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Numeri dell'anno 2007

Indice del n.11 dell'anno 2007

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Una catechesi a tutto campo. Viaggio apostolico in Brasile e apertura della Conferenza di Aparecida

di Benedetto XVI
Regno-doc. n.11, 2007, p.321

«Vado con tanta gioia, con tante speranze a questo incontro con l’America Latina», aveva detto Benedetto XVI ai giornalisti mentre l’aereo papale si avvicinava al Brasile (cf. riquadro alle pp. 326-327), evidenziando in tal modo che la motivazione di fondo del viaggio andava ricercata nell’inaugurazione della V Conferenza generale dell’episcopato latinoamericano e dei Caraibi, dedicata a: «Discepoli e missionari di Gesù Cristo, affinché i nostri popoli in lui abbiano vita». Pertanto, dei dodici momenti pubblici che hanno costellato questo primo viaggia del papa lontano dall’Europa, abbiamo evidenziato qui il discorso rivolto a São Paulo ai vescovi del Brasile (11.5.2007) e quello pronunciato ad Aparecida in apertura dell’assise dei vescovi del continente (13.5). In entrambi, all’analisi dei molti e complessi problemi della Chiesa nel paese e nel continente il papa risponde declinando in chiave educativa e formativa il tema dell’evangelizzazione, al centro dei lavori della Conferenza.

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Formatori del popolo. Discorso ai vescovi del Brasile

di Benedetto XVI
Regno-doc. n.11, 2007, p.321

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Educare i discepoli, sostenere i missionari. Inaugurazione della Conferenza di Aparecida

di Benedetto XVI
Regno-doc. n.11, 2007, p.325

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L'intervista al papa durante il viaggio aereo

di Benedetto XVI
Regno-doc. n.11, 2007, p.326

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La salvezza per i bambini che muoiono senza battesimo

di Commissione teologica internazionale
Regno-doc. n.11, 2007, p.333

«Riteniamo che, con lo sviluppo della dottrina, la soluzione del limbo possa considerarsi superata alla luce di una maggiore speranza teologica... Esistono forti ragioni per sperare che Dio salverà questi bambini (morti senza battesimo), poiché non si è potuto fare ciò che si sarebbe desiderato di fare per loro, cioè battezzarli nella fede della Chiesa». L’indagine sul piano biblico, patristico e magisteriale svolta dalla Commissione teologica internazionale e approvata da Benedetto XVI il 19 gennaio si era posta come obiettivo quello di esaminare – a proposito della sorte ultraterrena dei bambini morti senza avere ricevuto il battesimo – come conciliare la convinzione della volontà salvifica universale di Dio e della necessità del battesimo, nella persuasione che «spetta a noi dare una risposta coerente per il momento odierno», leggendo i segni dei tempi e interpretandoli alla luce del Vangelo. «Uno dei motivi per cui il concilio Vaticano II non ha voluto insegnare che i bambini non battezzati sono definitivamente privati della visione di Dio è stato che i vescovi hanno testimoniato che non era questa la fede del loro popolo; non corrispondeva al sensus fidelium».

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Dopo Verona, per una Chiesa di popolo

di 57° Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (CEI)
Regno-doc. n.11, 2007, p.355

«In Italia la fede è viva e profondamente radicata, e... la Chiesa è una realtà di popolo, capillarmente vicina alle persone e alle famiglie... La fede cattolica e la presenza della Chiesa rimangono... il grande fattore unificante di quest’amata nazione e un prezioso serbatoio di energie morali per il suo futuro» (Benedetto XVI). Il papa, che concludeva alla 57a Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (CEI) – sul tema «Gesù Cristo, unico salvatore del mondo: la Chiesa in missione, ad gentes e tra noi» – la serie delle visite ad limina dell’episcopato del paese ponendo come priorità dell’azione pastorale una decisiva opzione formativa, ha espresso apprezzamento e incoraggiamento per le scelte pastorali della Chiesa italiana. Durante l’assemblea i vescovi hanno approvato la nota che raccoglie e riconsegna alle diocesi i frutti del IV Convegno ecclesiale nazionale di Verona (16-20.10.2006; cf. Regno-doc. 19,2006), e che verrà resa pubblica nelle prossime settimane. Uno spazio di rilievo ha ricevuto, sia nella prolusione di mons. Angelo Bagnasco (alla sua prima assemblea da presidente della CEI) sia nel discorso di Benedetto XVI, la positiva valutazione del «Family day», manifestazione a sostegno della famiglia svoltasi a Roma il 12 maggio (cf. Regno-doc. 7,2006,245).

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I vescovi sono con il loro popolo. Prolusione alla 57a Assemblea della CEI

di Mons. A. Bagnasco
Regno-doc. n.11, 2007, p.355

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Decisiva opzione formativa. Discorso alla 57a Assemblea della CEI

di Benedetto XVI
Regno-doc. n.11, 2007, p.361

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Comunicato finale

di 57a Assemblea generale della CEI
Regno-doc. n.11, 2007, p.363

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Il card. Antonelli sul «caso Cantini»

di Card. E. Antonelli
Regno-doc. n.11, 2007, p.364

In merito al caso del sacerdote fiorentino don Lelio Cantini, ultraottantenne, ritenuto colpevole, a seguito di un processo amministrativo canonico a suo carico, di violenze sessuali nei confronti di minori e altri «misfatti oggettivamente gravi» avvenuti nei decenni passati, l’arcivescovo di Firenze, card. Ennio Antonelli, è intervenuto con un comunicato diffuso il 14 aprile scorso (www.toscanaoggi.it). È il primo caso italiano di un vescovo che prende la parola pubblicamente su vicende di questo genere. Il «clamore mediatico esploso intorno alla vicenda» ha conosciuto una nuova eco nei giorni scorsi, quando il film-documentario della BBC Sex crimes and the Vatican (2006) è stato dapprima sottotitolato in italiano e diffuso via Internet, poi fatto oggetto di una puntata del programma di Rai Due Annozero (31.5.2007).

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Ricevere degnamente la comunione

di Vescovi cattolici degli Stati Uniti
Regno-doc. n.11, 2007, p.369

La Chiesa incoraggia la ricezione frequente della comunione; tuttavia «possiamo trovarci in circostanze in cui un esame della nostra coscienza davanti a Dio ci rivela che dovremmo astenerci dal prendere parte al corpo e al sangue di Cristo. Inoltre dobbiamo essere cauti nell’emettere giudizi sul fatto che qualcun altro debba o meno ricevere la santa comunione». Il documento «Beati gli invitati alla cena del Signore». Sulla preparazione a ricevere degnamente Cristo nell’eucaristia, approvato dai vescovi cattolici degli Stati Uniti il 14.11.2006 nel corso dell’Assemblea generale, ripropone ai fedeli l’insegnamento della Chiesa cattolica, in base a cui il peccato mortale, lo scandalo pubblico e la mancata adesione a un insegnamento definitivo della Chiesa sono ragioni per astenersi dal ricevere la comunione. Le due appendici richiamano i principi cui attenersi in ambito ecumenico. Il testo viene a conclusione di un processo di studio, avviato a cura di un gruppo di lavoro guidato dal card. T. McCarrick nel 2004 a seguito del dibattito sorto intorno al candidato democratico J. Kerry, per dotarsi di un atteggiamento comune nei confronti dei politici favorevoli all’aborto (cf., a proposito, Regno-doc. 15,2004,483 e Regno-att. 18, 2004,631).

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Il problema del «genere»

di J. Arènes
Regno-doc. n.11, 2007, p.377

«È quindi urgente, per il mondo cristiano e per tutti quelli che considerano la differenza come vettore di senso e di umanizzazione, sostenere una riflessione sull’approccio al maschile e al femminile sganciato dalle gerarchie della tradizione», dove la «differenza non sia disuguaglianza». È questo l’aspetto più costruttivo di quella galassia di studi che generalmente vanno sotto il nome di gender studies che anche il pensiero cristiano deve cogliere, ha affermato il noto psicanalista Jacques Arènes all’Assemblea plenaria della Conferenza dei vescovi francesi tenuta a Lourdes lo scorso 4 novembre (cf. Regno-att. 2,2007,5). Dal canto suo «la Chiesa detiene, nella tradizione, molti aspetti di una difesa di ciò che unisce uomini e donne, in una prospettiva in cui la diversità non è ciò che prevale, ma ciò che si configura in una ricerca d’unità». In questo modo «gli effetti stessi del genere, senza negare la possibilità che possano venire infiltrati dal potere, dalla rivalità e dall’invidia, diventano sede anche di una prassi vivente della differenza, (…) secondo una dinamica di apertura all’altro», la sola capace di motivare nuovamente le giovani generazioni alla trasmissione della vita.


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