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Documenti, 17/2017, 01/10/2017, pag. 531

La riforma liturgica è irreversibile

Ai partecipanti alla 68° Settimana liturgica nazionale

Francesco

«Non si tratta di ripensare la riforma rivedendone le scelte, quanto di conoscerne meglio le ragioni sottese, anche tramite la documentazione storica, come di interiorizzarne i principi ispiratori e di osservare la disciplina che la regola. Dopo questo magistero, dopo questo lungo cammino possiamo affermare con sicurezza e con autorità magisteriale che la riforma liturgica è irreversibile». Il 24 agosto papa Francesco, ricevendo i partecipanti alla 68a Settimana liturgica nazionale – sul tema «Una liturgia viva per una Chiesa viva», nei 70 anni di fondazione del Centro di azione liturgica – ha definitivamente riaffermato la validità della riforma liturgica avviata dal concilio Vaticano II, rigettando implicitamente l’ipotesi di una «riforma della riforma». Anzi, «oggi c’è ancora da lavorare in questa direzione, in particolare riscoprendo i motivi delle decisioni compiute con la riforma liturgica, superando letture infondate e superficiali, ricezioni parziali e prassi che la sfigurano». Ha poi richiamato la necessità di rendere le nostre liturgie sempre più «popolari», e di non rinchiudersi solamente all’interno del rito romano, ma di mantenere viva l’attenzione per le altre tradizioni liturgiche della cristianità.

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Il testo si pone in modo peculiare accanto al Documento finale del Sinodo stesso (Regno-doc. 21,2019,648ss). Infatti, afferma il papa, «non svilupperò qui tutte le questioni abbondantemente esposte nel Documento conclusivo. Non intendo né sostituirlo né ripeterlo. Desidero solo offrire un breve quadro di riflessione che incarni nella realtà amazzonica una sintesi di alcune grandi preoccupazioni che ho già manifestato nei miei documenti precedenti, affinché possa aiutare e orientare verso un’armoniosa, creativa e fruttuosa ricezione dell’intero cammino sinodale… Ho preferito non citare tale Documento in questa esortazione, perché invito a leggerlo integralmente». Sulle richieste avanzate dalle Chiese amazzoniche, in particolare riguardo ai ministeri istituiti, non viene per il momento modificata la disciplina generale, ma si indicano alcune vie per «assicurare il ministero sacerdotale» e per sviluppare una cultura ecclesiale «marcatamente laicale».