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Documenti, 19/2017, 01/11/2017, pag. 577

Il Catechismo condanni la pena di morte

Ai partecipanti all’incontro promosso dal Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione

Francesco

«Si deve affermare con forza che la condanna alla pena di morte è una misura disumana che umilia, in qualsiasi modo venga perseguita, la dignità personale. È in sé stessa contraria al Vangelo… È necessario ribadire pertanto che, per quanto grave possa essere stato il reato commesso, la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona». Questo tema dovrebbe trovare nel Catechismo della Chiesa cattolica uno spazio più adeguato e coerente: è quanto ha affermato papa Francesco l’11 ottobre, intervenendo all’incontro promosso dal Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione nel 25° anniversario della firma da parte di Giovanni Paolo II della costituzione apostolica Fidei depositum, il testo che accompagnava l’uscita del Catechismo della Chiesa cattolica nel 1992. L’affermazione sulla necessità di un aggiornamento del Catechismo su questo punto, che era già stato rivisto nel 1997 in occasione della promulgazione dell’edizione tipica latina, è spiegata in base alla considerazione che «non si può conservare la dottrina senza farla progredire né la si può legare a una lettura rigida e immutabile, senza umiliare l’azione dello Spirito Santo».

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Documenti, 2018-13

Al popolo di Dio che è in Cile

Lettera dopo l’incontro con i vescovi cileni a Roma sullo scandalo delle violenze sessuali su minori

Francesco

Dopo aver scritto ai vescovi (Regno-doc. 11,2018,357), il papa il 6 giugno scorso ha rivolto (in spagnolo) una lunga lettera Al popolo di Dio pellegrino in Cile (con data 31 maggio; cf. Regno-att. 10,2018,336). Immediato il raffronto con la Lettera ai cattolici d’Irlanda firmata da Benedetto XVI per la crisi nell’Isola del 2010. Allora il fulcro era sul pentimento e sulla conversione interiore; oggi è sul «popolo di Dio», anche a motivo del diverso contesto di molte delle violenze cilene. «Ogni volta che cerchiamo di soppiantare, tacitare, annichilire, ignorare, ridurre a piccole élite il popolo di Dio nella sua totalità… costruiamo comunità… senza radici, senza storia, senza volto, senza memoria…; la lotta contro una cultura dell’abuso richiede di rinnovare questa certezza». Per questo occorre ripartire da una «Chiesa con stile sinodale» che metta Gesù al centro e crei spazi d’«ascolto», soprattutto per le vittime, «in cui non si confonda un atteggiamento critico e interlocutorio con il tradimento». Per questo – dice il papa, forse anche ridimensionando la questione delle dimissioni episcopali – «il rinnovamento della gerarchia ecclesiale di per sé non produce la trasformazione a cui ci spinge lo Spirito Santo», che invece chiede uno sguardo attento alla giustizia, che fa «guardare ai problemi senza rimanervi imprigionati».

Documenti, 2018-13

Camminare, pregare, lavorare insieme

Nel 70° della fondazione del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC)

Olav Fykse Tveit, Agnes Abuom, papa Francesco

Il 21 giugno papa Francesco, accogliendo l’invito del segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC) Olav Fykse Tveit e della moderatrice del Comitato centrale del CEC Agnes Abuom, ha compiuto un pellegrinaggio ecumenico a Ginevra, sede del CEC, in occasione del 70° anniversario della sua fondazione, che avvenne ad Amsterdam il 23 agosto 1948. Al CEC, un’unione fraterna di Chiese costituita oggi da 348 membri di tradizione prevalentemente protestante, anglicana e ortodossa, la Chiesa cattolica partecipa come osservatrice, mentre è membro a pieno titolo della commissione teologica Fede e costituzione e della Commissione missione mondiale ed evangelizzazione (CWME). Il pellegrinaggio, che aveva come motto «Camminando, pregando e lavorando insieme», ha avuto come momenti centrali una preghiera ecumenica e un incontro presso il CEC, durante il quale il segretario Tveit ha detto a Francesco che «la sua leadership è un segno forte di come possiamo trovare espressioni di questa unità nella diakonia e nella missione». Mentre il papa si è richiamato al DNA missionario del movimento ecumenico, affermando: «Come alle origini l’annuncio segnò la primavera della Chiesa, così l’evangelizzazione segnerà la fioritura di una nuova primavera ecumenica».

Attualità, 2018-12

Chiesa cattolica - Antisemitismo: ricordati!

Francesco

Per quanto riguarda la posizione della Chiesa cattolica sull’antisemitismo riportiamo qui il discorso che papa Francesco ha rivolto nella Sala clementina il 29 gennaio scorso ai partecipanti alla Conferenza internazionale sulla responsabilità degli stati, istituzioni e individui nella lotta all’antisemitismo nell’area dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE; https://bit.ly/2l2FgbJ).