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Documenti, 19/2014, 01/11/2014, pag. 607

Farsi custodi del sogno di Dio

Omelia nella messa di apertura

Francesco
«Una condizione generale di base è questa: parlare chiaro». È stato il segno sotto il quale papa Francesco ha posto i lavori del primo Sinodo dei vescovi da lui convocato (5-19.10.2014), uno strumento la cui revisione ha il valore di «prima riforma» del pontificato (cf. Regno-att. 18,2014,609). «Bisogna dire tutto quello che nel Signore si sente di dover dire (…). E, al tempo stesso, si deve ascoltare con umiltà (...) quello che dicono i fratelli. Con questi due at- teggiamenti si esercita la sinodalità», ha detto ai presenti in apertura dei la- vori, proseguendo: «E fatelo con tanta tranquillità e pace, perché il Sinodo si svolge sempre cum Petro et sub Petro, e la presenza del papa è garanzia per tutti e custodia della fede». Un confronto franco, non senza tensioni e tentazioni, come lo stesso papa ha riconosciuto concludendo i lavori (18.10). Pubblichiamo i due discorsi insieme all’intervento alla veglia con le famiglie (4.10) e alle omelie nelle messe di apertura (5.10) e conclusione (19.10) dell’assemblea sinodale straordinaria, che era dedicata alle sfide pastorali sulla famiglia. La messa conclusiva ha coinciso con la beatificazione di Paolo VI, cui si deve l’istituzione del Sinodo dei vescovi (1965).

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Documenti, 2020-1

La pace come cammino di speranza

Messaggio per la celebrazione della 53a Giornata mondiale della pace

Francesco

Il Messaggio di Francesco per la Giornata mondiale della pace del 1° gennaio 2020, pubblicato il 12 dicembre 2019, s’intitola La pace come cammino di speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica, e si riallaccia strettamente ai primi due pubblicati da papa Bergoglio rispettivamente nel 2014 e 2015, dedicati alla fraternità. Il fondamento della pace infatti è individuato nell’«anelito insopprimibile alla fraternità, che sospinge verso la comunione con gli altri» (Regno-doc. 1,2014,1), e per converso – afferma oggi Francesco – «ogni guerra… si rivela un fratricidio che distrugge lo stesso progetto di fratellanza, inscritto nella vocazione della famiglia umana». Perciò dobbiamo «perseguire una reale fratellanza, basata sulla comune origine da Dio ed esercitata nel dialogo e nella fiducia reciproca»: espressione che sintetizza quanto il papa sta cercando di attuare promuovendo il Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune (Regno-doc. 5,2019,129).

Nel Messaggio di quest’anno, la visione della fraternità viene declinata con particolare urgenza nella questione ambientale, poiché è anche la conversione ecologica a chiederci «una trasformazione delle relazioni che intratteniamo con le nostre sorelle e i nostri fratelli, con gli altri esseri viventi, con il creato nella sua ricchissima varietà, con il Creatore che è origine di ogni vita».

 

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Ri-evangelizzazione, cuore della riforma

Discorso alla curia romana per la presentazione degli auguri natalizi

Francesco

«Nell’incontro odierno vorrei soffermarmi su alcuni… dicasteri partendo dal cuore della riforma, ossia dal primo e più importante compito della Chiesa: l’evangelizzazione». Il discorso di papa Francesco alla curia romana per la presentazione degli auguri natalizi, tenuto il 21 dicembre 2019, rappresenta uno dei testi più importanti non solo sul tema della riforma della curia, qui affrontato in modo sistematico dal papa (mentre si attende a breve la costituzione apostolica Praedicate Evangelium), ma per le premesse. Due in particolare le sottolineature: il significato profondo del cambiamento e, legato a questo, la fine del regime di cristianità.

«La curia romana non è un corpo staccato dalla realtà – anche se il rischio è sempre presente –, ma va concepita e vissuta nell’oggi del cammino percorso dagli uomini e dalle donne, nella logica del cambiamento d’epoca. La curia romana non è un palazzo o un armadio pieno di vestiti da indossare per giustificare un cambiamento. La curia romana è un corpo vivo, e lo è tanto più quanto più vive l’integralità del Vangelo».

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L'ufficio del decano del collegio cardinalizio

Francesco

Il 21 dicembre, contestualmente all’accettazione delle dimissioni del card. Angelo Sodano da decano del Collegio cardinalizio, è stata pubblicata una lettera apostolica di Francesco in forma di motu proprio riguardante L’ufficio del decano del Collegio cardinalizio (www.vatican.va). Segue il testo.