Edizione 2008
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L'Annale 2008 de Il Regno prosegue l'ormai consolidata tradizione che la rivista ha cominciato nel 1992, quella di affiancare ai materiali informativi e documentari di Regno-attualità, Regno-documenti e, ora, anche del sito www.ilregno.it una più articolata riflessione.
Molto di quanto il lettore troverà nel volume riguarda la sintesi dell’anno 2007. Il duplice racconto cronologico nelle pagine iniziali, delle diocesi e della Santa Sede, mostra la profonda connessione delle Chiese particolari italiane rispetto al magistero del papa. Ma il dato più evidente è il passaggio di testimone alla presidenza della Conferenza episcopale fra il card. Camillo Ruini e il card. Angelo Bagnasco. «L’intensità dei testi ufficiali che alcuni dei protagonisti pronunciano o scrivono per l’occasione dice che si tratta in ogni caso di un passaggio cruciale nell’ancor breve storia della Conferenza episcopale italiana». La lettera con cui il Segretario di stato, card. Tarcisio Bertone, saluta il nuovo presidente e attribuisce al suo ufficio il compito «d’intessere e promuovere le relazioni con gli stati» e gli affari «con i governi civili» conferma il cambiamento auspicato. I saggi e le interpretazioni sono invece finestre aperte anche sul dopo 2007, su alcuni temi che vanno a maturazione nei nostri giorni. Così l’ampio testo di Giacomo Canobbio sui luoghi delle scienze teologiche in Italia, o quello di Enzo Biemmi sui punti non ancora risolti della catechesi, o ancora di Roberto A. Maria Bertacchini sul diaconato e sull’immaginario femminino neotestamentario e di Vinicio Albanesi sul futuro dell’impegno sociale d’ispirazione cristiana. Come preparazione e commento all’anno dedicato ai sacerdoti, può essere letto di saggio di Antonio Torresin. Il duplice modello, profetico e sacerdotale, sembra caratterizzare le diverse generazioni dei presbiteri: quelli conciliari più legati al primo, quelli più giovani legati al secondo. Ambedue sembrano conoscere lo scacco, gravati anche dal forte dispendio di energie nella riconfigurazione delle relazioni fra Chiesa e territorio (unità pastorali e simili). «La comunione possibile, come sempre nel mistero della Chiesa, è più in profondità». «La percezione dei propri limiti spinge ad andare più a fondo, a riconoscere che la sintesi del ministero è data nell’espropriazione anche di ogni carisma». I riferimenti istituzionali, le tabelle sulle diocesi, i rapporti stato-Chiesa, le note sulle associazioni ecclesiali e quelle sulle altre fedi in Italia completano un servizio che è ancora unico nel contesto dell’informazione ecclesiale in Italia.
L'indice
Cronache
Gli avvenimenti maggiori delle Chiese
di Francesco Rossi, Maria Chiara Rioli e Guido Mocellin
Interpretazioni
La catechesi a un bivio? La via italiana del cambiamento
di Enzo Biemmi
La catechesi italiana si trova di fronte a un nuovo bivio? Quale? E che bilancio fare dei quarant'anni del movimento catechistico italiano e del Documento base della catechesi, che lo ha ispirato e sostenuto?
Il presente saggio è un tentativo di fare sintesi di una presa di coscienza crescente nella comunità ecclesiale e nella riflessione catechetica. Va preso come ipotesi di lavoro, abbozzo di un'interpretazione che aiuti a ripensare la pratica catechistica italiana e a ridarle fiducia.
Figure e tappe, novità e contesti delle scienze teologiche in Italia
di Giacomo Canobbio
Il testo tra le mani del lettore suppone le relazioni predisposte dalle singole associazioni (cf. qui a p. 82ss); non vuole quindi né riprodurre quando già scritto né pretendere completezza. L'obiettivo che si prefigge è informativo- descrittivo, pur alludendo in alcuni passaggi alla questione metodologica. Si è inoltre ristretto lo sguardo ai luoghi tipicamente italiani, pur nella consapevolezza che le facoltà teologiche romane vedono sempre di più la presenza di ricercatori italiani e che hanno inciso (incidono) sulla ricerca teologica nel nostro paese.
Protestantesimo: punti di contrasto
di Domenico Segna
Il 2007 ha visto come prima iniziativa da parte della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (FCEI) l'adesione alla moratoria delle esecuzioni capitali. Nel 2007 si è, inoltre, registrata la novità di relazione nei confronti delle Chiese cristiane di diversa confessione da parte del governo Prodi. La Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, svoltasi dal 18 al 25 gennaio, ha avuto come tema di riflessione il versetto vangelico di Marco 7,31-37, «Fa sentire i sordi e fa parlare i muti», ed è stata l'occasione per predisporre da parte delle Chiese evangeliche italiane delle ollette in favore della III Assemblea ecumenica europea – Sibiu (Romania), settembre 2007 – sottolineando, in tal modo, l'importanza che 'evento riveste per esse, specie per quel che riguarda le problematiche legate all'immigrazione.
Diaconia, diaconi e diaconesse: quaestiones disputandae
di Roberto A. Maria Bertacchini
Che il tema della diaconia sia ecclesialmente importante è cosa nota. Che sia discusso anche, e il documento approvato dalla Commissione teologica internazionale (CTI) il 30 settembre 2002 e successivamente pubblicato ne è testimonianza emblematica. Recentemente esso è stato anche specifico oggetto del XXXVIII Incontro di studiosi dell'antichità cristiana organizzato e patrocinato dall'Augustinianum. Vorrei dunque prendere spunto da questo evento per allargare il discorso ad alcune questioni teoretiche e metodologiche che certo non risolvono molte domande in essere, ma che potrebbero aiutare a individuare risposte fin qui non chiarite.
L'osservazione di fondo dalla quale parto, e che argomento, concerne una domanda che troppo spesso non ci si pone (e per molti motivi) in sede accademica: è sempre lecito ricostruire qualche pezzo di storia della Chiesa delle origini trascurando il contesto ecclesiale, ossia l'ecclesiologia primitiva? Se l'idea è che nulla sia cambiato, la risposta è sì. Ma se non è vero che nulla è cambiato, la risposta diventa più problematica.
Preti sul "confine": una parabola compiuta?
di Antonio Torresin
Il cattolicesimo italiano ha conosciuto una figura singolare del ministero, che si gioca in un modo significativo nei luoghi che potremmo chiamare di «confine». Sono i preti sociali, quelli di strada, esposti sul versante della povertà e della marginalità sociale. Oggi però sembrano una «razza in via di estinzione», il cui testimone non pare raccolto dalle giovani generazioni. Perché tale scollamento tra questa forma di esercitare il ministero e i giovani, che oggi sembrano non vivere più il ministero con questo tipo di attenzione? È una parabola compiuta? È una debolezza delle nuove generazioni?
Per entrare nella questione proviamo a percorrere brevemente due approcci: uno che cerca di ricostruire e interpretare la vicenda storica di questi preti di confine, e uno che prova a mettere in relazione due modelli differenti d'interpretazione del ministero.
Futuro sociale: come ridefinire la solidarietà
di Vinicio Albanesi
È utile fare mente locale su che cosa sia successo sul versante del welfare in Italia negli ultimi trent'anni. La data d'inizio del sistema di sicurezza sociale può essere fissata nel 1978, con la riforma della sanità. L'introduzione del servizio sanitario nazionale ha spazzato via per sempre la frammentazione della risposta al bisogno di salute. Ha fissato come esigibile il diritto a essere curati e anche gratuitamente. In quella riforma non fu chiaro quali dovessero essere le competenze sanitarie e assistenziali, tant'è che le prime unità sanitarie avevano competenze anche sociali. Occorrerà attendere il 2000 perché appaia un fondo sociale da affiancare a quello sanitario.
Il nodo vero della non risolta questione sociale è tutto qui. Da oltre trent'anni il diritto all'assistenza non è tale: la risposta sociale è frammentata e altalenante. A volte abbondante, a volte assente; mai stabile, ma soggetta a crisi economiche, a sensibilità personali, a storie territoriali. In ultima analisi la collettività garantisce salute sanitaria e non salute nel senso completo del termine.
Riferimenti istituzionali
Dieci nuovi vescovi ogni cento
di Guido Mocellin
Si avvicina al ventesimo anno il nostro monitoraggio sul complesso dei vescovi italiani e sulle diocesi di cui sono alla guida: Il Regno, inizialmente sulla rivista e poi su questo Annale, vi pone mano dal 1989. Ci dice ogni anno quanti vescovi sono in carica, come va cambiando la loro composizione in virtù delle nuove nomine, dei trasferimenti, delle dimissioni e dei decessi, quali dati caratterizzano la realtà pastorale delle loro diocesi (raccolte in tabelle secondo le sedici regioni ecclesiastiche in cui è divisa la Chiesa cattolica in Italia).
Da Ruini a Bagnasco
di Guido Mocellin
La Conferenza episcopale italiana (CEI) è «l'unione permanente dei vescovi delle Chiese che sono in Italia, i quali per promuovere la vita della Chiesa, sostenere la sua missione evangelizzatrice e sviluppare il suo servizio per il bene del paese esercitano congiuntamente funzioni pastorali e, a norma del diritto, assumono deliberazioni legislative» (Statuto, art. 1).
Nell'arco della sua breve storia si è data 8 statuti.1 Quello in vigore porta la data del 2000 e ne ha significativamente ritoccato il profilo, nel rispetto delle indicazioni del motu proprio di Giovanni Paolo II Apostolos suos (1998).2 Dopo un certo periodo di assestamento, si può dire che dal 2002 la struttura della CEI è tornata a presentare una complessiva stabilità. Ne descriviamo gli elementi portanti.
Chiesa cattolica e stato: ora di religione e otto per mille
di Maria Elisabetta Gandolfi
La consueta carrellata sullo status dell'applicazione delle leggi di ratifica (nn. 206 e 222 del 20.5.1985) dell'Accordo di revisione del Concordato lateranense (18.2.1984) e delle Norme circa gli enti e i beni ecclesiastici in Italia (15.11.1984) è l'oggetto d'indagine del presente capitolo.
A partire dal radicale modificarsi del panorama politico-istituzionale italiano nel corso di più di vent'anni, dall'aprirsi di prospettive di forte confronto tra matrici religiose diverse e da alcuni limiti dell'Accordo, sin da oggi s'intravvede l'opportunità di certi aggiustamenti. Sinora le critiche si sono tuttavia appuntate principalmente attorno all'entità del finanziamento che per il tramite dell'Accordo di revisione del Concordato arriva alla Chiesa cattolica in particolare (ma non solo), e in secondo luogo allo statuto dell'insegnamento della religione cattolica (IRC) in un contesto multiculturale.
Sono le commissioni paritetiche che, dopo aver portato a intese su singoli capitoli del Concordato (beni culturali, assistenza spirituale alla Polizia ecc.) o a chiarimenti su singole difficoltà interpretative o applicative del medesimo, rimangono i luoghi deputati ad aprire un tale dibattito, valutando il percorso sin qui compiuto.
Organismi pastorali o di apostolato: l'anno della famiglia
di Maria Elisabetta Gandolfi
Protagonista dell'anno 2007 sul fronte delle associazioni laicali è stato il Forum delle associazioni familiari, il principale tra i forum tematici legati alla CEI.2 Lo presiede Giovanni Giacobbe, preside della Facoltà di giurisprudenza della Libera università «Maria ss. Assunta» (LUMSA) e membro del Consiglio centrale dell'Unione giuristi cattolici italiani, mentre Giuseppe Barbaro, del Forum regionale della Puglia, e Paola Soave, del Sindacato delle famiglie, lo affiancano come vicepresidenti di un'aggregazione che conta 42 aderenti oltre a circa una ventina di comitati regionali per i diritti della famiglia. Contemporaneamente prende piede un'iniziativa diversa e di altro livello, gestita direttamente dal Forum delle associazioni familiari: si tratta della sottoscrizione di un manifesto, intitolato Più famiglia. Ciò che è bene per la famiglia è bene per il paese, lanciato il 19 marzo dal presidente Giacobbe e aperto alla firma di associazioni e singoli. Il manifesto ha poi avuto la sua massima visibilità pubblica nella manifestazione definita dai media come «Family day» e che ha avuto come protagonisti a Roma il 12 maggio associazioni, famiglie, singoli e politici a dire «no» ai DICO e «sì» alla famiglia basata sul matrimonio.
Confessioni e religioni
Le altre fedi in Italia
di Francesco Rossi
L'elenco che segue raccoglie le principali Chiese e associazioni religiose non cattoliche presenti sul territorio italiano. Prende avvio dalle Chiese cristiane (e tra queste, dalle Chiese nate nell'alveo della Riforma), per passare poi alle altre religioni e chiudere con la sezione «altre denominazioni religiose».
Di ciascun gruppo indichiamo la denominazione, un sintetico profilo, le principali cariche negli organismi che lo rappresentano, le relative sigle quando sono di uso corrente e un riferimento a un sito web quando possibile.
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