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Documenti, 9/2011, 01/05/2011, pag. 314

Osare l'umanesimo. Julia Kristeva all’inaugurazione di Parigi del «Cortile dei gentili»

J. Kristeva
È possibile «osare l’umanesimo» nel dialogo tra credenti e umanisti. Questa la tesi sviluppata nell’intervento che la semiologa e psicoanalista francese Julia Kristeva ha tenuto alla Sorbona durante l’evento inaugurale del Cortile dei gentili a Parigi (24-25.3.2011; cf. riquadro alle pp. 316- 317). Il panorama spirituale con tempo raneo offrirebbe, nella sua lettura, le condizioni per rifondare una tradizione – definita «umanesimo secolarizzato» – che nasce con Erasmo distinguendosi dall’umanesimo classico ed ebraico-cristiano, attraversa l’Illuminismo e ci raggiunge con Freud e la psicoanalisi. Un pensiero che si è separato dalla religione senza divenirle ostile o indifferente, che ha accettato il rischio della libertà, dell’individualità, delle passioni liberate. Un umanesimo che fa oggi i conti con le sue «debolezze» e deve ripensarsi nel confronto coi «nuovi attori» che hanno fatto irruzione sulla scena culturale e politica: la questione femminile e il discorso sulla maternità; un’adolescenza «malata di idealità»; una tecnica sempre più pervasiva e minacciosa per «lo spazio interiore» e l’incontro delle culture, in particolare quello con la tradizione cinese.

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J. Kristeva
«Sappiamo che spesso il terrorismo è motivato religiosamente … I rappresentanti delle religioni convenuti nel 1986 ad Assisi intendevano dire – e noi lo ripetiamo con forza e grande fermez za: questa non è la vera natura della religione». Lo scorso 27 ottobre, 25 anni dopo la comune preghiera per la pace dei leader delle religioni mondiali ad Assisi (Regno-doc. 21,1986,642), Benedetto XVI ha riproposto, con alcune novità, l’incontro indetto da Giovanni Paolo II. In linea col suo predecessore il papa ha chiesto perdono per le colpe commesse dai cristiani: «Sì, nella storia anche in nome della fede cristiana si è fatto ricorso alla violenza. Lo riconosciamo, pieni di vergogna». Con l’invito alla ricerca della vera natura della religione, e con la denuncia della violenza commessa in nome di Dio o per la sua scomparsa dall’orizzonte culturale Benedetto ha concluso le testimonianze per la pace nella basilica di Santa Maria degli Angeli. Tra di esse quella di J. Kristeva, che ha rappresentato tutti i non credenti «che cercano la verità», la cui «lotta interiore e interrogarsi – nelle parole del papa – è un richiamo … a tutti i credenti a purificare la propria fede, affinché il vero Dio diventi accessibile».Le pubblichiamo di seguito.