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Documenti, 5/2018, 01/03/2018, pag. 137

Veritatis gaudium

Costituzione apostolica circa le università e le facoltà ecclesiastiche

Francesco

È stata pubblicata il 29 gennaio la costituzione apostolica Veritatis gaudium, che, sottolinea papa Francesco nel proemio, ha lo scopo di rilanciare gli «studi ecclesiastici nel contesto della nuova tappa della missione della Chiesa, marcata dalla testimonianza della gioia che scaturisce dall’incontro con Gesù», e di renderli più adeguati alle mutate condizioni della contemporaneità, sulla scia del Vaticano II e aggiornando la costituzione Sapientia christiana di Giovanni Paolo II del 1979. Suddiviso in quattro parti – oltre al «Proemio», una contenente le «Norme comuni», una dedicata alle «Norme speciali» e un’ultima alle «Norme finali» –, più svariate appendici, il testo affronta i numerosi aspetti che interessano la fondazione e gestione degli istituti ecclesiastici preposti alla formazione di quanti dovranno insegnare nei seminari e nelle università pontificie: dalla natura e finalità delle università e facoltà ecclesiastiche al ruolo dei docenti, dai gradi accademici all’amministrazione economica, passando per l’ordinamento degli studi e la puntuale definizione di norme peculiari per alcune facoltà (come quelle di teologia), «attesa la loro particolare natura e importanza nella Chiesa». Oltre al testo della Veritatis gaudium sono allegate anche le «Norme applicative» per la sua fedele esecuzione, redatte dalla Congregazione per l’educazione cattolica a norma dell’art. 10 della stessa costituzione apostolica. Con questo documento cadono le norme che prevedevano l’esclusione delle donne dai luoghi accademici istituzionali nei quali siano presenti seminaristi.

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Documenti, 2018-17

Una Chiesa cattolica unita in Cina

Messaggio ai cattolici cinesi e alla Chiesa universale

Francesco

Con l’Accordo provvisorio tra la Santa Sede e la Repubblica popolare cinese sulla nomina dei vescovi firmato a Pechino il 22 settembre (cf. in questo numero a p. 526), che è «frutto del lungo e complesso dialogo istituzionale della Santa Sede con le autorità governative cinesi, inaugurato già da san Giovanni Paolo II e proseguito da papa Benedetto XVI», la Santa Sede «altro non aveva – e non ha – in animo se non di realizzare le finalità spirituali e pastorali proprie della Chiesa, e cioè sostenere e promuovere l’annuncio del Vangelo, e raggiungere e conservare la piena e visibile unità della comunità cattolica in Cina». Questo è il significato dell’Accordo provvisorio, che papa Francesco ha spiegato in un Messaggio ai cattolici cinesi e alla Chiesa universale inviato a pochi giorni di distanza, il 26 settembre. Ai cattolici cinesi delle due comunità, quella cosiddetta «ufficiale» e quella cosiddetta «clandestina», che adesso possono riunirsi nel comune riconoscimento della «piena comunione con la Chiesa universale e con il Successore di Pietro», Francesco chiede ora di «farsi artefici di riconciliazione»; e ai cattolici di tutto il mondo di «riconoscere tra i segni dei nostri tempi quanto sta accadendo oggi nella vita della Chiesa in Cina».

Documenti, 2018-17

Episcopalis communio

Costituzione apostolica sul Sinodo dei vescovi

Francesco

Con la costituzione apostolica di papa Francesco Episcopalis communio sul Sinodo dei vescovi, pubblicata il 18 settembre 2018, si rafforza ulteriormente l’impronta sinodale impressa dall’attuale pontificato alla Chiesa cattolica, con modifiche che rappresentano «una vera e propria rifondazione dell’organismo sinodale» (card. Lorenzo Baldisseri, conferenza stampa di presentazione del testo). E questo sulla base della convinzione di Francesco che, benché sia un organismo costituito di vescovi, «il Sinodo non vive… separato dal resto dei fedeli. Esso, al contrario, è uno strumento adatto a dare voce all’intero popolo di Dio proprio per mezzo dei vescovi». Tra le principali novità: da ora «se approvato espressamente dal romano pontefice, il documento finale partecipa del magistero ordinario del successore di Pietro»; la fase preparatoria, con la consultazione del popolo di Dio che abbiamo visto per la prima volta con il Sinodo del 2014, e la fase attuativa diventano parte integrante del Sinodo; viene introdotta la possibilità di Sinodi condotti in più fasi. Si preannuncia la pubblicazione di un’istruzione sulla celebrazione delle assemblee sinodali e sull’attività della Segreteria generale, e di un Regolamento per lo svolgimento di ogni assemblea.

Documenti, 2018-17

Ai mafiosi dico: convertitevi al vero Dio!

Visita pastorale alle diocesi di Piazza Armerina e di Palermo nel 25° della morte di don Pino Puglisi

Francesco

La visita pastorale di papa Francesco alle diocesi di Piazza Armerina e di Palermo il 15 settembre ha avuto come occasione il 25° anniversario della morte di don Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993. Un’altra tappa del pellegrinaggio tra i testimoni della Chiesa italiana (come don Lorenzo Milani, don Primo Mazzolari, p. Pio da Pietrelcina, don Zeno Saltini). Al centro della visita a Piazza Armerina le piaghe della Chiesa e della società («sottosviluppo sociale e culturale; sfruttamento dei lavoratori e mancanza di dignitosa occupazione per i giovani; migrazione di interi nuclei familiari; usura; alcolismo e altre dipendenze; gioco d’azzardo; sfilacciamento dei legami familiari»), a Palermo la piaga della mafia. Se il 21 giugno 2014 aveva affermato che i mafiosi sono scomunicati, in questo viaggio a Palermo – pur ribadendo che «chi è mafioso non vive da cristiano» e «bestemmia con la vita il nome di Dio amore» – ha posto l’accento sul tema della conversione: «Ai mafiosi dico: cambiate, fratelli e sorelle! Smettete di pensare a voi stessi e ai vostri soldi… Convertitevi al vero Dio di Gesù Cristo, cari fratelli e sorelle! Io dico a voi, mafiosi: se non fate questo la vostra stessa vita andrà persa e sarà la peggiore delle sconfitte».