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Documenti, 13/2008, 01/07/2008, pag. 385

Maestro di verità. Omelia ai primi vespri in San Paolo fuori le Mura

Benedetto XVI
«Siamo qui riuniti non per riflettere su una storia passata, irrevocabilmente superata. Paolo vuole parlare con noi, oggi. Per questo ho voluto indire questo speciale “anno paolino”: per ascoltarlo e per apprendere ora da lui, quale nostro maestro, “la fede e la verità” in cui sono radicate le ragioni dell’unità tra i discepoli di Cristo»: con queste parole Benedetto XVI, assieme al patriarca ecumenico Bartolomeo I, al delegato dell’arcivescovo di Canterbury e ad altri rappresentanti ecumenici, ha aperto, passando attraverso la porta «paolina» e accendendo la fiamma del braciere che arderà per tutto l’anno, le celebrazioni dedicate all’Apostolo il 28 giugno scorso presso la basilica di San Paolo fuori le Mura. Qui sono stati celebrati i primi vespri della solennità di Pietro e Paolo (cf. l’omelia del papa qui a lato), poi culminata nella celebrazione eucaristica in San Pietro il giorno successivo, durante la quale l’omelia è stata condivisa tra il pontefice e Bartolomeo (cf. qui a p. 387 e riquadro a p. 388).

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Documenti, 2018-7

Lettergate

Benedetto XVI, mons. Dario Edoardo Viganò, papa Francesco

Il 12 marzo è stata presentata ufficialmente la nuova collana della Libreria editrice vaticana «La teologia di papa Francesco», curata da Roberto Repole, presidente dell’Associazione teologica italiana. In quell’occasione mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione, leggeva un brano di una lettera, definita «privata», inviata dal papa emerito Benedetto XVI. In giornata veniva reso noto solamente il passo nel quale egli definiva «stolto pregiudizio» ritenere papa Francesco «uomo pratico», contrapponendolo a Benedetto stesso «teorico della teologia».

Tuttavia il giallo di una fotografia della lettera, pubblicata sbiancando il resto della missiva, poneva il dubbio che oltre alla parte resa nota e a quella letta nella presentazione di Viganò vi fosse dell’altro. Sotto l’incalzare della polemica dei media, sabato 17 la Segreteria per la comunicazione rendeva noto il testo integrale, nel quale era presente una critica di Benedetto per la scelta di uno degli autori della collana – il teologo tedesco Peter Hünermann – e due giorni dopo mons. Viganò rassegnava le dimissioni, accettate dal papa il 21 «non senza qualche fatica» e nominandolo al nuovo ruolo di «assessore» nel medesimo dicastero.

Documenti, 2014-5

Non c'è il minimo dubbio. Sulla validità della rinuncia

Benedetto XVI
«La Chiesa ha bisogno di voi, della vostra collaborazione e prima ancora della vostra comunione con me e tra di voi». Così papa Francesco nella sua allocuzione, lo scorso 22 febbraio, in occasione del Concistoro ordinario pubblico per la creazione di 19 nuovi cardinali, i primi del suo pontificato. La «santità di un cardinale», ha detto nell’omelia del giorno seguente, consiste in un «supplemento di oblatività gratuita. Pertanto, amiamo coloro che ci sono ostili; benediciamo chi sparla di noi; (…) non aspiriamo a farci valere, ma opponiamo la mitezza alla prepotenza; dimentichiamo le umiliazioni subite». La stessa omelia si è conclusa con un’affermazione che ha trovato ampia eco sui media: «Il cardinale entra nella Chiesa di Roma, fratelli, non entra in una corte. Evitiamo tutti e aiutiamoci a vicenda a evitare abitudini e comportamenti di corte: intrighi, chiacchiere, cordate, favoritismi, preferenze». Il Concistoro si è segnalato anche per la presenza, accanto ai cardinali, del papa emerito Benedetto XVI, che ha inoltre confermato – in una lettera a un noto quotidiano – l’indiscutibile validità della sua storica rinuncia (cf. riquadro a p. 132).
Documenti, 2013-5

Catechesi, formazione del clero, norme per il Conclave. Tre motu proprio su competenze nella curia

Benedetto XVI
Tra gli ultimi atti di governo compiuti da Benedetto XVI vi sono tre lettere apostoliche date motu proprio. Si tratta di Catechesi e nuova evangelizzazione, pubblicata ed entrata in vigore il 26 gennaio, che trasferisce la competenza sulla catechesi dalla Congregazione per il clero al Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. Lo stesso giorno è stato pubblicato il motu proprio sulla Formazione dei presbiteri e dei diaconi, che trasferisce la competenza sui seminari alla Congregazione per il clero, sottraendola alla Congregazione per l’educazione cattolica. Infine il motu proprio Normas nonnullas, pubblicato il 25 febbraio nell’imminenza della fine del ministero pontificio di Benedetto XVI (28.2.2013), introduce nelle norme sull’elezione del papa qualche modifica, e in particolare la possibilità di abbreviare il periodo che precede l’inizio del Conclave e la scomunica «latae sententiae», automatica dunque e non più a discrezione del nuovo papa, per chi infrange il segreto sulle operazioni dell’elezione.