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Documenti, 1/2019

La buona politica è al servizio della pace

Messaggio per la celebrazione della 52° Giornata mondiale della pace

Francesco

Entra su un tema non molto frequentato da papa Francesco (come precedente si può ricordare l’incontro con i cittadini di Cesena, cf. Regno-doc. 17,2017,535), ma di attualità ovunque, il Messaggio pubblicato il 18 dicembre in vista della 52a Giornata mondiale della pace, che si celebra il 1° gennaio 2019. È intitolato La buona politica è al servizio della pace, e tratta della funzione e della responsabilità della politica, che «se attuata nel rispetto fondamentale della vita, della libertà e della dignità delle persone… può diventare veramente una forma eminente di carità», innestandosi sugli insegnamenti di Giovanni XXIII, Paolo VI e Benedetto XVI.

L’attualità del messaggio – e una ricapitolazione di attenzioni centrali del pontificato – emerge soprattutto laddove si considerano i vizi della politica, tali da mettere a rischio la pace sociale: «La corruzione…, la negazione del diritto, il non rispetto delle regole comunitarie, l’arricchimento illegale, la giustificazione del potere mediante la forza… la xenofobia e il razzismo, il rifiuto di prendersi cura della Terra, lo sfruttamento illimitato delle risorse naturali in ragione del profitto immediato, il disprezzo di coloro che sono stati costretti all’esilio». La visione cristiana di fraternità universale della famiglia umana porta il papa a rigettare anche gli «atteggiamenti di chiusura o nazionalismi» che si radicano «nella paura dell’altro o dell’estraneo, nell’ansia di perdere i propri vantaggi».

Rendiconto 2017

CEI – Sostentamento del clero

Conferenza episcopale italiana

È uscito a fine 2018 il Notiziario CEI che contiene il rendiconto delle somme dell’otto per mille che i contribuenti hanno destinato alla Chiesa cattolica pagando le tasse nel 2017 (redditi 2016). Come previsto dalla legge 222 del 20.5.1985 – «Disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi» – che concretizza l’Accordo di revisione del Concordato lateranense (18.2.1984) e le Norme circa gli enti e i beni ecclesiastici in Italia (15.11.1984), il Rendiconto viene approvato dall’Assemblea generale della CEI di maggio – in questo caso la LXX (22-25.5.2017) –. Il 35% del miliardo di euro che i contribuenti affidano alla Chiesa italiana va al sostentamento del clero e circa il 39% alle «esigenze di culto» (nuove chiese, tribunali ecclesiastici, esigenze pastorali nazionali e locali), mentre il rimanente 26% va a iniziative caritative sia nazionali sia internazionali. Per un quadro d’insieme sulla consistenza dell’otto per mille e sulle sue destinazioni, cf. Annale Chiesa in Italia 2017-2018, il volume curato dalla redazione, che è attualmente in corso di stampa.

Cattolici in Medio Oriente dopo l’ISIS

Consiglio dei patriarchi cattolici d’Oriente

«I nostri paesi hanno e avranno un corso e un futuro solo nel rispetto dei diritti di tutti i cittadini». Dal 26 al 30 novembre si è tenuta la 26a Conferenza del Consiglio dei patriarchi cattolici d’Oriente, per la prima volta a Baghdad, in quell’Iraq uscito un anno fa dal sanguinoso conflitto con il sedicente Stato islamico (2014-2017).

Nel Comunicato finale che qui pubblichiamo (30 novembre), i patriarchi cattolici mediorientali esaminano la situazione delle comunità cristiane dei paesi che rappresentano: Iraq, Siria, Libano, Palestina, Giordania, Egitto. Dove oltre alla distruzione provocata dalla guerra permane la piaga dell’«emorragia dell’emigrazione», che colpendo in prevalenza le generazioni giovani minaccia il futuro della regione e la presenza cristiana in Oriente.

Concentrandosi in particolare sulla questione giovanile, che è stata anche al centro del recente Sinodo, i leader cattolici del Medio Oriente chiedono aiuto perché siano ripristinate le condizioni di stabilità che consentano ai giovani di resistere e avere un futuro nella propria terra, soprattutto facendo leva sul principio dell’uguaglianza di tutti i cittadini e della libertà religiosa, come già invocato nella lettera pastorale di maggio I cristiani d’Oriente oggi (cf. Regno-doc. 13,2018,393).

Camminare insieme sulla strada

III Commissione internazionale anglicana - cattolica romana (ARCIC III)

È stata completata a Erfurt, in Germania, nel maggio 2017 e pubblicata il 2 luglio 2018 la Dichiarazione concordata della III Commissione internazionale anglicana - cattolica romana (ARCIC III) intitolata Camminare insieme sulla strada. Imparare a essere la Chiesa – Locale, regionale, universale. Si tratta del primo rapporto dalla costituzione dell’ARCIC III nel 2011, ma dell’undicesimo dall’inizio del dialogo ecumenico tra anglicani e cattolici, nel 1966. Dal precedente, quello su Maria del 2004, erano trascorsi 13 anni.

Questa fase del dialogo è per la prima volta impostata sul metodo dell’«ecumenismo recettivo», che consiste nel «discernere ciò che appare essere stato trascurato o sottosviluppato nella propria tradizione, (e) … chiedersi se questi elementi sono sviluppati meglio nell’altra tradizione». Un approccio che «richiede una franca valutazione, il pentimento e il coraggio di guardare lealmente a noi stessi e di imparare dall’altro», come osservano i due co-presidenti nella prefazione. L’oggetto del confronto, in base al mandato affidato all’ARCIC III nel 2011 e a partire dall’avanzato livello di accordo raggiunto dalle precedenti fasi di dialogo, era «la Chiesa come comunione, locale e universale, e il modo in cui in comunione la Chiesa locale e universale riesce a discernere l’insegnamento etico». Su questo secondo aspetto si concentrerà il prossimo rapporto dell’ARCIC III.

Camminare insieme sulla strada. Abbreviazioni e sigle

ARCIC III
        AA = Concilio ecumenico Vaticano II, decreto Apostolicam actuositatem sull’apostolato dei laici, 1965; EV 1/912-1041        Amoris laetitia = Francesco, esort. apost. postsinodale Amoris laetitia sull’amore nella famiglia, 19.3.2016; Regno-doc. 5,2016,129ss        ARCIC = Commissione internazionale...

Camminare insieme sulla strada. Uso dei termini

ARCIC III

Nei rispettivi documenti anglicani e cattolici romani usano a volte gli stessi termini in modi diversi. Per precisione e per facilitarne la comprensione, qui di seguito la Commissione indica il modo in cui li usa.