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Numeri dell'anno 2007

Indice del n.5 dell'anno 2007

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Actus defectionis

di Pontificio consiglio per i testi legislativi
Regno-doc. n.5, 2007, p.129

L’actus formalis defectionis ab Ecclesia catholica, ovvero l’atto formale di separazione dalla Chiesa cattolica, è l’oggetto di una lettera circolare che il Pontificio consiglio per i testi legislativi ha inviato a tutti i presidenti di conferenze episcopali il 13.3.2006, anche se essa è apparsa ufficialmente sul sito Internet vaticano solo un anno dopo, il giorno (15.2) in cui venivano accettate le dimissioni per raggiunti limiti di età del card. Julián Herranz, presidente del dicastero, e veniva nominato al suo posto mons. Francesco Coccopalmerio.
L’atto di separazione non è solo giuridico-amministrativo, ma anche e soprattutto teologico-canonico, con le conseguenze proprie dei delitti previsti dall’ordinamento ecclesiastico, in primis la scomunica. Per questo, a partire da una richiesta d’approfondimento dell’episcopato italiano, il card. Herranz ha ribadito l’importanza che la separazione venga ufficializzata dall’interessato di persona all’ordinario, che ne valuterà, così, l’effettiva consistenza; o, nell’impossibilità, che ciò avvenga tramite uno scritto in cui vi sia chiara coscienza che ciò costituisce un atto di apostasia.

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Actus defectionis. Profilo teologico e profilo formale

di Card. Julian Herranz
Regno-doc. n.5, 2007, p.129

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Actus defectionis. Richiesta di chiarimento

di Card. Camillo Ruini
Regno-doc. n.5, 2007, p.130

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Actus defectionis. Accertare una volontà consapevole

di Card. Julian Herranz
Regno-doc. n.5, 2007, p.131

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Padre Dehon: sospesa la beatificazione

di P. José Ornelas Carvalho scj
Regno-doc. n.5, 2007, p.132

Il 13 novembre scorso il padre generale dei sacerdoti del sacro Cuore (dehoniani), p. José Ornelas Carvalho, ha reso nota ai confratelli la decisione della Segreteria di stato di tramandare nel tempo la cerimonia di beatificazione del fondatore, p. Leone Dehon. Già decisa per il 24 aprile 2005 al termine di un processo «definitivamente concluso e sigillato» e inizialmente rinviata per la concomitante transizione del pontificato, la beatificazione ha successivamente incontrato riserve e critiche da parte di alcune comunità ebraiche e organi di stampa per espressioni antisemite riscontrate in alcune pagine delle opere sociali di Dehon (cf. Regno-att. 12,2005, 370; 16,2005,515). Marginali nell’insieme degli scritti e dei riferimenti spirituali e coerenti con il clima e la temperie del momento storico, tali affermazioni hanno suggerito a Benedetto XVI la dilazione della cerimonia a data da destinarsi. Il padre generale suggerisce atteggiamenti e giustificazioni per una positiva comprensione e ricezione della decisione papale.

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La formazione dei presbiteri. Regolamento degli studi teologici

di Conferenza episcopale italiana
Regno-doc. n.5, 2007, p.135

Dopo aver pubblicato (Regno-doc. 3,2007,97ss) i primi tre capitoli del documento La formazione dei presbiteri nella Chiesa italiana. Orientamenti e norme per i seminari, proponiamo ora il quarto e ultimo capitolo, «Il Regolamento degli studi teologici». In continuità con la prima edizione della Ratio studiorum (1984; ECEI 3/1738ss), il testo richiama il coraggio della confessione della fede, «sottolinea la funzione ecclesiale dei docenti, presenta l’organizzazione degli studi ed evidenzia la necessità di finalizzarli in vista della formazione globale dei candidati al sacerdozio. Il capitolo è integrato dall’organigramma degli studi e dalla presentazione dettagliata degli obiettivi, dei contenuti e della didattica delle singole discipline». L’insieme del documento è rivolto agli educatori e ai professori dei seminari, ai seminaristi, ai responsabili della formazione permanente del clero e all’intera comunità cristiana.

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Il bene comune oggi: un impegno che viene da lontano

di Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali
Regno-doc. n.5, 2007, p.153

Nel centenario della prima edizione (1907), Pisa riospiterà in ottobre (18-21) insieme a Pistoia la celebrazione della Settimana sociale dei cattolici italiani, arrivata oggi alla 45a edizione, e incentrata sul tema del bene comune. «È giunto il momento che i cattolici italiani rappresentino, con garbo ma con forza, agli altri che il futuro del nostro paese non potrà prescindere dalla loro presenza costitutiva e dal loro apporto irrinunciabile, secondo quelle linee valoriali espresse dalla Costituzione italiana, le quali appartengono al patrimonio di pensiero cristiano e sono risultate fondanti la convivenza civile» (n. 16): così il Documento preparatorio declina nell’oggi il tema caro a questa tradizione della dottrina sociale della Chiesa, puntando a una valorizzazione del ruolo dei cattolici italiani nel paese (cf. Regno-att. 4,2007,82). Dopo un excursus storico, il testo propone una riflessione d’impianto pratico-pastorale sulle motivazioni interne ed esterne della presenza pubblica dei cattolici; definisce poi in termini teologico-morali il bene comune, per chiudere con un capitolo di morale pratica sul rapporto tra questione sociale e questione antropologica.

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La ragione, le scienze e il futuro delle civiltà. Prolusione all'VIII Forum del progetto culturale

di Card. Camillo Ruini
Regno-doc. n.5, 2007, p.169

«Tipico del rapportarsi della fede cristiana alle culture e alle forme di razionalità di tutte le diverse epoche» è, come ha detto Benedetto XVI a Verona, un «taglio coraggioso che diviene maturazione e risanamento». Sono le parole conclusive dell’ultimo appuntamento pubblico del card. Camillo Ruini prima che Benedetto XVI accettasse le sue dimissioni da presidente della CEI (cf. riquadro a p. 173 e in questo numero a p. 175), e cioè la prolusione di apertura dell’VIII Forum del progetto culturale. Svoltosi a Roma il 2-3 marzo scorsi sul tema «La ragione, le scienze e il futuro delle civiltà», ha annoverato come relatori Giandomenico Boffi, Piero Coda e Andrea Riccardi.
Sono parole che sintetizzano bene il contenuto di questo suo intervento, che dedica una prima parte, più breve, a sottolineare «gli orientamenti e i compiti emersi per il progetto culturale dal convegno di Verona», e una seconda parte, più ampia, alle recenti interlocuzioni fra il pensiero di J. Habermas e quello di J. Ratzinger - Benedetto XVI intorno al rapporto tra la ragione moderna e la fede cristiana.

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Ruini su Il Regno: trenta testi in vent'anni

di Red.
Regno-doc. n.5, 2007, p.170

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Al termine del mio mandato

di Card. Camillo Ruini
Regno-doc. n.5, 2007, p.173

Il 7 marzo scorso, mentre la Santa Sede pubblicava l’annuncio ufficiale dell’accoglimento della rinuncia del card. Ruini, per raggiunti limiti di età, all’incarico di presidente della Conferenza episcopale italiana, questi si congedava dai suoi collaboratori presso la sede della CEI a Roma pronunciando il seguente discorso (www.chiesacattolica.it).

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Educazione e valori. Discorso al Tribunale ecclesiastico regionale ligure

di Mons. Angelo Bagnasco
Regno-doc. n.5, 2007, p.175

«Il valore brilla non solo nel rapporto con il singolo, ma certi valori – come la libertà, la solidarietà, la laboriosità, la famiglia... – brillano anche nel rapporto con la società nel suo insieme. È questo che costituisce l’ethos di un popolo. Quando certi valori non sono più percepiti come tali da una società, l’ethos si corrompe e il senso d’appartenenza si allenta». Tra i più recenti interventi pubblici dell’arcivescovo di Genova mons. Angelo Bagnasco, nominato il 7 marzo scorso nuovo presidente della CEI (cf. riquadro a p. 176 e in questo numero a p. 169), questo discorso del 17 febbraio all’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico regionale ligure si segnala, essendo dedicato a un tema al centro dell’attuale dibattito culturale, come un contributo utile a proiettare sulla scena nazionale il profilo del pastore che Benedetto XVI ha chiamato a presiedere l’«unione permanente dei vescovi delle Chiese che sono in Italia» (Statuto CEI, art. 1).

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Quando il papa chiama, si risponde

di Mons. Angelo Bagnasco
Regno-doc. n.5, 2007, p.176

Il 7 marzo scorso, presso l’episcopio dell’arcidiocesi di Genova, mons. Bagnasco ha dato personalmente l’annuncio ufficiale della nomina pontificia a presidente della CEI pronunciando il seguente discorso (www.diocesi.genova.it).

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Diritti e doveri dei conviventi

di Disegno di legge del governo italiano
Regno-doc. n.5, 2007, p.178

Su proposta dei ministri competenti, Barbara Pollastrini e Rosy Bindi, il Consiglio dei ministri dell’8 febbraio 2007 ha approvato un disegno di legge (DDL) sui «Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi» (titolo che a uso dei media è stato sintetizzato nella sigla DICO). Il testo ha iniziato il 21 febbraio l’iter parlamentare al Senato.
Questo DDL del governo ha suscitato, sin da prima della sua presentazione e conoscenza definitiva, forti polemiche che hanno attraversato la società, la politica e la Chiesa italiana, sino a configurare dopo la sua uscita un duro contrasto tra i vertici della CEI e il governo italiano. Tali polemiche hanno parzialmente riproposto la suddivisione tra laici e cattolici, ma hanno anche manifestato, in alcuni appelli presentati ai vescovi (cf. riquadro a p. 180), il ritorno di una divisione pubblica interna alla Chiesa e la conferma di un’alleanza tra cattolici prossimi ai vertici della CEI ed esponenti laici del centrodestra. In attesa di sapere se e quale legge uscirà in materia dal Parlamento italiano riproduciamo il testo del DDL e dei due appelli ai vescovi.

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Due appelli di cattolici e laici

di Giuseppe Alberigo; Sergio Ricossa
Regno-doc. n.5, 2007, p.180

A qualche giorno dalla presentazione da parte del Consiglio dei ministri del disegno di legge sui «Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi» (8.2.2007), il dibattito di valutazione complessiva di quel testo ha trovato il suo fuoco in particolar modo su una questione: se l’eventuale sua approvazione avrebbe comportato la legittimazione di forme giuridiche alternative all’istituto matrimoniale e dunque, secondo la prospettiva evocata in ripetuti interventi di Benedetto XVI e dei vertici della Conferenza episcopale italiana (CEI), la destabilizzazione della famiglia. In questo contesto il card. Ruini, presidente della CEI, in margine a un convegno a Roma (12 febbraio) ha preannunciato ai giornalisti, da parte dell’Episcopato italiano, «una parola meditata, ufficiale e accreditata, che sia impegnativa per coloro che seguono il magistero della Chiesa e chiarificatrice per tutti» (Avvenire 13.2.2007) sulla materia oggetto del disegno di legge varato dal governo.
A partire da questa dichiarazione, riletta alla luce del «non possumus» preconizzato da Avvenire quando ancora il disegno di legge era in bozza (6.2.2007; cf. Regno-doc. 3,2007,78), all’interno del cattolicesimo italiano si sono attivati il 13 e 14 febbraio due gruppi – l’uno in reazione all’altro – per una raccolta di firme. Il primo appello, guidato dal prof. G. Alberigo (www.febbraio2007.it), ha avuto come finalità quella di persuadere la CEI a soprassedere sull’annunciata «nota vincolante» (questa la formula con cui le parole del card. Ruini sono state riassunte, nei giorni successivi, da tutta la stampa), in quanto essa rischierebbe di riaprire in Italia quella «deprecata condizione di conflitto tra la condizione di credente e quella di cittadino» che sembrava ormai definitivamente tramontata; per i secondi invece, radunati attorno al quotidiano Il Foglio (www.ilfoglio.it) e il cui primo firmatario è il laico prof. S. Ricossa, è necessario ribadire l’importanza di «uno spazio pubblico nella vita della comunità» dato alla religione contro ogni «ingiusta forma d’intimidazione intellettuale».

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I primati, le tensioni, il Patto

di La Comunione anglicana di fronte alla crisi
Regno-doc. n.5, 2007, p.182

«Riconoscere... un’espressione concisa di ciò che può essere considerato come anglicanesimo autentico»: questo viene chiesto ai primati della Comunione anglicana nel Rapporto dell’apposito Gruppo di progetto del Patto presentato a Nassau (Bahamas, 15-18.1.2007), in attesa di un successivo processo di rielaborazione da parte di tutte le province e infine della sottoscrizione delle Chiese che condividono questo «Patto anglicano». È la risposta della Comunione alle tensioni e lacerazioni che l’affliggono dal 2003 (cf. Regno-att. 4,2007,95); esse sono state anche al centro dell’Assemblea dei primati di Dar es Salaam (Tanzania, 15-19.2.2007), preoccupata di chiarire a tutte le Chiese anglicane quali siano i passi necessari – tra cui il «Patto» – per salvaguardare la comunione reciproca da qui al 2008, anno in cui si svolgerà la Conferenza di Lambeth, appuntamento decennale nel quale gli anglicani si confrontano e prendono assieme le decisioni che riguardano il loro vivere insieme come Comunione.

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Il Patto anglicano: una bozza

di Gruppo di progetto del Patto
Regno-doc. n.5, 2007, p.182

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L'Assemblea dei primati

di Primati della Comunione anglicana
Regno-doc. n.5, 2007, p.186


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