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Documenti, 1/2016, 01/01/2016, pag. 13

La grave emergenza migratoria

Discorso al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede

Francesco
Momento propizio per «riflettere sulla situazione di questo nostro mondo, benedetto e amato da Dio, eppure travagliato e afflitto da tanti mali» è stato – l’11 gennaio – il consueto appuntamento del papa con il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede per la presentazione degli auguri per il nuovo anno. Inserito in pieno nel Giubileo straordinario, aperto l’8 dicembre 2015, il discorso di Francesco si è incentrato sulla misericordia. Il papa ha così ricostruito il «filo conduttore» della misericordia, che ha guidato le visite apostoliche nel corso dell’anno passato. Ripercorrendo tali tappe e il recente Sinodo dei vescovi, il papa ha poi richiamato «l’importanza della famiglia, che è la prima e più importante scuola di misericordia, nella quale si impara a scoprire il volto amorevole di Dio e dove la nostra umanità cresce e si sviluppa». Infine, ma non ultimo, Francesco si è soffermato a riflettere sulla grave emergenza migratoria, constatando quanto sia doloroso che «spesso questi migranti non rientrano nei sistemi internazionali di protezione in base agli accordi internazionali». E con riferimento al primo vertice umanitario mondiale, convocato nel maggio prossimo dalle Nazioni Unite, il papa ha auspicato che «possa riuscire (…) nel suo intento di mettere la persona umana e la sua dignità al cuore di ogni risposta umanitaria».

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La pace come cammino di speranza

Messaggio per la celebrazione della 53a Giornata mondiale della pace

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Il Messaggio di Francesco per la Giornata mondiale della pace del 1° gennaio 2020, pubblicato il 12 dicembre 2019, s’intitola La pace come cammino di speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica, e si riallaccia strettamente ai primi due pubblicati da papa Bergoglio rispettivamente nel 2014 e 2015, dedicati alla fraternità. Il fondamento della pace infatti è individuato nell’«anelito insopprimibile alla fraternità, che sospinge verso la comunione con gli altri» (Regno-doc. 1,2014,1), e per converso – afferma oggi Francesco – «ogni guerra… si rivela un fratricidio che distrugge lo stesso progetto di fratellanza, inscritto nella vocazione della famiglia umana». Perciò dobbiamo «perseguire una reale fratellanza, basata sulla comune origine da Dio ed esercitata nel dialogo e nella fiducia reciproca»: espressione che sintetizza quanto il papa sta cercando di attuare promuovendo il Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune (Regno-doc. 5,2019,129).

Nel Messaggio di quest’anno, la visione della fraternità viene declinata con particolare urgenza nella questione ambientale, poiché è anche la conversione ecologica a chiederci «una trasformazione delle relazioni che intratteniamo con le nostre sorelle e i nostri fratelli, con gli altri esseri viventi, con il creato nella sua ricchissima varietà, con il Creatore che è origine di ogni vita».

 

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«Nell’incontro odierno vorrei soffermarmi su alcuni… dicasteri partendo dal cuore della riforma, ossia dal primo e più importante compito della Chiesa: l’evangelizzazione». Il discorso di papa Francesco alla curia romana per la presentazione degli auguri natalizi, tenuto il 21 dicembre 2019, rappresenta uno dei testi più importanti non solo sul tema della riforma della curia, qui affrontato in modo sistematico dal papa (mentre si attende a breve la costituzione apostolica Praedicate Evangelium), ma per le premesse. Due in particolare le sottolineature: il significato profondo del cambiamento e, legato a questo, la fine del regime di cristianità.

«La curia romana non è un corpo staccato dalla realtà – anche se il rischio è sempre presente –, ma va concepita e vissuta nell’oggi del cammino percorso dagli uomini e dalle donne, nella logica del cambiamento d’epoca. La curia romana non è un palazzo o un armadio pieno di vestiti da indossare per giustificare un cambiamento. La curia romana è un corpo vivo, e lo è tanto più quanto più vive l’integralità del Vangelo».

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Il 21 dicembre, contestualmente all’accettazione delle dimissioni del card. Angelo Sodano da decano del Collegio cardinalizio, è stata pubblicata una lettera apostolica di Francesco in forma di motu proprio riguardante L’ufficio del decano del Collegio cardinalizio (www.vatican.va). Segue il testo.