussidio, i due organismi indicano il ruolo cruciale che l’educazione svolge nella promozione di una cultura di pace e incoraggiano le Chiese e le organizzazioni cristiane a «riflettere sulle radici strutturali di ciò che ha portato allo sconvolgimento della pace nel mondo», per promuovere un dibattito tra i seguaci delle religioni, coinvolgendo anche gli attori sociali e politici.

Documenti, 2014-15

Sui diritti umani in Eritrea

Consiglio ecumenico delle Chiese
L’ 8 luglio il Comitato centrale del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC), riunito a Ginevra, ha approvato una Dichiarazione sulla situazione dei diritti umani in Eritrea, che esprime grave preoccupazione a riguardo, esprime solidarietà per le Chiese eritree e pone il governo del paese di fronte ai suoi obblighi internazionali rispetto alla tutela dei diritti umani. Segue la dichiarazione, in una nostra traduzione dall’inglese (www.oikoumene.org).
Documenti, 2014-5

Dio della vita, guidaci alla giustizia e alla pace. X Assemblea generale del CEC, Busan

Consiglio ecumenico delle Chiese
«Coloro che cercano una “pace giusta” perseguono il “bene comune”. Sulla via della pace giusta, diverse discipline trovano un terreno comune, visioni del mondo contrapposte intravedono percorsi di azione complementari e ogni fede è solidale con l’altra». È l’indicazione programmatica di come la pace e la giustizia siano state al centro della X Assemblea del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC), che si è svolta a Busan (Corea del Sud) dal 30 ottobre all’8 novembre 2013. Non ci si è limitati a una riflessione teorica, perché i concetti di pace e giustizia, interconnessi e mai separati tra loro, vengono declinati concretamente a livello della comunità civile, dell’ambiente, del mercato, del rapporto tra le nazioni e dell’uso delle armi. Il messaggio finale ribadisce il filo rosso che richiama l’Assemblea costituente di Amsterdam – dove le Chiese, per la prima volta nella storia, affermarono di voler «stare assieme» –, per procedere oltre: «Vogliamo muoverci insieme. Questa Assemblea vi chiama a unirvi a noi in pellegrinaggio». Tra i testi dell’Assemblea, pubblichiamo di seguito la Dichiarazione sulla via della pace giusta; la Dichiarazione sull’unità; il Messaggio finale. Cf. Regno-att. 22,2013,698.