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Documenti, 2/2015, 16/01/2015, pag. 11

Nota pastorale sulla 'ndrangheta

Conferenza episcopale calabra
«Nei confronti di chi, notoriamente e ostinatamente (...) abbia preso parte in prima persona (...) ad organizzazioni criminali, come la ‘ndrangheta, la Conferenza episcopale calabra, pubblicamente e solennemente ribadisce che di fatto è fuori dalla comunione con la Chiesa». Sono parole forti quelle contenute nel documento Testimoniare la verità del Vangelo. Nota pastorale sulla ‘ndrangheta, presentato lo scorso 2 gennaio dai vescovi della Calabria, già annunciato nel luglio scorso in una sessione straordinaria della Conferenza episcopale (cf. riquadro alle pp. 16-17). Parole di condanna che ribadiscono la scomunica già pronunciata da papa Francesco (21.6.2014). Nell'attuale vuoto «di certezze, di presenza, di fiducia, di impegno, di speranza, di prospettive», il testo condanna con forza il fenomeno mafioso, cita «la disoccupazione, la corruzione diffusa, una politica, che (...) sembra completamente distante dai veri bisogni della gente», e auspica che le indicazioni offerte «possano contribuire a far sorgere un’alba nuova di redenzione» nella terra di Calabria. Nella nota, i vescovi annunciano anche la prossima pubblicazione di un Direttorio sugli aspetti della celebrazione dei sacramenti e della pietà popolare.

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Evangelizzare la pietà popolare

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Conferenza episcopale calabra

La pietà popolare «nelle sue molteplici e a volte millenarie tradizioni deve condurre verso la genuina pietà liturgica, che è sempre orientata alla preghiera comune della Chiesa… Usi, costumi, tradizioni e devozioni di un popolo manifestano un patrimonio storico-culturale di rilevante valore, una memoria di cui conservare la ricchezza per le nuove generazioni, operando con discernimento e, dove occorre, purificandola». La religiosità popolare soprattutto nelle regioni dell’Italia meridionale anima ancora molti costumi e tradizioni pubbliche, ma tuttora non è scevra da infiltrazioni e strumentalizzazioni da parte delle organizzazioni criminali. Per ribadire il valore delle manifestazioni tradizionali della pietà popolare, garantirne il collegamento con la vita liturgica della Chiesa locale e soprattutto evitare che sia compromessa con realtà mafiose (cf. in questo numero a p. 119), i vescovi della Calabria in questo documento datato 30 giugno 2015 e pubblicato il 3 settembre dello stesso anno, intitolato Per una nuova evangelizzazione della pietà popolare, forniscono le indicazioni per la celebrazione dei sacramenti (battesimo, cresima, matrimonio e funerale) e delle processioni e feste religiose.