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Documenti, 11/2016, 01/06/2016, pag. 329

Ieri il genocidio, l'unità domani

Viaggio apostolico in Armenia

Francesco

Il cuore del recente viaggio di papa Francesco in Armenia (24-26.6.2016) è racchiuso nell’incontro con la Chiesa apostolica armena, e rappresenta una nuova tappa di un percorso ecumenico che, attraverso il dialogo sincero e fraterno, potrà in futuro condurre alla piena comunione tra le due Chiese: «Condividiamo con grande gioia i tanti passi di un cammino comune già molto avanzato – ha detto il santo padre all’incontro ecumenico – e guardiamo davvero con fiducia al giorno in cui, con l’aiuto di Dio, saremo uniti presso l’altare del sacrificio di Cristo, nella pienezza della comunione eucaristica». La visita in Armenia è stata anche un’occasione per ribadire la vicinanza e l’amicizia del papa nei confronti del popolo armeno, che «illuminato dalla luce del Vangelo, anche nei momenti più tragici della sua storia, ha sempre trovato nella croce e nella risurrezione di Cristo la forza per risollevarsi e riprendere il cammino con dignità», e per denunciare i conflitti e le divisioni che ancora affliggono molte parti del mondo, in particolare il Medio Oriente. Pubblichiamo di seguito i discorsi pronunciati dal pontefice durante la visita alla cattedrale apostolica di Etchmiadzin, all’incontro con le autorità e all’incontro ecumenico, nonché il testo della Dichiarazione comune firmata da papa Francesco e il catholicos Karekin II.

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Documenti, 2020-1

La pace come cammino di speranza

Messaggio per la celebrazione della 53a Giornata mondiale della pace

Francesco

Il Messaggio di Francesco per la Giornata mondiale della pace del 1° gennaio 2020, pubblicato il 12 dicembre 2019, s’intitola La pace come cammino di speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica, e si riallaccia strettamente ai primi due pubblicati da papa Bergoglio rispettivamente nel 2014 e 2015, dedicati alla fraternità. Il fondamento della pace infatti è individuato nell’«anelito insopprimibile alla fraternità, che sospinge verso la comunione con gli altri» (Regno-doc. 1,2014,1), e per converso – afferma oggi Francesco – «ogni guerra… si rivela un fratricidio che distrugge lo stesso progetto di fratellanza, inscritto nella vocazione della famiglia umana». Perciò dobbiamo «perseguire una reale fratellanza, basata sulla comune origine da Dio ed esercitata nel dialogo e nella fiducia reciproca»: espressione che sintetizza quanto il papa sta cercando di attuare promuovendo il Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune (Regno-doc. 5,2019,129).

Nel Messaggio di quest’anno, la visione della fraternità viene declinata con particolare urgenza nella questione ambientale, poiché è anche la conversione ecologica a chiederci «una trasformazione delle relazioni che intratteniamo con le nostre sorelle e i nostri fratelli, con gli altri esseri viventi, con il creato nella sua ricchissima varietà, con il Creatore che è origine di ogni vita».

 

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Ri-evangelizzazione, cuore della riforma

Discorso alla curia romana per la presentazione degli auguri natalizi

Francesco

«Nell’incontro odierno vorrei soffermarmi su alcuni… dicasteri partendo dal cuore della riforma, ossia dal primo e più importante compito della Chiesa: l’evangelizzazione». Il discorso di papa Francesco alla curia romana per la presentazione degli auguri natalizi, tenuto il 21 dicembre 2019, rappresenta uno dei testi più importanti non solo sul tema della riforma della curia, qui affrontato in modo sistematico dal papa (mentre si attende a breve la costituzione apostolica Praedicate Evangelium), ma per le premesse. Due in particolare le sottolineature: il significato profondo del cambiamento e, legato a questo, la fine del regime di cristianità.

«La curia romana non è un corpo staccato dalla realtà – anche se il rischio è sempre presente –, ma va concepita e vissuta nell’oggi del cammino percorso dagli uomini e dalle donne, nella logica del cambiamento d’epoca. La curia romana non è un palazzo o un armadio pieno di vestiti da indossare per giustificare un cambiamento. La curia romana è un corpo vivo, e lo è tanto più quanto più vive l’integralità del Vangelo».

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L'ufficio del decano del collegio cardinalizio

Francesco

Il 21 dicembre, contestualmente all’accettazione delle dimissioni del card. Angelo Sodano da decano del Collegio cardinalizio, è stata pubblicata una lettera apostolica di Francesco in forma di motu proprio riguardante L’ufficio del decano del Collegio cardinalizio (www.vatican.va). Segue il testo.