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Documenti, 11/2018, 01/06/2018, pag. 329

La sinodalità nella Chiesa

Commissione teologica internazionale

Pubblicato il 3 maggio, il documento della Commissione teologica internazionale su La sinodalità nella vita e nella missione della Chiesa vuole sviluppare il fondamento teologico di uno dei filoni principali dell’azione riformatrice del pontificato di Francesco: quello della sinodalità come «dimensione costitutiva» o DNA della Chiesa – e presente già nell’esortazione programmatica Evangelii gaudium (2013) e nel Discorso di papa Francesco nella commemorazione del 50° anniversario dell’istituzione del Sinodo dei vescovi (2015) –. Un tema al tempo stesso di primario interesse ecumenico, come dimostrano i dialoghi teologici in corso con le Chiese ortodosse e con il Consiglio ecumenico delle Chiese. L’approfondimento del tema ha occupato la Commissione nel corso del suo nono quinquennio (è stata fondata nel 1969), ed è stato portato avanti da una sottocommissione presieduta da mons. M.Á. Flores Ramos. Il papa ha dato parere favorevole alla pubblicazione il 2 marzo. Nei quattro capitoli si delinea il rinnovamento necessario nel senso dell’ecclesiologia di comunione, per superare paradigmi ancora presenti nella cultura ecclesiastica quali «la concentrazione della responsabilità della missione nel ministero dei pastori; l’insufficiente apprezzamento della vita consacrata e dei doni carismatici; la scarsa valorizzazione dell’apporto specifico e qualificato, nel loro ambito di competenza, dei fedeli laici e tra essi delle donne».

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Documenti, 2014-19

Il sensus fidei nella vita della Chiesa

Commissione teologica internazionale
La recente consultazione delle Chiese particolari in vista del Sinodo straordinario sulla famiglia «poggia sulla convinzione che l’insieme del popolo di Dio, in virtù del senso della fede, è atto a discernere quali sono le vie del Vangelo per oggi». Si occupa di tale «istinto soprannaturale» l’ultimo documento della Commissione teologica internazionale (CTI) – dal titolo Il sensus fidei nella vita della Chiesa –, presentato in giugno su L’Osservatore romano (20-21.6.2014). Esso «risponde a un duplice obiettivo», scrive il segretario della CTI, p. Bonino. «In primo luogo, fa il punto teologico su una nozione tradizio- nale che è stata rivalutata dal Vaticano II. (...) Il secondo obiettivo è quello di proporre criteri per discernere il sensus fideliun autentico e scartarne le contraffazioni». Il documento si articola in quattro capitoli: le fonti bibliche e la storia della nozione (I); la natura e le manifestazioni del sensus fidei della comunità ecclesiale e di ogni singolo credente, nella misura in cui partecipa alla vita della Chiesa (II-III); i criteri per il discernimento di un esercizio autentico del sensus fidei (IV) e l’applicazione della criteriologia a «due realtà importanti»: la religiosità popolare e l’opinione pubblica nella Chiesa.
Documenti, 2014-3

Il monoteismo cristiano contro la violenza

Commissione teologica internazionale
«In quale modo la teologia cattolica può confrontarsi criticamente con l’opinione culturale e politica che stabilisce un intrinseco rapporto fra monoteismo e violenza? In quale modo la purezza religiosa della fede nell’unico Dio può essere riconosciuta come principio e fonte dell’amore fra gli uomini?». Si confronta con questa duplice domanda il documento Dio Trinità, unità degli uomini. Il monoteismo cristiano contro la violenza, pubblicato il 16 gennaio dopo un lavoro condotto nell’arco del quinquennio 2009-2013 da una sottocommissione della Commissione teologica internazionale, l’organismo costituito all’interno della Congregazione per la dottrina della fede per aiutare la Santa Sede nell’esame delle questioni dottrinali di maggior importanza. I teologi che hanno elaborato il documento riespongono l’autentica comprensione della confessione trinitaria del Dio unico e mostrano come la rivelazione di Gesù Cristo – che manifesta l’amore di Dio – neutralizzi la giustificazione religiosa della violenza.
Documenti, 2012-21

Per l’Anno della fede: catechesi e teologia

Benedetto XVI; Commissione teologica internazionale
Prendendo la parola nel corso dell’ultima congregazione generale della XIII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi (27.10.2012), Benedetto XVI ha annunciato un ulteriore cambiamento nelle competenze dei dicasteri della curia romana, anche se a tutt’oggi non è ancora stato pubblicato il provvedimento che lo formalizza. Il cambiamento ruota attorno alla Congregazione per il clero, guidata dal card. Piacenza, che riceve da quella per l’Educazione cattolica la materia dei seminari e cede al Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione la materia della catechesi, che del resto era già trattata da una «sezione» specifica entro il precedente dicastero. Si tratta in quest’ultimo caso di una conferma dell’investimento di Benedetto XVI sul dicastero affidato a mons. Fisichella, oltre che della presa d’atto che la «formazione religiosa dei fedeli di ogni età e condizione» non è più compito prevalente dei chierici, come lasciava intendere l’art. 94 della cost. ap. Pastor bonus (1988). Di seguito i passaggi salienti del suo intervento (www.vatican.va). ochi giorni prima (16.10.2012), in tema di Anno della fede e di nuova evangelizzazione si era pronunciata la Commissione teologica internazionale, con un Messaggio centrato sulla consapevolezza che la teologia, fides quaerens intellectum, «non esiste che in relazione al dono della fede. Essa presuppone la verità della fede e si propone di manifestarne “le imperscrutabili ricchezze” (Ef 3, 8) per la gioia spirituale di tutta la comunità dei credenti e il servizio della sua missione evangelizzatrice». Anche di questo breve documento pubblichiamo qui alcuni stralci (www.vatican.va).