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Documenti, 7/2019, 01/04/2019, pag. 205

Riforma dello Stato vaticano

Legge sul governo dello Stato della Città del Vaticano

Francesco

Con un motu proprio datato 25 novembre 2018 e pubblicato il 6 dicembre, papa Francesco ha emanato la nuova Legge sul governo dello Stato della Città del Vaticano, che entrerà in vigore il prossimo 7 giugno. Introducendo la nuova disciplina, il papa ha voluto spiegare il senso della riforma, che va nella direzione di completare una riorganizzazione più complessiva del Governatorato, «al fine di renderlo sempre più idoneo alle esigenze attuali, al servizio ecclesiale che è chiamato a prestare alla missione del romano pontefice nel mondo e alla peculiare finalità istituzionale dello Stato della Città del Vaticano».

Il compito era stato affidato al card. Giuseppe Bertello nel 2014; questi, coadiuvato da un’apposita commissione, ha redatto a partire dal 2017 la nuova legge. In sintonia con i principi posti alla base del processo riformatore – razionalizzazione, economicità e semplificazione –, la nuova normativa prevede la riduzione degli organismi operativi: le direzioni da 9 passano a 7, oltre la Specola vaticana quale organismo scientifico, mentre gli uffici centrali scendono a 2. La trasparenza è perseguita con una maggiore e consapevole responsabilità dei dirigenti degli organismi operativi e con l’istituzione di un’Unità di controllo e ispezione nell’ambito del Governatorato. Di seguito proponiamo il testo della legge e la Nota esplicativa pubblicata dalla presidenza del Governatorato.

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Documenti, 2019-13

La preghiera che ci rende fratelli

Francesco; patriarca Daniel di Romania

«Oggi vogliamo elevare insieme, gli uni accanto agli altri, “gettare insieme”, dal cuore del paese, la comune preghiera del Padre nostro. In essa è racchiusa la nostra identità di figli e, oggi in modo particolare, di fratelli che pregano l’uno accanto all’altro» (Francesco). Il Padre nostro non è stato recitato insieme ma separatamente, prima dai cattolici e poi dagli ortodossi, perché in entrambe le confessioni sono presenti delle resistenze all’idea di pregare insieme, e all’ecumenismo più in generale. Tuttavia l’incontro di preghiera nella nuova «cattedrale nazionale» di Bucarest è stato uno dei momenti più intensi del viaggio apostolico di papa Francesco in Romania, dal 31 maggio al 2 giugno. Il discorso di saluto rivoltogli da Daniel, patriarca della Chiesa ortodossa romena, ha evidenziato come la Chiesa di Bucarest e quella di Roma siano vicine in termini di stima e affetto concreto.

Un altro dei momenti più significativi è stato l’incontro del papa con la comunità rom di Blaj, nel quale Francesco ha dichiarato: «Nel cuore porto… un peso. È il peso delle discriminazioni, delle segregazioni e dei maltrattamenti subiti dalle vostre comunità. La storia ci dice che anche i cristiani, anche i cattolici non sono estranei a tanto male. Vorrei chiedere perdono per questo… in nome della Chiesa al Signore e a voi».

Documenti, 2019-13

Communis vita

Lettera apostolica motu proprio con la quale vengono mutate alcune norme del Codice di diritto canonico

Francesco

Con il motu proprio Communis vita, pubblicato il 26 marzo, il papa ha compiuto un altro passo della riforma della vita religiosa che sta realizzando nel suo pontificato (cf. qui a p. 390). Questa volta si tratta di normare quei casi in cui un religioso risulti assente in modo prolungato e illegittimo dal suo istituto di vita consacrata, e risulti irreperibile al suo superiore. Con la modifica al Codice di diritto canonico, introdotta dal presente motu proprio, il superiore trascorsi 12 mesi dalla dichiarazione di irreperibilità, ottenuta la conferma dalla Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica o dal vescovo diocesano secondo i casi, può decretare la dimissione del religioso dall’istituto, a partire dal principio fondamentale che «la vita in comunità è un elemento essenziale della vita religiosa». La modifica – secondo quanto affermato dal segretario della Congregazione mons. José Rodriguez Carballo (Vatican News 10.4.2019), risponde all’esigenza di mettere ordine in questo ambito, «perché un religioso assente illegittimamente continua a essere religioso, e per anni, quindi qualora arrivasse a commettere qualche crimine, per esempio un abuso sessuale, tutto ricadrebbe sull’istituto».

Attualità, 2019-12

Italia - Terzo settore: la riforma che non c’è

Conta la forma giuridica o l’interesse generale? Correttivi in corsa a un dibattito mancato

Francesco Marsico

Tra i lasciti dei governi di centro-sinistra all’attuale maggioranza c’è il nodo della riforma del Terzo settore, il D.lgs. 117/2017. Per la sua attuazione rimangono ancora inevasi importanti provvedimenti – tra cui il fondamentale Registro unico nazionale del Terzo settore.