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Documenti, 19/2017, 01/11/2017, pag. 577

Il Catechismo condanni la pena di morte

Ai partecipanti all’incontro promosso dal Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione

Francesco

«Si deve affermare con forza che la condanna alla pena di morte è una misura disumana che umilia, in qualsiasi modo venga perseguita, la dignità personale. È in sé stessa contraria al Vangelo… È necessario ribadire pertanto che, per quanto grave possa essere stato il reato commesso, la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona». Questo tema dovrebbe trovare nel Catechismo della Chiesa cattolica uno spazio più adeguato e coerente: è quanto ha affermato papa Francesco l’11 ottobre, intervenendo all’incontro promosso dal Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione nel 25° anniversario della firma da parte di Giovanni Paolo II della costituzione apostolica Fidei depositum, il testo che accompagnava l’uscita del Catechismo della Chiesa cattolica nel 1992. L’affermazione sulla necessità di un aggiornamento del Catechismo su questo punto, che era già stato rivisto nel 1997 in occasione della promulgazione dell’edizione tipica latina, è spiegata in base alla considerazione che «non si può conservare la dottrina senza farla progredire né la si può legare a una lettura rigida e immutabile, senza umiliare l’azione dello Spirito Santo».

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Documenti, 2018-17

Una Chiesa cattolica unita in Cina

Messaggio ai cattolici cinesi e alla Chiesa universale

Francesco

Con l’Accordo provvisorio tra la Santa Sede e la Repubblica popolare cinese sulla nomina dei vescovi firmato a Pechino il 22 settembre (cf. in questo numero a p. 526), che è «frutto del lungo e complesso dialogo istituzionale della Santa Sede con le autorità governative cinesi, inaugurato già da san Giovanni Paolo II e proseguito da papa Benedetto XVI», la Santa Sede «altro non aveva – e non ha – in animo se non di realizzare le finalità spirituali e pastorali proprie della Chiesa, e cioè sostenere e promuovere l’annuncio del Vangelo, e raggiungere e conservare la piena e visibile unità della comunità cattolica in Cina». Questo è il significato dell’Accordo provvisorio, che papa Francesco ha spiegato in un Messaggio ai cattolici cinesi e alla Chiesa universale inviato a pochi giorni di distanza, il 26 settembre. Ai cattolici cinesi delle due comunità, quella cosiddetta «ufficiale» e quella cosiddetta «clandestina», che adesso possono riunirsi nel comune riconoscimento della «piena comunione con la Chiesa universale e con il Successore di Pietro», Francesco chiede ora di «farsi artefici di riconciliazione»; e ai cattolici di tutto il mondo di «riconoscere tra i segni dei nostri tempi quanto sta accadendo oggi nella vita della Chiesa in Cina».

Documenti, 2018-17

Episcopalis communio

Costituzione apostolica sul Sinodo dei vescovi

Francesco

Con la costituzione apostolica di papa Francesco Episcopalis communio sul Sinodo dei vescovi, pubblicata il 18 settembre 2018, si rafforza ulteriormente l’impronta sinodale impressa dall’attuale pontificato alla Chiesa cattolica, con modifiche che rappresentano «una vera e propria rifondazione dell’organismo sinodale» (card. Lorenzo Baldisseri, conferenza stampa di presentazione del testo). E questo sulla base della convinzione di Francesco che, benché sia un organismo costituito di vescovi, «il Sinodo non vive… separato dal resto dei fedeli. Esso, al contrario, è uno strumento adatto a dare voce all’intero popolo di Dio proprio per mezzo dei vescovi». Tra le principali novità: da ora «se approvato espressamente dal romano pontefice, il documento finale partecipa del magistero ordinario del successore di Pietro»; la fase preparatoria, con la consultazione del popolo di Dio che abbiamo visto per la prima volta con il Sinodo del 2014, e la fase attuativa diventano parte integrante del Sinodo; viene introdotta la possibilità di Sinodi condotti in più fasi. Si preannuncia la pubblicazione di un’istruzione sulla celebrazione delle assemblee sinodali e sull’attività della Segreteria generale, e di un Regolamento per lo svolgimento di ogni assemblea.

Documenti, 2018-17

Ai mafiosi dico: convertitevi al vero Dio!

Visita pastorale alle diocesi di Piazza Armerina e di Palermo nel 25° della morte di don Pino Puglisi

Francesco

La visita pastorale di papa Francesco alle diocesi di Piazza Armerina e di Palermo il 15 settembre ha avuto come occasione il 25° anniversario della morte di don Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993. Un’altra tappa del pellegrinaggio tra i testimoni della Chiesa italiana (come don Lorenzo Milani, don Primo Mazzolari, p. Pio da Pietrelcina, don Zeno Saltini). Al centro della visita a Piazza Armerina le piaghe della Chiesa e della società («sottosviluppo sociale e culturale; sfruttamento dei lavoratori e mancanza di dignitosa occupazione per i giovani; migrazione di interi nuclei familiari; usura; alcolismo e altre dipendenze; gioco d’azzardo; sfilacciamento dei legami familiari»), a Palermo la piaga della mafia. Se il 21 giugno 2014 aveva affermato che i mafiosi sono scomunicati, in questo viaggio a Palermo – pur ribadendo che «chi è mafioso non vive da cristiano» e «bestemmia con la vita il nome di Dio amore» – ha posto l’accento sul tema della conversione: «Ai mafiosi dico: cambiate, fratelli e sorelle! Smettete di pensare a voi stessi e ai vostri soldi… Convertitevi al vero Dio di Gesù Cristo, cari fratelli e sorelle! Io dico a voi, mafiosi: se non fate questo la vostra stessa vita andrà persa e sarà la peggiore delle sconfitte».