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Documenti, 11/2018, 01/06/2018, pag. 380

Risposta al questionario sui giovani

Conferenza dei vescovi di Francia

«Questa generazione, con una grande sete di preghiera e di spiritualità, può essere probabilmente definita “mistica”». Così i vescovi francesi, nella loro Risposta al questionario del documento preparatorio per la XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi su «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale», pubblicata il 7 novembre 2017, descrivono in un’immagine i giovani francesi, sintetizzando i 110 contributi pervenuti da 69 diocesi, 18 comunità, 6 movimenti e 15 istituti scolastici cattolici. Il quadro delineato dalla Conferenza episcopale francese offre alcune conferme e alcune sorprese. Alcuni tratti della generazione giovanile ripresentano caratteristiche incontrate anche nelle risposte di altri episcopati europei, come quello tedesco e quello spagnolo (cf. Regno-doc. 3,2018,123 e 134): l’attesa di una Chiesa che li ascolti, li accompagni, che sia trasparente e inclusiva e che li responsabilizzi. «In sintesi molti giovani esprimono una visione della Chiesa non istituzionale ma relazionale». Ma il contesto francese, pur caratterizzato da laicità e forte secolarizzazione, consente anche di costatare «una certa ripresa spirituale e religiosa nei giovani francesi», grazie anche a esperienze forti come Taizé e Lourdes e a movimenti come lo scoutismo.

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Documenti, 2015-36

La cremazione: riflessioni liturgiche

Servizio nazionale di pastorale liturgica e sacramentale della Conferenza dei vescovi di Francia
La pastorale delle esequie si trova in questi anni sfidata dalle evoluzioni in corso nella nostra società. «Innanzitutto, il modo di affrontare e trattare la morte e i suoi riti si è sempre più professionalizzato», perché oggi sono spesso le imprese di onoranze funebri che «si occupano dello svolgimento complessivo del processo funerario». L’altra importante evoluzione riguarda «l’aumento delle richieste di cremazione». Questi due fenomeni stanno profondamente cambiando lo svolgimento tradizionale delle esequie. «Come si deve porre la Chiesa in questo nuovo scenario? Come tener conto di questa nuova cultura della morte e dei fini ultimi per annunciarvi la buona novella della salvezza in Gesù morto e risorto?». Sono alcuni degli interrogativi con i quali si confronta questo studio elaborato da un gruppo di lavoro del Servizio nazionale di pastorale liturgica e sacramentale della Conferenza dei vescovi di Francia, pubblicato lo scorso anno. Come celebrare una liturgia esequiale al crematorio, o in chiesa in presenza di un’urna cineraria? Quali riti e quali segni sono adeguati? Il testo presenta un’analisi svolta in 13 diocesi francesi e offre alcune riflessioni pastorali su questioni emergenti, proponendo in conclusione anche due schemi possibili di celebrazione liturgica.
Documenti, 2014-9

Consultazione sulla famiglia: una sintesi

Conferenza dei vescovi di Francia
Sono state raccolte «oltre 2.000 pagine, in prevalenza sintesi provenienti da 83 diocesi e da movimenti e gruppi, ma anche contributi personali, per preparare la sintesi nazionale inviata a Roma». Queste le cifre riportate lo scorso 20 febbraio da mons. Pierre-Marie Carré, vicepresidente della Conferenza dei vescovi di Francia, nella presentazione della stessa sintesi, da lui firmata. Ne emerge anzitutto la richiesta di strumenti adeguati a sostenere le famiglie – soprattutto nelle crisi – e l’evidenza di uno «scarto» sensibile tra la vita dei fedeli e le indicazioni del magistero (i cui testi sono giudicati «normalmente lunghi e complessi»). «Molti fanno notare che Gesù ha parole molto più severe sul denaro e il suo utilizzo che sulla sessualità» e ritengono importante far conoscere la «legge della gradualità». Non mancano un accenno al confronto con la legislazione civile, che in Francia «ha moltiplicato le leggi chiaramente in contrasto con le posizioni della Chiesa cattolica», e all’urgenza di farsi carico del diffuso giudizio negativo secondo il quale la Chiesa condannerebbe la sessualità.
Documenti, 2013-17

Dopo la legge sul matrimonio omosessuale

Commissione Famiglia e società della Conferenza dei vescovi di Francia
Preso atto che l’approvazione del progetto di legge sull’apertura dell’istituto matrimoniale a coppie dello stesso sesso nell’aprile scorso non rifletteva la propria visione, la Conferenza dei vescovi di Francia «ha invitato i cattolici a comportarsi come cittadini che in democrazia assumono una posizione minoritaria». Nel documento, a firma della Commissione Famiglia e società, Continuiamo nel dialogo, reso noto in maggio, non solo ribadiscono la propria posizione, ma fanno il punto su come procedere. Essi prendono atto che continuando a riflettere «sulle nostre visioni del mondo e le loro conseguenze per la vita di tutti e particolarmente dei più vulnerabili fra di noi», si possono trovare nuovi spunti di convergenza con i tanti che, pur favorevoli alla nuova legge, hanno «espresso l’auspicio che si tenga in maggiore considerazione il superiore interesse della prole». I vescovi concludono il testo con l’invito ai cattolici di dare prova «di maturità spirituale» non solo pronunciando «parole per esprimere una convinzione » ma soprattutto mettendo in atto «la testimonianza e l’impegno di una vita al servizio del prossimo, nutrita dalla fede in Cristo».