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Documenti, 5/2008, 01/03/2008, pag. 176

Una cittadinanza fedele. Conferenza dei vescovi cattolici USA - Elezioni presidenziali 2008

I vescovi cattolici degli Stati Uniti
«Non si tratta di una guida al voto. Invita noi come vescovi a dare un aiuto a formare le coscienze alla vita politica, non a dire alla gente come deve votare». Con queste parole il vescovo di Brooklyn Nicholas DiMarzio, presidente della Commissione per la politica interna della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti, ha presentato il documento Formare le coscienze a una cittadinanza fedele. Un invito alla responsabilità politica dai vescovi cattolici degli Stati Uniti, dopo che era stato approvato a larga maggioranza dai vescovi (14.11.2007; cf. Regno-att. 22,2007,747). La bozza, che aveva già subito molte revisioni, è stata profondamente modificata anche in assemblea, ma alla fine ha riscosso il plauso quasi unanime dei pastori. È la prima volta in trent’anni che questo genere di documento viene redatto, dopo un ampio processo di consultazione, dai presidenti di sette commissioni – per la politica interna, per quella internazionale, per le attività pro-life, per le comunicazioni, per la dottrina, per l’educazione e per le migrazioni –, e che viene sottoposto all’approvazione dell’Assemblea generale e non solo del Comitato amministrativo.

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Documenti, 2019-7

Spalanchiamo i nostri cuori

Lettera pastorale contro il razzismo

Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti

Dopo gli eventi dell’agosto 2017 a Charlottesville, quando centinaia di uomini e donne aderenti all’ideologia del suprematismo bianco manifestarono con slogan razzisti e antisemiti e si scontrarono con un gruppo di contro-manifestanti, molte voci cattoliche negli Stati Uniti presero posizione contro il «peccato del razzismo». L’episcopato avviò una riflessione collegiale su quello che è stato definito il «peccato originale» degli Stati Uniti, e nel corso della sua assemblea generale a Baltimora, il 14 novembre 2018, ha approvato a larga maggioranza (241 a 3 con un’astensione) il documento Spalanchiamo i nostri cuori. Una lettera pastorale contro il razzismo.

La lettera evidenzia anche la natura strutturale del razzismo: «Gli effetti cumulativi dei peccati personali di razzismo sono all’origine di strutture sociali d’ingiustizia e di violenza che ci rendono tutti complici nel razzismo». E chiede perdono per quando questo peccato è stato compiuto «da responsabili e da membri della Chiesa cattolica – vescovi, sacerdoti, religiosi e laici – e dalle sue istituzioni»: «Esprimiamo il nostro profondo rammarico e il nostro pentimento per tali atti... Riconosciamo anche quei casi in cui non abbiamo fatto abbastanza o siamo rimasti in silenzio quando sono stati commessi gravi atti d’ingiustizia. Chiediamo perdono a tutti coloro che sono stati danneggiati da questi peccati commessi nel passato o nel presente».

Documenti, 2016-3

Crea in me un cuore puro

Dichiarazione sulla pornografia

Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti
«Le vittime della pornografia sono molte. Ogni persona che vi appare è amata da Dio nostro Padre ed è figlia o figlio di qualcuno. La loro dignità è violata in quanto ciascuna di queste persone è usata per il piacere e il profitto altrui. La pornografia ha connessioni con la tratta di esseri umani a scopi sessuali e con lo sfruttamento sessuale a fini commerciali in tutto il mondo». Nella dichiarazione Crea in me un cuore puro: una risposta pastorale alla pornografia, approvata quasi unanimemente il 17 novembre scorso dalla Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti (USCCB) nel corso dell’Assemblea generale a Baltimora, viene affrontato il serio problema pastorale e sociale della diffusione crescente della pornografia attraverso la Rete. Accanto ai risvolti psicologici e pastorali, un’attenta considerazione viene data al problema delle vittime che questo miliardario business produce: soprattutto elementi deboli, come i bambini e gli adolescenti, che come risultato dello sfruttamento e della violenza dell’industria pornografica ricevono danni indiretti, ma spesso anche diretti, dai quali occorrono molto tempo e risorse per un’eventuale guarigione. E la Chiesa, come «ospedale da campo», è chiamata a offrire amore, sostegno e speranza alle numerose persone coinvolte in questa forma di dipendenza.
Documenti, 2006-7

Collaboratori nella vigna del Signore

Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti
«Siamo grati ai laici che hanno risposto alla chiamata al ministero ecclesiale in così gran numero. Senza di essi l’opera della Chiesa sarebbe seriamente indebolita. I ministri ecclesiali laici – e in realtà tutti gli impiegati e i volontari laici della Chiesa – operano in un luogo di lavoro che condivide sia le caratteristiche di una comunità di fede di collaboratori, come l’ha descritta s. Paolo, sia le caratteristiche di una moderna organizzazione». Approvato dall’assemblea generale del novembre 2005 dei vescovi cattolici degli USA e pubblicato in dicembre, il testo Collaboratori nella vigna del Signore. Un contributo per indirizzare lo sviluppo del ministero ecclesiale laico guarda agli oltre 30.000 ministri laici salariati che, per lo più a tempo pieno, coprono il 66% delle parrocchie. Al centro dell’interesse del documento, la loro formazione (in entrata e permanente) e la distinzione e complementarietà rispetto ai ministri ordinati.