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Don Pino Puglisi beato

In occasione della beatificazione del sacerdote di Brancaccio, il Regno propone alcuni testi sulla sua storia e il suo martirio per mano mafiosa.

La beatificazione di don Pino Puglisi

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Il 28 giugno del 2012 venne annunciato il riconoscimento del
«martirio» di Giuseppe Puglisi, prete di Palermo «ucciso in odio alla
fede il 15 settembre 1993». La beatificazione avverrà il 25 maggio 2013.

Giulio Andreotti nelle parole di Baget Bozzo

Offriamo alla lettura l'interpretazione che Gianni Baget Bozzo fece per l'Annale de Il Regno nel 1996 della figura di Andreotti: un destino per la DC e il paese

Andreotti: un destino per la DC e il paese

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Concilio Vaticano II

L'intera collezione dei Servizi speciali de Il Regno (1962-1965)

Un dono a tutti i lettori

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I 50 anni che ci uniscono e ci separano dall’evento conciliare descrivono un tempo lungo per intensità e globalità dei cambiamenti storici intercorsi. Tra tutti basterà citare la caduta del muro di Berlino (1989).

Per la rivista Il Regno si tratta di una memoria e di una storia che l’hanno vista, proprio a partire dal concilio Vaticano II, diventare sempre più fonte, protagonista, interprete della vita della Chiesa.

Dal Concilio Il Regno trae la propria ispirazione, il prisma interpretativo per leggere il presente, lo stile del confronto con il mondo contemporaneo. Siamo oggi sollecitati, in questo, anche dalle parole del papa Benedetto XVI, che nel documento di indizione dell’Anno della fede ricorda come il concilio Vaticano II debba essere riletto e riscoperto come «una grande forza per il sempre necessario rinnovamento della Chiesa» (Porta fidei, n. 5).

Queste parole risuonano tanto più significative nel momento in cui questa stessa Chiesa è chiamata a scegliere il successore di Pietro, che dovrà raccogliere da Benedetto XVI il testimone della riforma incompiuta avviata dal Vaticano II.

In questo spirito desideriamo fare dono a tutti i nostri lettori di qualcosa che crediamo abbia un grande valore storico e documentario: l’intera collezione dei Servizi speciali che Il Regno pubblicò allora con cadenza quindicinale durante le quattro sessioni del Concilio, tra il 1962 e il 1965.

Su www.ilregno.it ecco di nuovo le «Note conciliari» di p. E. Balducci, le cronache delle congregazioni, i commenti, i numeri delle votazioni oltre naturalmente ai documenti approvati: rileggere per comprendere nuovamente.

Prima sessione (1962)

Seconda sessione (1963)

Terza sessione (1964)

Quarta sessione (1965)

Il card. Kasper: un ministero per le donne nella Chiesa

Davanti ai vescovi tedeschi, in una giornata di studio sulla collaborazione tra uomini e donne nella Chiesa, il card. Walter Kasper ha auspicato la riapertura del discorso sul diaconato femminile.
«Non può la Chiesa fare oggi qualcosa di simile a ciò che avveniva nel III-IV secolo, quando ha creato una sorta di ministero sui generis con le diaconesse per i battesimi delle donne adulte? Non si potrebbe quindi oggi, di fronte alle nuove sfide, prevedere un ministero per le donne, che non fosse quello del diacono, ma piuttosto avesse un proprio profilo, come in passato?».
Il cardinale e teologo tedesco Walter Kasper ha recentemente proposto ai suoi confratelli una riflessione sulla corresponsabilità delle donne nella Chiesa, immaginando la possibilità di un ministero ad hoc per le donne come avveniva nella Chiesa delle origini.
Un'anticipazione dall'ultimo numero de Il Regno, che sarà on-line nelle prossime ore.

Il nuovo vescovo di Roma sul vescovo come servitore della comunione

Dagli archivi del Regno, la riflessione del card. Jorge Mario Bergoglio nel Sinodo del 2001 su "Il vescovo: servitore del Vangelo di Gesù Cristo per la speranza del mondo".
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Nel 2001 si tenne a Roma la X Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, la prima del dopo-giubileo, dove i vescovi del mondo erano chiamati a riflettere sulla figura del vescovo nella Chiesa del nuovo millennio, a valle dei Sinodi continentali che si erano tenuti tra il 1994 e il 1999 e delle linee programmatiche indicate da Giovanni Paolo II nella Novo millennio ineunte.

Il card. Jorge Mario Bergoglio, che nel primo saluto dopo la sua elezione ha parlato di se stesso come del "vescovo di Roma", aveva il ruolo di relatore aggiunto. Nella relazione "post disceptationem" raccoglieva il dibattito dell'assemblea nel senso di "delineare il profilo dell'immagine del vescovo di cui la Chiesa ha bisogno per compiere la sua missione all'inizio di questo millennio".

"Tutti i vescovi – affermava – uniti a tutta la Chiesa, riconoscono nel vescovo di Roma, successore di Pietro, il principio e il fondamento visibile dell'unità nella fede e della comunione".

Questa è l'immagine del vescovo di cui la Chiesa ha bisogno nel terzo millennio: uomo di preghiera, povero per il Regno, amante dei poveri, "uomo di Dio in cammino col suo popolo, uomo di comunione e missionarietà, uomo di speranza servitore del Vangelo per la speranza del mondo". Alcuni di questi termini li abbiamo sentiti risuonare nelle prime parole di papa Francesco.

La vigilia del conclave sul Regno

Dagli archivi della rivista Il Regno una selezione dei testi più importanti dei cardinali considerati "papabili" alla vigilia.

Il card. Angelo Scola sul concilio Vaticano II

Nello scorso ottobre, il card. Scola ha tenuto la prolusione d’apertura – intitolata Dagli albori all’apertura del Concilio. Note per una lettura del Vaticano II – al Convegno internazionale «Il concilio ecumenico Vaticano II alla luce degli archivi dei padri conciliari», promosso dal Pontificio comitato di scienze storiche in collaborazione col Centro studi e ricerche «Concilio Vaticano II» della Pontificia università lateranense.

L’intenzione dichiarata, «offrire qualche pista per un’adeguata ermeneutica conciliare necessaria per comprendere il processo di recezione», trova nell’idea di riforma nella continuità, proposta da Benedetto XVI, la categoria che sembra «più conveniente per leggere la natura dell’evento conciliare e per un’adeguata ermeneutica del suo corpus nell’ottica della pastoralità».

Un importante tentativo di superare la contrapposizione tra le due ermeneutiche contrapposte della continuità e della rottura, per proseguire nella recezione del Concilio, «parte integrante dell'essenziale compito missionario della Chiesa».

Il card. Marc Ouellet al Sinodo sulla Parola di Dio

Nell'ottobre 2008 il card. Marc Ouellet, allora arcivescovo di Québec, era il relatore all'Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi sulla Parola di Dio. Mentre nella "relazione ante disceptationem" trattava il tema teologico della dimensione dialogale della rivelazione, nella relazione finale "post disceptationem" si soffermava sull'importanza centrale della Parola di Dio nella missione della Chiesa, sugli strumenti comunicativi con cui diffondere la Scrittura, sul legame tra Scrittura e dottrina sociale della Chiesa e sulla necessità di ripensare il tema dell’inculturazione.

Il card. Sean P. O'Malley sulla crisi pedofilia nella Chiesa

«Il modo in cui trattiamo l’attuale crisi nella nostra Chiesa potrà aiutarci a definire i cattolici del futuro. Se non scapperemo dalla croce della sofferenza e dell’umiliazione, se rimarremo fermi in quello che siamo e in quello per cui siamo, se lavoreremo assieme, gerarchia, preti, religiosi e laici, per vivere la nostra fede e adempiere la nostra missione, saremo una Chiesa più forte e più santa».
L’arcidiocesi di Boston è stata e rimane il centro simbolico della crisi di credibilità che nel 2002 investì violentemente la Chiesa cattolica negli Stati Uniti a seguito delle rivelazioni di violenze sessuali ai danni di minori compiute nel passato da un certo numero di sacerdoti Appariva particolarmente consapevole di questa centralità, e insieme intrisa di speranza evangelica verso il futuro, l’omelia che il nuovo arcivescovo Seán Patrick O’Malley, cappuccino, appena nominato da Giovanni Paolo II, pronunciò nel 2003 alla messa d’insediamento.

Il card. Odilo Scherer sulla parrocchia

Non pubblicata sul Regno, ma sulla pagina web dell'arcidiocesi di Sao Paulo in Brasile, riteniamo sia interessante la prima lettera pastorale del card. Odilo Pedro Scherer, del 2011.
In essa l'arcivescovo ribadisce la centralità della parrocchia come "comunità di comunità" e ne invoca la "conversione pastorale e missionaria".

Giuseppe Dossetti, 13 febbraio 1913 - 13 febbraio 2013

Il 13 febbraio 2013 ricorrono 100 anni dalla nascita di Giuseppe Dossetti. On-line l'archivio dei suoi testi storici pubblicati su "Il Regno"

Archivio della memoria

Per ricordare la figura di Giuseppe Dossetti nel centenario della sua nascita ripubblichiamo alcuni suoi scritti storici, dall'archivio della rivista Il Regno.

1986 - Testimonianza di un monaco

Durante un corso di aggiornamento culturale organizzato dall'Università cattolica a Sorrento, nel 1986, don Giuseppe Dossetti tenne una relazione che volle definire "Testimonianza di un monaco".
In un testo molto impegnativo dava testimonianza delle sue scelte di vita e della sua esperienza di monaco che veniva riaffermata a ogni punto, senza compromessi né mezzi termini.
Al centro ella sua vita monastica, e della sua comunità, le "due mense", quella della Parola e quella dell'eucaristia.

1986 - Il monachesimo: umile risolutezza e significato politico

In occasione del conferimento dell'alta onorificenza civile bolognese dell'"Archiginnasio d'oro", nel 1986, Dossetti tenne un discorso in cui delineava la rilevanza "politica" della scelta monastica e ricordava con affetto il card. Giacomo Lercaro e Giovanni XXIII.

1990 - Guerra del Golfo: qui la Chiesa scomparirà

Nell'ottobre del 1990 usciva su Il Regno un documento anonimo di commento sulla situazione mediorientale durante la prima guerra del Golfo. L'autore era Giuseppe Dossetti, che successivamente riprese tali considerazioni in altre occasioni.

1991 - Su Lercaro e il Concilio

Chiamato dal card. Biffi, arcivescovo di Bologna, a rievocare il contributo del predecessore Lercaro al Vaticano II, Dossetti affrontava, "con franchezza e senza ostacoli", molti dei nodi della vita della Chiesa: il riconoscimento di una gerarchia delle verità, l'attuazione della riforma liturgica, il rapporto tra Scrittura e Tradizione, l'ecclesiologia di comunione, la povertà della Chiesa, l'esercizio della collegialità episcopale, i rapporti con l'ebraismo, la pace.

1993 - La Bibbia nella comunità cristiana

Nel 1993 la «sempre carissima chiesa di Reggio», come si espresse Giuseppe Dossetti volle festeggiare in una sola ricorrenza gli 80 anni di Giuseppe Dossetti e il 40o anniversario della morte di mons. Giuseppe Tondelli, figura autorevole di sacerdote reggiano, biblista e ispiratore di Dossetti giovane professore.
La manifestazione si svolse attorno al tema Lectio divina ed esegesi biblica. Nell'occasione Dossetti tenne questo discorso su un tema centrale per l'esperienza cristiana e per il suo percorso personale di riflessione: il posto della Bibbia nella Chiesa, nella pastorale e nella vita del credente.

1994 - Sentinella, quanto resta della notte?

Immergersi consapevolmente nella notte. Dire, con semplicità e forza, che la notte è notte. Ma sempre con l'anima della sentinella che è tutta verso l'aurora. Questa l'indicazione, ispirata a Isaia 21,11-12, che Dossetti coglieva dall'esempio di Giuseppe Lazzati, a 10 anni dalla morte, e offriva ai cattolici come immagine del momento civile e politico italiano e dell'atteggiamento con cui affrontarlo.

1994 - In difesa della Costituzione

Una lunga premessa, quattro principi e un monito: questa la struttura dell'intervento del monaco Giuseppe Dossetti a Monteveglio (Bologna, 16 settembre 1994) per il primo incontro nazionale dei «comitati per la difesa della Costituzione». La premessa era relativa alla tragedia della guerra, che aveva permesso di superare le concezioni di parte e le differenze ideologiche nella carta costituzionale. I quattro principi sono: a) unità e indivisibilità del popolo italiano e della Repubblica; b) il valore inviolabile della persona umana; c) la consistenza costituzionale dei corpi intermedi (famiglia, comune, regione, ecc.); d) la diffusione del potere. Il monito riguardava l'art. 138 sulla revisione costituzionale e il previsto referendum confermativo.

1994 - Monachesimo ed ecumenismo

Sulla scia della riflessione e del dibattito relativo alla «Spiritualità monastica oggi» ospitato da Il Regno durante il Sinodo dei vescovi sulla vita consacrata, si svolse a Roma in ottobre una tavola rotonda su «Il monachesimo tra Oriente e Occidente».
Dossetti vi trattò il tema dell'«Identità pan-cristiana del monachesimo e sue valenze ecumeniche»: la funzione della vita monastica nella Chiesa, universale e locale, e il possibile ruolo di ponte fra le Chiese cristiane.

1996 - Difesa critica e dinamica (ai Comitati per la Costituzione)

"Confermo la mia adesione a un ragionevole federalismo, purché garantito da una coscienza più motivata e più matura dell'unità nazionale; così confermo il mio favore per una riforma profonda del bicameralismo... e ancora confermo il favore verso un rafforzamento molto robusto della figura del primo ministro e una stabilizzazione più accentuata dell'esecutivo...".

Il monaco Giuseppe Dossetti, convalescente a Camogli, affidava a questo Messaggio ai partecipanti al Coordinamento nazionale dei Comitati per la Costituzione (Bologna, 3.2.1996) il compito di smentire l'immagine di "conservatorismo costituzionale" con cui era stato identificato nei due anni di ripresa di attività pubblica in ambito strettamente politico (a partire cioè dalla lettera al sindaco di Bologna per il 25 aprile 1994 e dal discorso per i dieci anni dalla morte di Lazzati, il 18 maggio 1994).

La conclusione del messaggio entra più decisamente nella stretta attualità politica, con una dura censura agli accordi in materia istituzionale tra PDS, Forza Italia e AN, che in quei giorni parevano pressoché conclusi (cf. Regno-att. 4,1996,87s).

1997 - La Piccola Famiglia dell'Annunziata

Nell'anno della morte, il 15 dicembre 1997, Il Regno pubblicò la Piccola Regola e gli Statuti della Piccola Famiglia dell'Annunziata, la congregazione monastica fondata da Giuseppe Dossetti, insieme all'omelia del card. Biffi ai funerali.

Politica in Italia: il vecchio e il vuoto

Dalla prima alla terza repubblica. Su Il Regno - attualità di novembre

di Gianfranco Brunelli

A un anno dal fallimento politico del governo Berlusconi e dopo un anno di governo presidenziale guidato dal prof. Monti la grande recessione e la crisi finanziaria non si sono placate. La crisi politica e istituzionale è irrisolta. La nostra era ed è una democrazia in stato d’eccezione.
Poiché il problema della crisi del sistema politico italiano si è posto proprio
nello spazio del centro-destra, con l’esplosione della DC e del pentapartito, è in quello spazio che occorre agire. 

Card. Martini: un magistero che non passa

Tre volumetti economici ripropongono la testimonianza di un vero padre della Chiesa affidata negli anni a questa rivista.
Dopo la morte del card. Carlo Maria Martini, ritornato al Padre lo scorso 31 agosto, si apre per la Chiesa la stagione della gratitudine e del compito di rilettura e approfondimento del suo insegnamento di biblista, pastore, testimone assiduo del primato di Dio.

I tre volumetti economici appena pubblicati dalla rivista Il Regno e dalle EDB ripropongono gli interventi che il cardinale ha fatto sulla rivista tra il 1990 e il 2004, quindi durante e immediatamente dopo la fine del suo ministero episcopale a Milano.
 
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L’Europa, la fede e la Parola raccoglie le tre interviste che il card. Martini ha concesso a Il Regno tra il 1990 e il 2001 su altrettanti punti caratterizzanti il suo magistero e la sua pastorale: l’Europa, la «cattedra dei non credenti», la Parola.
 
 
 
 
 
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In Londra, Gerusalemme, Assisi il cardinale commenta per noi tre eventi ecclesiali, diversi per merito, rilevanza pubblica e collocazione temporale: la morte del card. Basil Hume, occasione che gli consente come di specchiarsi in un confratello vescovo e narrare qualcosa di sé; il pellegrinaggio con Giovanni Paolo II a Gerusalemme nel giubileo dell’anno 2000; la giornata di preghiera per la pace ad Assisi dopo l’11 settembre 2001.
 
 
 
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Non date riposo a Dio riproduce i discorsi pronunciati in occasione degli 80 anni di Giuseppe Dossetti, i due interventi agli incontri di Camaldoli e una conferenza tenuta a Forlì sul tema «Parola e Spirito per tutti». Quattro testi che hanno come oggetto e criterio interpretativo il tema della parola di Dio, di cui il card. Martini è stato uditore, contemplatore e annunciatore.
 
 
 
 
 
L’ascolto della Parola – come si legge nell’introduzione dell’ultimo volumetto – è «la cifra con la quale egli analizza e affronta ogni dimensione del credere e della vita personale ed ecclesiale, civile e religiosa», e in questo la sua voce merita di essere riascoltata come un magistero che non passa.

A 50 anni dal Concilio

Riflettere e agire come Chiesa nel 50° del concilio Vaticano II, celebrando l'«Anno della fede» indetto dal papa

11 ottobre 1962 - 11 ottobre 2012

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Sono trascorsi 50 anni dalla solenne celebrazione inaugurale del concilio Vaticano II, l’11 ottobre 1962. In questo «cono di luce» sono nate, tra l’altro, le Edizioni Dehoniane Bologna ed è fiorita questa rivista, che a partire da quegli anni divenne uno dei principali strumenti informativi sulle sessioni e sulla stesura dei documenti conciliari.

Lungo il 2012 abbiamo dedicato una particolare attenzione al significato che assume oggi questa memoria, non tanto o non solo a fini celebrativi o commemorativi, ma per le scelte e lo stile che la Chiesa è chiamata a rinnovare ripercorrendone le vicende e rileggendone i testi con gli occhi di oggi.

Sul numero de Il Regno - attualità di giugno presentiamo, tramite la penna del teologo Christoph Theobald che ne firma la postfazione, il volume dei documenti del Concilio ripubblicati dalle EDB. Theobald prende per mano la nuova generazione dei lettori che non ha né conosciuto il Concilio né ha vissuto i primi tempi discretamente conflittuali della sua recezione. E indica quale sia l’eredità da custodire e applicare oggi.

Anatomia di una crisi

Finanza, economia e disagio sociale sono strettamente collegati nelle convulsioni di un modello economico che necessita di una radicale revisione

Un diffuso disagio

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L’attuale crisi non è la prima che il capitalismo affronta: nell’ultimo secolo e mezzo ha già conosciuto alcune grandi fasi di dissesto, che sono state occasione di un nuovo ciclo d’innovazione sociale, in particolare nel campo dell’economia sociale e solidale. Quella di oggi si caratterizza per il profondo squilibrio economico, che va trasversalmente a sommarsi con quello politico, sociale ed ecologico. Nasce dalla separazione tra economia, finanza e società, che produce da un lato la destrutturazione del mondo che abbiamo conosciuto sinora, e dall’altro – seguendo la logica del produttivismo e della crescita come principale finalità sociale – una crisi antropologica che è rivelata dal diffuso disagio psichico e sociale.

Potrebbe anche essere l’occasione per avviare un nuovo ciclo d’innovazione sociale in grado di contribuire a una grande trasformazione e di delineare una nuova visione di economia e sviluppo sostenibili. Bisogna fare leva sulle iniziative della società civile che si richiamano al movimento altermondialista, su scala globale, e all’economia sociale e solidale, su scala locale. Ma occorre anche fare un salto di qualità: allargare le alleanze e attingere alle forze spirituali e cognitive di tutte le culture del mondo.

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