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Documenti, 7/2016, 01/04/2016, pag. 211

Un nuovo umanesimo del lavoro

Udienza agli imprenditori riuniti in Confindustria

Francesco
«Al centro di ogni impresa vi sia dunque l’uomo: non quello astratto, ideale, teorico, ma quello concreto, con i suoi sogni, le sue necessità, le sue speranze, le sue fatiche». Così il 27 febbraio papa Francesco ha detto agli imprenditori italiani associati in Confindustria, ricevendoli nella prima udienza in Vaticano in 106 anni di storia dell’associazione, al termine del seminario intitolato «Fare insieme». Il papa ha sviluppato a sua volta il tema, evidenziando – non per la prima volta – il problema dell’emarginazione in quell’ambito cruciale per la dignità della persona che è il lavoro: «Nel complesso mondo dell’impresa, “fare insieme” significa investire in progetti che sappiano coinvolgere soggetti spesso dimenticati o trascurati. Tra questi, anzitutto, le famiglie, focolai di umanità, in cui l’esperienza del lavoro, il sacrificio che lo alimenta e i frutti che ne derivano trovano senso e valore. E, insieme con le famiglie, non possiamo dimenticare le categorie più deboli e marginalizzate, come gli anziani, che potrebbero ancora esprimere risorse ed energie per una collaborazione attiva, eppure vengono troppo spesso scartati come inutili e improduttivi. E che dire poi di tutti quei potenziali lavoratori, specialmente dei giovani, che, prigionieri della precarietà o di lunghi periodi di disoccupazione, non vengono interpellati da una richiesta di lavoro che dia loro, oltre a un onesto salario, anche quella dignità di cui a volte si sentono privati?».

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Documenti, 2019-11

Vos estis lux mundi

Nuove misure per prevenire e contrastare le violenze sessuali commesse contro minori e persone vulnerabili

Francesco

Promulgando il 9 maggio una legge universale, papa Francesco con la lettera apostolica motu proprio Vos estis lux mundi ha dato seguito alle istanze emerse al vertice di febbraio (cf. Regno-doc. 5,2019,133ss; Regno-att. 6,2019,131), convocato per fare il punto sull’azione della Chiesa nell’affrontare le denunce delle violenze sessuali e la loro prevenzione. La legge – ad experimentum per tre anni – è a largo spettro e riguarda le violenze sia su minori sia su adulti (nonché il possesso di materiale pedo-pornografico) e – come chiesto da più parti – il caso dei vescovi che non applichino le norme previste.

Il papa impone che entro un anno ogni diocesi del mondo si doti di una struttura che sia in grado d’accogliere e trattare le denunce, indicando l’iter che si deve seguire tra Chiesa locale e Chiesa universale (cf. Regno-att. 10,2019,271). Viene inoltre ribadito il fatto che «senza pregiudizio dei diritti e degli obblighi stabiliti in ogni luogo dalle leggi statali» i vescovi (così come i superiori religiosi) sono tenuti a denunciare i fatti di cui sono venuti a conoscenza e a darne comunicazione agli ordinari interessati dal caso. Nell’ipotesi che un vescovo sia negligente nel suo compito viene interessato il metropolita, secondo uno schema che al vertice di febbraio aveva presentato il card. B. Cupich (Regno-doc. 5,2019,133).

Documenti, 2019-11

Porte orientali d’Europa

Viaggio apostolico in Bulgaria e nella Macedonia del Nord (5-7 maggio 2019)

Francesco

Il viaggio che papa Francesco ha svolto in Bulgaria e in Macedonia del Nord dal 5 al 7 maggio si è distinto per due elementi: il riconoscimento dei due paesi balcanici come modello di convivenza tra etnie, culture e religioni diverse; e l’esplicito sostegno al processo di adesione di entrambi all’Unione Europea.

Nell’Incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico a Sofia Francesco ha infatti definito la Bulgaria come «un ponte fra Est e Ovest, capace di favorire l’incontro tra culture, etnie, civiltà e religioni differenti, che da secoli hanno qui convissuto in pace». Ed è proprio questa caratteristica che il paese deve valorizzare – con un riferimento esplicito alle difficoltà nell’accoglienza di un gran numero di rifugiati – per avanzare nello «sviluppo, anche economico e civile».

Allo stesso modo la «pacifica e duratura convivenza» di appartenenze etniche e religiose diverse in Macedonia del Nord è «di rilevante significato sulla via di una più stretta integrazione con i paesi europei». Francesco ha auspicato che «tale integrazione si sviluppi positivamente per l’intera regione dei Balcani occidentali, come pure che essa avvenga sempre nel rispetto delle diversità e dei diritti fondamentali».

Documenti, 2019-11

La tutela dei minori in Vaticano

Motu proprio, Legge n. 297 e Linee guida

Francesco

Per «rafforzare ulteriormente l’assetto istituzionale e normativo per prevenire e contrastare gli abusi contro i minori e le persone vulnerabili» nella curia romana e nello Stato della Città del Vaticano, il 29 marzo papa Francesco ha pubblicato:

– una lettera apostolica in forma di motu proprio sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili;

– la Legge n. 297 sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili dello Stato della Città del Vaticano;

– le Linee guida per la protezione dei minori e delle persone vulnerabili per il Vicariato della Città del Vaticano.

I tre documenti costituiscono i primi atti normativi dopo il vertice dei presidenti delle conferenze episcopali in Vaticano, dal 21 al 22 febbraio, su «La protezione dei minori nella Chiesa», e s’ispirano ai principi che in quella sede erano stati fissati: accoglienza, ascolto e accompagnamento delle vittime, supporto spirituale e psicologico, giusto processo, formazione sul tema per il personale ecclesiastico e pastorale.