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Documenti, 9/2004, 01/05/2004, pag. 257

Redemptionis sacramentum

Congregazione per il culto divino
«Occorre purtroppo lamentare che, soprattutto a partire dagli anni della riforma liturgica post-conciliare, per un malinteso senso di creatività e di adattamento, non sono mancati abusi, che sono stati motivo di sofferenza per molti… Proprio per rafforzare questo senso profondo delle norme liturgiche, ho chiesto ai dicasteri competenti della curia romana di preparare un documento più specifico, con richiami anche di carattere giuridico, su questo tema di grande importanza». A un anno esatto di distanza dalla pubblicazione dell’enciclica Ecclesia de eucaristia, che dedicava il n. 52 al tema degli «abusi» nella celebrazione eucaristica, la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, d’intesa con la Congregazione per la dottrina della fede, adempie la richiesta del papa rendendo nota (23 aprile) questa istruzione Redemptionis sacramentum «su alcune cose che si devono osservare ed evitare circa la santissima eucaristia». Articolata in un’introduzione, otto capitoli e una conclusione, e completata da ben 295 note, la nuova istruzione è il risultato finale di numerose stesure successive, e individua alcune decine di violazioni delle norme liturgiche e delle rubriche, distinguendone il grado di gravità. I suoi principali destinatari appaiono da un lato i sacerdoti (con le loro comunità), in quanto responsabili della maggior parte degli abusi descritti, e dall’altro i vescovi diocesani, chiamati a regolamentare, vigilare, correggere.

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Documenti, 2017-19

Il glutine nelle ostie per l’eucaristia

Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti

Con la Lettera circolare ai vescovi sul pane e il vino per l’eucaristia, pubblicata l’8 luglio, la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti non ha inteso cambiare le norme sulla materia eucaristica, ma al contrario ribadirle, e suggerire alcune indicazioni pratiche. Infatti, «attesa la complessità di situazioni e circostanze, come il venir meno del rispetto per l’ambito del sacro, si avverte la necessità pratica che… vi sia chi effettivamente garantisca la genuinità della materia eucaristica da parte dei produttori come della sua conveniente distribuzione e vendita». Di fronte, dunque, ai cambiamenti nella produzione e distribuzione dei prodotti necessari alla comunione, le ostie e il vino, che non vengono più prodotti esclusivamente da ordini religiosi e possono essere venduti anche su Internet, il dicastero vaticano preposto al culto e ai sacramenti ricorda ai vescovi di «vigilare sulla qualità del pane e del vino destinati all’eucaristia e, quindi, su coloro che li preparano», eventualmente incaricando una o più congregazioni religiose di verificare i produttori e venditori locali. Anche per le ostie «senza glutine» rimangono in vigore le disposizioni precedenti, che consentono la comunione pure a chi è affetto da celiachia.

Documenti, 2011-9

Beatificazione: i segni e le liturgie

Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti
La cerimonia di beatificazione di Giovanni Paolo II lo scorso 1o maggio (cf. qui sotto la liturgia della proclamazione), rivestita di un «carattere di eccezionalità» – come ricorda il decreto (cf. qui sotto) relativo al culto da tributare al beato – per il fatto di potersi celebrare a soli sei anni dalla morte, è stata preceduta e accompagnata da alcuni segni liturgici. Il 29 aprile è stata aperta nelle Grotte vaticane la tomba del servo di Dio, da cui è stata estratta la teca che ne contiene il corpo, poi trasferita di fronte all’altare nella basilica di San Pietro per la beatificazione; il 2 maggio, è stata posta definitivamente sotto l’altare della cappella di S. Sebastiano della basilica stessa. In preparazione alla celebrazione – in diretta anche su Facebook, su Twitter grazie al progetto «sentinelle digitali» e in streaming sul sito web Pope2You.net –, sabato 30 aprile al Circo Massimo vi è stata una veglia di preghiera in memoria del papa polacco, con testimonianze di J. Navarro Valls, del card. Dziwisz e di suor M. Simon-Pierre – guarita miracolosamente per intercessione di Giovanni Paolo II – e conclusa, dopo il rosario, dal card. A. Vallini, vicario di Roma. La veglia è poi continuata in una «notte bianca» di preghiera con momenti liturgici animati in otto chiese. La domenica, infine, successivamente alla proclamazione del beato, è stato scoperto l’arazzo che lo raffigura ed è stato portato all’altare un reliquiario contenente una piccola ampolla di sangue prelevato al pontefice nei giorni della sua malattia (www.vatican.va).
Documenti, 2007-1

La traduzione dell'espressione "pro multis"

Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti
L’espressione «per tutti» contenuta nella formula consacratoria del vino-sangue durante il canone della messa, «versato per voi e per tutti», dovrà essere modificata in «per molti», secondo una traduzione più fedele al latino «pro multis». La di-sposizione è contenuta e motivata in una lettera del card. Francis Arinze, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, del 17 ottobre 2006. La formula finora in uso corrisponde «a una corretta interpretazione dell’intenzione del Signore espressa nel testo», ma la fedeltà al testo greco e latino, il parallelo nelle anafore dei riti orientali e la cura per un maggior rigore di traduzione impone di passare, là dove sia necessario, alla formula «per molti». La lettera, condivisa dalla Congregazione per la dottrina della fede, è indirizzata ai presidenti delle conferenze episcopali e si pone sulla scia delle istruzioni Liturgiam authenticam (cf. Regno-doc. 13,2001,408) sulle traduzioni liturgiche e Redemptionis sacramentum (cf. Regno-doc. 9,2003,268) sugli abusi liturgici.