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Documenti, 9/2004, 01/05/2004, pag. 294

La solidarietà anima dell'Unione

COMECE
«Una settimana di eventi per contrassegnare l’unificazione europea» è la sintesi con cui la Commissione degli episcopati della Comunità europea (COMECE) ha riassunto le manifestazioni organizzate a Santiago de Compostela (Spagna) nell’imminenza dell’allargamento dell’Unione Europea a dieci nuovi paesi (1° maggio): un pellegrinaggio di trecento persone, tra cui 40 vescovi, rappresentanti dei 25 paesi dell’Unione, lungo lo storico Cammino; un congresso su «L’Unione Europea: speranza e responsabilità»; la prima Assemblea plenaria della COMECE allargata alle conferenze episcopali dei paesi nuovi membri; la diffusione del documento La solidarietà è l’anima dell’Unione Europea. Pubblichiamo quest’ultimo testo, accompagnato dagli interventi di mons. A.H. Van Luyn, vicepresidente della COMECE, e del ministro irlandese Mary Hanafin, pronunciati nel corso del pellegrinaggio e, nei riquadri alle pp. 291 e 293, dal videomessaggio del presidente della Commissione europea Romano Prodi, dalla lettera della COMECE a Giovanni Paolo II e dalle parole pronunciate da questi al Regina coeli di domenica 2 maggio, all’indomani dell’allargamento.

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Documenti, 2019-21

La robotizzazione della vita

Commissione degli episcopati dell’Unione Europea (COMECE)

«Alla luce delle complesse considerazioni che la robotica pone di fronte all’umanità, le risposte semplici non sono utili. Non vi può essere alcuna accettazione incondizionata o entusiastica di queste nuove tecnologie, come non vi può essere un rifiuto categorico nei confronti delle stesse e di tutte le loro possibilità». Le problematiche sociali ed etiche legate al rapido sviluppo di nuove tecnologie basate sull’intelligenza artificiale stanno suscitando riflessioni e dibattiti nella società, con riflessi anche nella politica – come mostra la risoluzione approvata nel 2017 dal Parlamento europeo circa lo statuto di «persona elettronica» da attribuire ai robot più sofisticati e autonomi –.

La Commissione degli episcopati dell’Unione Europea è intervenuta sul tema con un documento intitolato Robotizzazione della vita. L’etica in vista delle nuove sfide, pubblicato il 4 febbraio ed elaborato da un apposito gruppo di lavoro guidato da Antonio Autiero.

Il principio affermato come criterio guida è individuato nel primato della persona umana, promuovendo un approccio basato sulla centralità della persona stessa nella relazione tra uomo e robot.

Documenti, 2019-7

Ricostruire comunità in Europa

Commissione degli episcopati dell’Unione Europea (COMECE)

«Invitiamo i nostri concittadini europei a non cadere nella tentazione di guardare indietro, ma a esercitare i loro diritti nella costruzione dell’Europa. Facendo sentire la loro opinione le persone hanno il potere di orientare l’Unione nella direzione che auspicano». Il 12 febbraio i vescovi della Commissione degli episcopati dell’Unione Europea hanno pubblicato una Dichiarazione in vista delle elezioni europee del 2019 intitolata Ricostruire comunità in Europa.

Il senso della drammaticità del momento per il progetto europeo, con l’avanzare dovunque di proposte politiche nazionaliste o sovraniste e l’incombente uscita da esso del Regno Unito, non è in primo piano anche perché i diversi episcopati europei non sono tutti sulla stessa linea in proposito. Ribadendo il loro appoggio al progetto europeo, i vescovi richiamano il bisogno che l’Unione Europea ha di «riscoprire la sua identità comune e di rafforzare la sua solidarietà per rinnovare i legami sociali che esistono nei nostri paesi e popoli, e tra di essi»; esortano i cittadini europei ad assumersi «la responsabilità di dare un senso concreto a “unità nella diversità”»; e invocano politiche a sostegno dei più vulnerabili (tra cui gli immigrati), della famiglia e della dignità umana.

Documenti, 2017-5

La povertà e l’esclusione sociale in Europa

Dichiarazione della Commissione degli episcopati della comunità europea (COMECE)

I vescovi della COMECE

«Porre le persone, e specialmente i poveri, al centro delle loro politiche potrebbe rendere le nostre società non solo più inclusive, ma anche più resilienti nei confronti di eventuali crisi future». Dal 2016 la Commissione Europea è al lavoro su un progetto denominato «Pilastro europeo dei diritti sociali» (European pillar of social rights), che deve servire per verificare i livelli europei nelle prestazioni sociali e occupazionali, orientare le riforme nei vari paesi e dare la bussola per un processo di convergenza in tutta l’Unione. In questa chiave i vescovi cattolici della Commissione degli episcopati della Comunità europea (COMECE) hanno pubblicato il 12 dicembre una loro Dichiarazione sulla povertà e l’esclusione sociale in Europa, intitolata «Difendete il debole e il povero» (Sal 82,3), elaborata nell’Assemblea plenaria del 26-28 ottobre dedicata a «Le gravi condizioni dei poveri d’Europa e le strategie UE per sradicare la povertà». I vescovi della COMECE osservano che quasi un quarto della popolazione UE ancora oggi è esposto al rischio di povertà e di esclusione sociale: «Le politiche future, specialmente nella cornice del semestre europeo e in riferimento a una fiscalità equa, dovranno pertanto essere formulate e attuate in modo da contribuire a eliminare le cause strutturali della povertà».