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Documenti, 7/2017, 01/04/2017, pag. 224

Contro le mafie: memoria e impegno

Sergio Mattarella, Luigi Ciotti

«C’è bisogno di uscire dall’io per riorganizzare il noi. Ci vuole un impegno collettivo. Non rassegniamoci! Alla corruzione, alle mafie, alla povertà, alle disuguaglianze… Non basta indignarci, dobbiamo impegnarci tutti!» (don Ciotti). A partire dal 2017 lo stato italiano ha istituito, con la Legge n. 20 dell’8.3.2017, la «Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie», fissandola al 21 marzo e ufficializzando così una manifestazione organizzata ogni anno dalle associazioni «Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie» e «Avviso pubblico. Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie» (giunta quest’anno alla 22a edizione). L’evento si è svolto a Locri, in Calabria, dal 19 al 21 marzo, e ha visto tra gli interventi più significativi quello del presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, a sua volta familiare di una vittima della mafia (il fratello Piersanti era presidente della Regione Sicilia nel 1980, quando venne ucciso); e quello di don Luigi Ciotti, presidente di Libera. «Accanto agli strumenti della prevenzione e della repressione, bisogna perfezionare quelli per prosciugare le paludi dell’inefficienza, dell’arbitrio, del clientelismo, del favoritismo, della corruzione, della mancanza di stato, che sono l’ambiente naturale in cui le mafie vivono e prosperano» (Mattarella).

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