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Documenti, 1/2016, 01/01/2016, pag. 1

Vinci l'indifferenza e conquista la pace

Messaggio per la celebrazione della XLIX Giornata mondiale della pace

Francesco
Non solo la «globalizzazione dell’indifferenza», ma anche «la speranza nella capacità dell’uomo, con la grazia di Dio, di superare il male e non abbandonarsi alla rassegnazione» sono i temi al centro del messaggio per la XLIX Giornata mondiale della pace (1.1.2016), intitolato «Vinci l’indifferenza e conquista la pace», e diffuso l’8 dicembre scorso. Quest’anno il pontefice ha dedicato particolare attenzione all’indifferenza, uno dei temi ricorrenti della sua predicazione, facendo un elenco di alcune forme tipiche in cui essa si manifesta nella società umana. La prima è quella «verso Dio, dalla quale scaturisce anche l’indifferenza verso il prossimo e verso il creato», che a sua volta «assume l’aspetto dell’inerzia e del disimpegno». Riconosciuti i diversi volti di questo fenomeno, Francesco fa appello a una capacità, quella dell’uomo di vincere il male con il bene, che può superare l’indifferenza radicata in molti ambiti della società. Per custodire questa speranza, il papa sottolinea come anche l’uomo sia chiamato «a fare dell’amore, della compassione, della misericordia e della solidarietà un vero programma di vita, uno stile di comportamento nelle nostre relazioni gli uni con gli altri», rispondendo all’appello di Gesù a essere misericordiosi come il Padre.

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La pace come cammino di speranza

Messaggio per la celebrazione della 53a Giornata mondiale della pace

Francesco

Il Messaggio di Francesco per la Giornata mondiale della pace del 1° gennaio 2020, pubblicato il 12 dicembre 2019, s’intitola La pace come cammino di speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica, e si riallaccia strettamente ai primi due pubblicati da papa Bergoglio rispettivamente nel 2014 e 2015, dedicati alla fraternità. Il fondamento della pace infatti è individuato nell’«anelito insopprimibile alla fraternità, che sospinge verso la comunione con gli altri» (Regno-doc. 1,2014,1), e per converso – afferma oggi Francesco – «ogni guerra… si rivela un fratricidio che distrugge lo stesso progetto di fratellanza, inscritto nella vocazione della famiglia umana». Perciò dobbiamo «perseguire una reale fratellanza, basata sulla comune origine da Dio ed esercitata nel dialogo e nella fiducia reciproca»: espressione che sintetizza quanto il papa sta cercando di attuare promuovendo il Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune (Regno-doc. 5,2019,129).

Nel Messaggio di quest’anno, la visione della fraternità viene declinata con particolare urgenza nella questione ambientale, poiché è anche la conversione ecologica a chiederci «una trasformazione delle relazioni che intratteniamo con le nostre sorelle e i nostri fratelli, con gli altri esseri viventi, con il creato nella sua ricchissima varietà, con il Creatore che è origine di ogni vita».

 

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Ri-evangelizzazione, cuore della riforma

Discorso alla curia romana per la presentazione degli auguri natalizi

Francesco

«Nell’incontro odierno vorrei soffermarmi su alcuni… dicasteri partendo dal cuore della riforma, ossia dal primo e più importante compito della Chiesa: l’evangelizzazione». Il discorso di papa Francesco alla curia romana per la presentazione degli auguri natalizi, tenuto il 21 dicembre 2019, rappresenta uno dei testi più importanti non solo sul tema della riforma della curia, qui affrontato in modo sistematico dal papa (mentre si attende a breve la costituzione apostolica Praedicate Evangelium), ma per le premesse. Due in particolare le sottolineature: il significato profondo del cambiamento e, legato a questo, la fine del regime di cristianità.

«La curia romana non è un corpo staccato dalla realtà – anche se il rischio è sempre presente –, ma va concepita e vissuta nell’oggi del cammino percorso dagli uomini e dalle donne, nella logica del cambiamento d’epoca. La curia romana non è un palazzo o un armadio pieno di vestiti da indossare per giustificare un cambiamento. La curia romana è un corpo vivo, e lo è tanto più quanto più vive l’integralità del Vangelo».

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L'ufficio del decano del collegio cardinalizio

Francesco

Il 21 dicembre, contestualmente all’accettazione delle dimissioni del card. Angelo Sodano da decano del Collegio cardinalizio, è stata pubblicata una lettera apostolica di Francesco in forma di motu proprio riguardante L’ufficio del decano del Collegio cardinalizio (www.vatican.va). Segue il testo.